Monza, la verità sull’incidente mortale di viale Battisti: ecco cosa emerge dalla perizia
Due motociclisti morti, una manovra sotto accusa: gli elementi chiave che cambiano la ricostruzione

Le strade urbane, anche quelle più frequentate e apparentemente sicure, possono trasformarsi in luoghi ad alto rischio in pochi istanti. Tra semafori, attraversamenti e flussi di traffico continui, basta una manovra azzardata o una valutazione errata per generare conseguenze irreversibili.
In contesti cittadini complessi, la convivenza tra auto e moto resta uno dei nodi più delicati della sicurezza stradale. La percezione dei tempi e delle distanze, unita alla velocità dei mezzi coinvolti, può determinare scenari difficili da gestire anche per conducenti esperti.
E proprio nei tratti più noti, dove la routine porta spesso ad abbassare l’attenzione, si annidano i rischi maggiori. Incidenti gravi continuano a interrogare dinamiche, responsabilità e prevenzione, lasciando dietro di sé non solo indagini, ma anche famiglie in attesa di risposte.

Incidente stradale Monza: la perizia cinematica e la dinamica dello schianto
Svolta nell’inchiesta sull'incidente stradale a Monza del 5 luglio 2024, costato la vita ai due motociclisti Fabio Castelli e Manuel Montella. La perizia cinematica disposta dal Tribunale di Monza, su richiesta della Procura, ha sostanzialmente confermato la prima ricostruzione della Polizia locale.
Secondo quanto riportato da Il Giorno, i due centauri viaggiavano parallelamente lungo viale Cesare Battisti quando un suv, guidato da una 54enne milanese oggi indagata per omicidio stradale, ha attraversato la carreggiata sbucando da dietro l’aiuola spartitraffico.
L’impatto, avvenuto contro la parte anteriore e il lato passeggero del veicolo, non ha lasciato scampo ai due uomini. La perizia evidenzia che, pur procedendo a una velocità forse leggermente superiore ai limiti, i motociclisti non avrebbero avuto margini per evitare lo scontro.
A supporto di questa ricostruzione ci sono anche alcune testimonianze: un terzo motociclista, che seguiva Castelli e Montella ed è caduto senza gravi conseguenze, e una donna alla guida di un’auto dietro il suv, secondo cui il mezzo avrebbe attraversato con il semaforo giallo senza riuscire a liberare l’incrocio.
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Omicidio stradale Monza: attesa per la scatola nera e sviluppi giudiziari
Sul fronte dell’omicidio stradale di Monza, resta ancora un elemento chiave da chiarire: l’analisi della scatola nera del suv, inviata all’estero alla casa madre del veicolo. Da marzo 2025 le udienze sono state rinviate quattro volte proprio in attesa di questi dati, che potrebbero essere determinanti.
L’esito dell’analisi servirà a stabilire l’eventuale concorso di colpa, con conseguenze sia sul piano penale sia su quello civile. In particolare, potrebbe incidere sulla possibilità per l’automobilista indagata di accedere alla messa alla prova, ipotesi esclusa in caso di responsabilità esclusiva.
Nel frattempo, la perizia è stata svolta con la formula dell’incidente probatorio, quindi già valida come prova nel procedimento, essendo stata condivisa anche dai consulenti tecnici delle parti coinvolte.
Ora il fascicolo torna alla Procura di Monza, che dovrà formulare i capi di imputazione. Parallelamente, si apre il capitolo dei risarcimenti: le famiglie delle due vittime, entrambe con una vita e progetti ancora davanti, potrebbero iniziare a ottenere un indennizzo.



