martedì, Maggio 24, 2022
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Vero Volley: aperto lo sportello “Ti ascolto” contro gli abusi nello sport

Il Consorzio Vero Volley non si accinge al solo taraflex dell’Arena di Monza e lo dimostra ancora una volta.

Questa mattina, presso la sala stampa del palasport monzese, si è tenuta la conferenza stampa di apertura del nuovo progetto che il Consorzio brianzolo terrà a stretto contatto con l’organizzazione “Change the Game”: lo sportello “Ti Ascolto”.

Lo sportello, atto a contrastare gli abusi di ogni tipo legati al mondo dello sport, è compilabile in maniera totalmente anonima e quindi senza il pericolo di ripercussione alcuna, sia dai diretti interessati, che da persone terze, come genitori, amici o compagni delle vittime. Questo si potrà trovare direttamente tramite il sito del Consorzio (www.verovolley.it) o tramite il sito della stessa organizzazione al link www.changethegame.it con un semplice click.

Change The Game, presieduta dalla giornalista Daniela Simonetti, è un’associazione di volontariato impegnata a proteggere atlete e atleti da violenze e abusi sessuali, emotivi e fisici, che ha già sviluppato numerosi progetti in ambiti differenti, dalle occasioni di formazione ai codici di condotta e alle linee guida per delle buone pratiche destinati ai coach, fino allo sviluppo di strumenti di aiuto per le famiglie, gli atleti e le organizzazioni sportive, con la finalità di costruire, insieme, un ambiente sano, felice e protetto per i bambini, le bambine, i ragazzi, le ragazze, per ogni atleta di qualsiasi età.

La conferenza, presentata da Giuseppe Paternò Raddusa, hanno partecipato Alessandra Marzari (Presidente del Consorzio Vero Volley), Daniela Simonetti (Presidente di Change the Game), Fabio Iudica (coordinatore del Corso di Perfezionamento di Diritto Sportivo e Giustizia Sportiva “Lucio Colantuoni” dell’Università Statale di Milano) e gli atleti George Grozer ed Alessia Orro.

Ad aprire le danze è stata la padrona di casa Marzari: “Il tema di oggi è doloroso, ma da non sottovalutare mai. E’ un tema che bisogna avere il coraggio di affrontare, sia dal lato istituzionale che da quello personale. Il motivo di “Ti Ascolto” è questo: avere una cultura sportiva che combatta gli abusi dal punto di vista sessuale. Gli indifferenti sono colpevoli allo stesso modo. Ringrazio tutti i miei collaboratori, che mi hanno supportato: una società sportiva deve mettere delle regole, creando altresì una situazione in cui le bambine e i bambini abbiano il coraggio di raccontare, in un ambiente che li ascolta. Sono temi che riguardano i nostri valori, e nessuno può far finta di non vedere. Spero che questa attenzione sugli abusi spinga tante società sportive a considerare un abuso emotivo allo stesso modo di un abuso fisico. Ringrazio Daniela Simonetti e Paola Pendino, che è stato un piacere e un onore incontrare nel mio percorso“.

Chiamata in causa direttamente, Daniela Simonetti ha spiegato al meglio in cosa consiste il progetto: “Change the Game viene da lontano, nasce tanti anni fa. Come dice il nome, noi vogliamo cambiare le cose. Abbiamo anche recentemente creato “Giochiamo d’anticipo”, centralino d’ascolto multidisciplinare. Ascoltare e raccontare le storie di un bambino abusato è un dovere per noi. “Ti ascolto” è stata un’intuizione brillante di Alessandra Marzari: fare una denuncia è un atto burocratico, non corrisponde ad un ascolto, del quale si deve far carico il mondo sportivo. Il termine corretto è “segnalazione”, che prelude ad un rapporto fiduciario, e questa fiducia è tutta da costruire. Cosa deve cambiare? Una Federazione, una società sportiva devono dire “io tutelo i miei atleti, questo è il mio biglietto da visita”. Noi amiamo lo sport, e chi ama lo sport fa esattamente questo, ascolta e aiuta. In questa vicenda non c’è una parte dove stare, c’è solo una parte giusta in cui sedersi, ed è evidente quale sia“.

Dopo di esse, la parola è passata ai partecipanti in campo, dove ha avuto una particolare rilevanza l’intervento toccante della regista della Vero Volley femminile Orro, colpita dalla nota e spiacevole vicenda di settimane fa, ma vista finalmente raggiante e distesa, sempre col sorriso stampato sul volto: segno che con tenacia e determinazione ogni problema può essere superato, anche tramite il giusto aiuto delle Forze dell’Ordine e della propria Società, che in questo caso mai ha fatto mancare il proprio apporto. Senza la giusta scelta operata dalla stessa Orro (ossia quello di denunciare l’accaduto, ndr), però, nulla sarebbe potuto partire, con le conseguenze lasciate al caso.

Queste le sue parole: “E’ fondamentale denunciare, parlare, non stare in silenzio, anche se all’inizio è difficilissimo. Bisogna prendere coraggio e farsi aiutare; io ho avuto la fortuna di avere la mia società accanto, e mi auguro che anche grazie a “Ti ascolto” tutti possano avere la possibilità che ho avuto io“.

Dopo di lei, la palla (in questo caso il microfono) è passata al bomber della Superlega Grozer che, oltre che ad un’ottimo atleta professionista, è anche un amorevole padre di 2 figlie, anch’esse piccole giocatrici: “La tematica è molto importante, io sono cresciuto con mia madre in Ungheria, imparando da subito il rispetto per le donne e per le persone che mi circondavano. Lo sport mi ha salvato, è un ambiente sano che mi ha sempre protetto. Bisogna insegnare ai figli che non c’è solo il bello nella vita, ma anche le cose negative: penso che l’ambiente sportivo – sin da quando si è bambini – possa davvero portare positività ed essere fondamentale“.

Al giorno d’oggi lo sport è un’arma fondamentale per la vita e lo sviluppo dei giovani, ma, purtroppo, a volte si può incappare nelle persone sbagliate, pronte ad approfittare della più minima debolezza o buona fede altrui. Con il giusto supporto, però, anche i lati più scuri possono essere schiariti.

foto Della Corna

Roberto Della Corna

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Roberto Della Corna
Roberto Della Corna nasce a Vimercate il 9 febbraio 1993. Diplomato come perito aziendale corrispondente in lingue estere, diventa arbitro di calcio alla tenera età di 16 anni, età minima. Poi, non contento, diviene lo stesso anche per la pallavolo, mondo a lui sconosciuto fino ad allora. L'occasione lo fa innamorare di questo nuovo sport, che cerca di intraprendere aiutando in una squadra vicina al suo paese. Alle sue prime armi, coltiva la sua passione che è quella della scrittura giornalistica attraverso la testata Monza-News, per la quale collabora tutt'ora. Recentemente, ha anche collaborato per il giornale Sprint e Sport, seguendo il calcio giovanile. Ad oggi lavora come impiegato in un' importante multinazionale di trasporti, nota anche nel mondo pallavolistico.

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