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Peg Perego, il piano industriale slitta ancora: per lo stabilimento di Arcore tutto rinviato all'8 settembre

Il futuro di Peg Perego resta ancora senza risposte definitive. L'incontro convocato il 15 luglio 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) si è concluso con un rinvio all'8 settembre, senza la presentazione del piano industriale atteso da sindacati e lavoratori. Una situazione che mantiene alta l'incertezza anche per lo stabilimento di Arcore, dove a fine mese scadrà l'accordo sui licenziamenti collettivi basati su uscite volontarie e incentivate.

Dal confronto romano sono emersi alcuni sviluppi sul sito produttivo di San Donà del Piave, mentre per il polo brianzolo non sono state fornite indicazioni sul percorso di rilancio complessivo dell'azienda. Per questo motivo il tavolo ministeriale è stato aggiornato a settembre, quando dovrebbe essere presentato il progetto completo.

Peg Perego

Peg Perego, al MIMIT confronto interlocutorio sul piano industriale

All'incontro hanno partecipato le rappresentanze territoriali e le RSU di Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Monza e Brianza e Venezia, i vertici aziendali assistiti da Confindustria Veneto e Lecco-Sondrio, i rappresentanti delle Regioni Lombardia e Veneto, il sindaco di Arcore Maurizio Bono e Invitalia.

Secondo quanto riferito da Fim Mbl, Fiom Mb e RSU Peg Perego in una nota, l'azienda ha affidato il lavoro su due fronti distinti: Vertus, incaricata della reindustrializzazione, e Consul Group, che dovrà elaborare il piano di riposizionamento strategico, riorganizzazione, diversificazione e riqualificazione dei due stabilimenti.

Proprio l'assenza di Consul Group al tavolo ha impedito la presentazione della strategia complessiva per il gruppo. Durante l'incontro è intervenuta soltanto Vertus, illustrando l'attività svolta sul sito di San Donà del Piave, dove sarebbero in corso trattative con due soggetti interessati: per uno è già stata presentata un'offerta vincolante, mentre per il secondo sarebbe in arrivo una proposta. Le organizzazioni sindacali hanno precisato che, trattandosi di una fase ancora istruttoria, non sono stati diffusi ulteriori dettagli.

Arcore resta in attesa: scadenza il 31 luglio e nuovo vertice l'8 settembre

L'attenzione resta ora concentrata sullo stabilimento di Arcore, dove il 31 luglio 2026 terminerà l'accordo sui licenziamenti collettivi che prevedeva esclusivamente uscite volontarie e incentivate.

Secondo quanto riportato anche dai colleghi di PrimaMonza e Il Giorno, la direzione aziendale ha avviato una ricognizione interna per verificare l'interesse dei dipendenti verso eventuali percorsi di outplacement. I sindacati, però, invitano i lavoratori a non formalizzare alcuna adesione prima del prossimo incontro ministeriale.

Nella nota congiunta, Fim Mbl, Fiom Mb e RSU Peg Perego sottolineano infatti che, in assenza del piano industriale e di un eventuale accordo sindacale, non esistono ancora le condizioni per garantire gli strumenti di tutela, compresa la copertura della Naspi, in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Per questa ragione il confronto è stato aggiornato all'8 settembre 2026, data nella quale sindacati e Ministero chiedono la presenza di tutti i consulenti incaricati e la presentazione di un progetto complessivo che chiarisca le prospettive dei siti produttivi di Arcore e San Donà del Piave.

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