Equistasi agli ATP di Monza: eccellenza brianzola tra ricerca, impresa e sport
Equistasi e la sua storia imprenditoriale, una evoluzione continua di un'azienda nata sessant'anni fa in Brianza, che è sempre stata all'avanguardia nei tempi.

Ci sono aziende che nascono per fare impresa. E poi ce ne sono altre che, a un certo punto del loro cammino, finiscono per intercettare qualcosa di più grande: un bisogno, un’intuizione, perfino una nuova frontiera. La storia di Equistasi appartiene a questa seconda categoria. E forse è anche per questo che la sua presenza agli ATP Open di Monza, in programma la prossima settimana a due passi dalla Villa Reale, non è quella di uno sponsor qualsiasi.
Perché dietro quel nome c’è un legame doppio, fortissimo, con il territorio e con il mondo dello sport. Da una parte ci sono le radici brianzole: i titolari dell’azienda sono di Agrate Brianza, terra di lavoro, industria e visione concreta. Dall’altra c’è un dispositivo medico innovativo che oggi trova applicazione tanto in ambito clinico quanto in quello sportivo, aiutando chi convive con patologie neurologiche ma anche atleti impegnati a migliorare equilibrio, percezione del movimento e prevenzione degli infortuni.
Per capire davvero che cosa sia diventata oggi Equistasi, però, bisogna tornare indietro. Molto indietro.
Tutto comincia circa sessant’anni fa, in una lavanderia di Agrate Brianza. Un’attività familiare, semplice solo in apparenza, figlia di quel tessuto produttivo lombardo che ha sempre avuto una straordinaria capacità di trasformarsi. È da lì che prende avvio un percorso industriale che, con il passare dei decenni, cambia pelle senza perdere la propria identità: dal lavaggio tradizionale ai lavaggi tecnici, fino a una specializzazione sempre più sofisticata, rivolta ad aziende che operano in settori ad alta complessità.
Nasce e si consolida così Mycroclean Italia, l’altra anima del gruppo, quella che lavora in un ambito quasi sconosciuto al grande pubblico ma cruciale per l’industria contemporanea. Mycroclean nasce proprio da quella lavanderia brianzola, evolvendosi nel tempo fino a diventare un punto di riferimento nella decontaminazione avanzata. In questo percorso ha avuto un ruolo fondamentale anche Betty Baroni, oggi 77 anni, ancora attivamente impegnata nello sviluppo delle soluzioni legate ai tessuti: una figura chiave che rappresenta la continuità e l’esperienza su cui l’azienda ha costruito la propria crescita.
Parliamo di decontaminazione particellare per clean room, gli ambienti controllati utilizzati nel farmaceutico, nei semiconduttori, nell’aerospazio. Luoghi in cui basta un’imperfezione invisibile per compromettere processi, rallentare produzioni, generare costi enormi. Qui l’azienda brianzola si ritaglia uno spazio di assoluto rilievo, in un mercato piccolissimo, presidiato da pochissimi operatori, dove precisione e affidabilità non sono un valore aggiunto ma una condizione di sopravvivenza.
È un lavoro silenzioso, quasi mai raccontato, eppure essenziale. Lavaggio, decontaminazione, controllo al microscopio, confezionamento sottovuoto: tutto risponde a protocolli rigidissimi. Mycroclean serve realtà di primo piano e rappresenta un pezzo di quel Made in Italy tecnologico che spesso non fa rumore ma tiene in piedi filiere intere.
Eppure, a un certo punto, da quel sapere tecnico matura un salto ulteriore. È qui che la storia si fa davvero sorprendente.
Dall’esperienza nei materiali, nei processi e nella capacità di lavorare sull’invisibile, prende forma un’idea nuova, maturata anche grazie al confronto con clienti particolarmente innovativi. È proprio da questo dialogo che nasce l’intuizione: non più soltanto proteggere prodotti e ambienti dalla contaminazione, ma intervenire sul corpo umano in maniera innovativa, non invasiva, intelligente.
La nascita di Equistasi
È il passaggio che porta alla nascita di Equistasi, progetto oggi guidato dal CEO Milena Baroni insieme al cofondatore Giacomo Frassica, con cui è stata sviluppata questa nuova direzione imprenditoriale.

Il cuore di Equistasi è un dispositivo medico tanto piccolo quanto sofisticato. A vederlo, può sembrare qualcosa di semplice. In realtà dietro c’è un lavoro di ricerca che ha portato allo sviluppo di una tecnologia basata su nanovibrazioni meccaniche applicate sulla pelle. Il meccanismo è affascinante: il dispositivo, privo di batteria, metalli e circuiti, sfrutta l’energia termica del corpo e la trasforma in uno stimolo meccanico focale, impercettibile ma capace di agire sul sistema neuromotorio. In sostanza, aiuta il corpo a “sentire” meglio il movimento, a ricalibrare la percezione, a migliorare quella propriocezione che è alla base dell’equilibrio, della stabilità, della coordinazione.
