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In esclusiva sulle colonne di Monza News, l’ex commissario tecnico della nazionale italiana Gian Piero Ventura ha parlato dell’attuale situazione del club biancorosso, soffermandosi sul difficile esordio dei Bagaj in massima serie. Ecco le sue parole: “È difficile dare un giudizio sulla partita di domenica, il Monza ha incontrato una squadra nettamente più forte, siamo solamente alla seconda di campionato, da una parte c’è il Napoli che sono quattro anni che gioca alla stessa maniera con grandi risultati e dall’altra c’è una matricola che è stata rivoluzionata in estate e che si appresta a giocare la sua prima stagione in Serie A. I giudizi diventano chiaramente difficili, giudicare il match del Maradona è ingeneroso verso il Monza visto che non c’è mai stata partita. C’è da capire in proiezione futura, perché non sono queste le partite determinanti per i biancorossi, come si approcceranno quando incontreranno rivali più abbordabili. Le prime due partite erano chiaramente complesse per il Monza, tenendo presente che in Brianza sono cambiati molto giocatori e che tra l’altro il capitano Pessina non ha giocato nemmeno un minuto”.

Riguardo il mercato: “In generale è sempre difficile dare un voto al mercato. Il Monza secondo me ha preso degli ottimi calciatori che l’anno scorso hanno fatto una stagione importante. Bisogna capire però che non è che acquistando giocatori acquisisci automaticamente gioco e mentalità, non funziona così. Ecco perché dico che è prematuro valutare il calciomercato dei biancorossi, non sono i nomi che fanno la differenza ma è la voglia, la rabbia, la determinazione, il cosiddetto sacro fuoco di volersi ritagliare un ruolo da protagonisti in un campionato che il Monza non ha mai fatto”.

Continua Ventura: “Caprari l’anno scorso ha fatto il miglior campionato della sua carriera, Petagna al contrario ha giocato poco. A mio parere il Monza deve rinforzarsi in difesa e in attacco. Va detto però che non è detto che prendendo Mauro Icardi risolvi di botto il problema del goal, devi poi metterlo in condizione di essere supportato da una squadra che si metta a disposizione secondo le sue caratteristiche. Il calcio non è fatto di figurine ma di lavoro e tattica, di tante cose difficili da riassumere. Il lavoro di Stroppa non è facilissimo perché ci sono stati dei cambiamenti importanti e il campionato è iniziato subito quindi i risultati parlano, ma aspetterei almeno di vedere le partite con i pari grado. Già l’Udinese è una squadra più alla portata dei Bagaj rispetto a Torino e Napoli”.

Sugli obiettivi dei Bagaj: “Aldilà delle frasi che sono state dette e degli obiettivi che sono stati posti dalla società, io credo che una neopromossa mai stata in Serie A debba porsi come obiettivo principale e unico la salvezza, a dirlo è la storia del calcio. Di fronte alla storia del calcio le parole non valgono assolutamente nulla. Se il Monza centrerà la salvezza raggiungerà l’unico obiettivo che conta davvero”.