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Sono talmente convinto della validità del concetto che sto per esprimere da non preoccuparmi minimamente se qualcuno storcerà il naso. Se il Monza avesse superato il Lecce nel turno precedente e perso la gara di sabato in casa della Lazio avrebbe un punto in più in classifica. Ma autostima, consapevolezza nei propri mezzi e fiducia nel futuro sarebbero state di gran lunga inferiori rispetto a quelle che oggi ha dopo la partita dell’Olimpico. 

Non mi sorprendo se molti possono lecitamente essere in disaccordo, alla fine quel che conta più di ogni altra cosa sono i punti in classifica. Ma, storpiando il noto proverbio, io penso che sia meglio accontentarsi di un uovo oggi per poter ambire alla gallina domani. Quindi, meglio due punti in tasca che tre, ma con la certezza di aver visto in campo a Roma una squadra che ha fornito la miglior prestazione di questo inizio di campionato, lasciando intuire che c’è un percorso di crescita in grado di far guardare al futuro con maggior serenità. 

Serenità che era visibilmente palpabile sabato sera a fine partita. Mai visto in questa stagione un Palladino così sorridente e sereno, mai vista l’intera squadra (neppure dopo la vittoria sull’Empoli) festeggiare con tanta soddisfazione e spirito di gruppo. Per la seconda gara consecutiva il Monza subisce un gol su rigore nei primi minuti per via di una disattenzione difensiva; ma il colpo viene assorbito in fretta, la squadra crea occasioni per rimettersi in carreggiata e prima dell’intervallo riesce a riequilibrare il risultato. C’è carattere, c’è personalità, ci sono quegli attributi che erano parsi mancare nelle prime uscite stagionali. 

Tuttavia, ci sono ancora tante cose da migliorare. La squadra biancorossa ha un rapporto tra gol realizzati e occasioni create troppo basso. E la considerazione che le quattro reti finora all’attivo non provengono dagli attaccanti è certamente pertinente. Ma anche lo scorso anno l’apporto delle realizzazioni delle punte era stato poco significativo. 

Dunque, c’è ancora molto da migliorare, non c’è dubbio. Le valutazioni critiche sono lecite e sono utili se costruttive. Come dire che Kyriakopoulos sta mostrando segnali di grande crescita dopo qualche prestazione incolore. Come dire che Ciurria sulla fascia sinistra è uno spreco, visto l’apporto che può dare sull’altro lato. Come dire che Andrea Carboni sta mostrando qualità che non avevamo visto in quella parte iniziale dello scorso torneo in cui aveva vestito la maglia biancorossa. 

Sempre con riferimento alle critiche, last but not least. Lasciamo ambientare Lorenzo Colombo. Un ragazzo di 21 anni appena arrivato ha bisogno di tempo. Se ci si aspetta da lui solo i gol si va fuori strada. Là davanti è indispensabile nel creare spazi e giocare di sponda. Lo sta facendo bene, le reti arriveranno. Mettiamo un limite a certi commenti davvero ingenerosi. Manco fossimo stati abituati di recente a vedere in quel ruolo in maglia biancorossa un certo Marco Van Basten...

 

Paolo Corbetta