È su questo terreno che Equistasi ha costruito negli anni una parte importante del proprio percorso scientifico e applicativo. Non si parla di promesse miracolistiche, ma di un lavoro fondato su studi, sperimentazioni, pubblicazioni e collaborazioni con strutture cliniche autorevoli. Le applicazioni toccano patologie delicate e complesse, come la malattia di Parkinson, la sclerosi multipla, le atassie. In questi contesti, il dispositivo viene utilizzato come supporto, come coadiuvante, con l’obiettivo di favorire una migliore stabilità del cammino, ridurre il rischio di cadute, migliorare l’equilibrio e la qualità del movimento.
Nel Parkinson, ad esempio, le evidenze raccolte raccontano di benefici sulla stabilità posturale, sulla regolarità del passo, sulla riduzione delle instabilità. In altri ambiti neurologici, il lavoro si concentra sulla coordinazione e sul recupero di una percezione motoria più efficace. È un fronte in continua evoluzione, dove la prudenza scientifica resta fondamentale, ma dove i segnali sono ormai abbastanza consistenti da aver acceso l’attenzione di medici, ricercatori e pazienti.
Equistasi nello Sport
Accanto a questo, c’è l’altro grande mondo in cui Equistasi sta trovando spazio: lo sport.
Ed è qui che il legame con gli ATP Open di Monza diventa ancora più interessante. Perché se in ambito clinico il dispositivo viene studiato come supporto nella gestione di patologie neurologiche e del dolore, nello sport entra in gioco soprattutto sul piano della prevenzione degli infortuni e dell’ottimizzazione del gesto atletico. Migliorare la percezione del movimento significa infatti aiutare l’atleta a controllare meglio la biomeccanica, a distribuire meglio i carichi, a essere più efficiente nei cambi di direzione, negli appoggi, nella stabilità articolare.
Non è un caso che Equistasi abbia già accumulato esperienza in discipline diverse. Nel ciclismo professionistico, per esempio, uno studio su 92 atleti ha evidenziato risultati legati all’aumento della propriocezione e a una migliore efficienza del gesto. Altri approfondimenti sono in corso nel tennis, oltre che nel calcio e in altre discipline dove la componente neuromotoria è decisiva. È un aspetto importante, perché qui non si parla di scorciatoie, né tantomeno di doping: si parla di aiutare il corpo a funzionare meglio, a leggere meglio i propri segnali, a proteggersi di più.
In questo senso, la presenza a Monza assume un valore simbolico quasi perfetto. Il tennis, sport di precisione, equilibrio, reattività e controllo, è uno dei contesti ideali per raccontare il senso di questa tecnologia. E farlo proprio in Brianza, a pochi chilometri da dove tutto è nato, aggiunge alla vicenda una dimensione quasi circolare: il territorio che ha generato un’impresa, oggi la ritrova protagonista su un palcoscenico internazionale.
Nel frattempo, anche i numeri della crescita raccontano una fase di forte espansione. Dopo il lancio commerciale vero e proprio, partito nel post-pandemia, Equistasi ha registrato un incremento importante del fatturato e oggi conta migliaia di dispositivi in uso, con una domanda che supera la capacità immediata di risposta. Un dato che dice molto non solo sul prodotto, ma anche su un bisogno crescente di soluzioni non invasive, integrate, capaci di affiancare i percorsi terapeutici tradizionali o di offrire un supporto concreto nella performance sportiva.
Equistasi non è soltanto una startup della salute, né semplicemente un’azienda sponsor di un torneo di tennis. È l’esito di una lunga traiettoria imprenditoriale che parte dalla manualità e arriva alla tecnologia avanzata, senza perdere il legame con la concretezza del fare. È una storia in cui la Brianza riconosce una parte di sé: la capacità di partire da una piccola attività, attraversare i cambiamenti industriali, reinventarsi più volte e infine approdare a qualcosa che ha un respiro internazionale.
Da una lavanderia di Agrate Brianza a un dispositivo medico innovativo studiato in ambito neurologico e applicato nello sport di alto livello: c’è già tutto qui. C’è la tradizione che non si limita a sopravvivere, ma si trasforma. C’è l’impresa che non si accontenta di replicare, ma prova a immaginare. E c’è un territorio che, ancora una volta, dimostra di saper generare eccellenza quasi in silenzio, salvo poi ritrovarsela sotto gli occhi nei luoghi più visibili.
A Monza, nei giorni del grande tennis, Equistasi sarà anche questo: non soltanto un marchio a bordo campo, ma il racconto vivo di una Brianza che continua a innovare.




