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Calciomercato: procuratori sportivi sotto i riflettori

Fino al 2 settembre l’estate di qualsiasi tifoso (e probabilmente anche di è un tiepido appassionato o di un semplice spettatore) sarà animata dalle trattative di calciomercato e protagonisti inevitabili – oltre agli affari e alle trattative che porteranno tanti giocatori a cambiare casacca e magari anche a trasferirsi in campionati stranieri, nonché le società a rimpinguare i propri bilanci attraverso le plusvalenze o levarsi delle zavorre tra ingaggi divenuti nel frattempo troppo pesanti o semplicemente non più sostenibili e calciatori oramai fuori dai progetti tecnici – saranno i procuratori sportivi o agenti, che dir si voglia. Coloro che, di fatto, sono il meccanismo propulsore del sistema calcio: sono loro, alla fine, che condizionano in modo determinante il cammino delle squadre nel corso della stagione e i loro obiettivi più o meno dichiarati, con la speranza di poterli agguantare a fine campionato. 

Come si può leggere su L’Insider, la settimana tipo di un procuratore sportivo è fatta di consuetudini quotidiane che vanno dalla lettura dei giornali – ultimamente affidandosi sempre più a quelli online, – chiamate a direttori sportivi, giornalisti e persino giocatori, pranzi di lavoro fatti di incontri (magari anche in giro per il mondo) ed ancora telefonate a qualsivoglia addetto ai lavori. Con la conseguenza – anche questa inevitabile – che ciò che scotta di più nelle giornate di un agente è sempre il cellulare, l’apparecchio cui non si può prescindere nelle fasi maggiormente calde degli affari, più o meno rilevanti che siano. 

Da ricordare, inoltre, che il lavoro del procuratore è per di più caratterizzato dal fatto che non ci sono sedi fisse dove portare avanti le trattative, ma tutto dipende dalle esigenze dell’affare stesso che si sta conducendo: per questo di fondamentale importanza – come avevamo poco sopra accennato – sono anche i viaggi ricorrenti, persino in altri continenti, insomma su e giù per il mondo. Altra inevitabile conseguenza è che un procuratore deve – nel corso della sua vita, – imparare a convivere con i cambiamenti di fuso orario e quindi saper gestire il jet lag e tutto ciò che può comportare. 

Anche la vita famigliare di qualsiasi agente è irrimediabilmente influenzata dalle responsabilità che esige questo tipo di mansione: mogli e figli stessi dovranno quindi sapersi adeguare alle tempistiche del calciomercato e assorbire nel miglior modo possibile le persistenti assenze del proprio caro. 

Se il calcio è il gioco probabilmente più seguito in Italia (e non solo), abbiamo compreso che l’essere un procuratore non può essere affatto un gioco, ma un lavoro che comporta un carico ragguardevole di oneri, obblighi, incombenze e responsabilità giornaliere, che vanno ad impattare considerevolmente non solo sul procuratore stesso ma sulle speranze di milioni di tifosi che auspicano ogni estate l’arrivo del miglior craque nella propria squadra.  

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