'Il malato immaginario' (come non l’avete mai visto) approda a Monza: ecco dove e quando
La rilettura firmata da Andrea Chiodi del classico di Molière tra ironia, attualità e nuovo sguardo scenico.
Nel tempo, i grandi classici teatrali hanno dimostrato una capacità rara: parlare a epoche diverse senza perdere incisività. Alcuni testi, più di altri, riescono a intercettare paure profonde, fragilità umane e contraddizioni sociali che restano sorprendentemente attuali. È il caso di opere che, dietro il sorriso e la comicità, nascondono riflessioni amare e tutt’altro che rassicuranti.
Il teatro, in questi casi, diventa uno specchio deformante ma lucidissimo, capace di mettere in scena le ossessioni individuali e collettive, restituendole al pubblico con ironia e intelligenza. Quando una rilettura riesce a coniugare rispetto del testo e sguardo contemporaneo, il risultato può essere più che mai efficace.
È proprio su questo equilibrio che si muove una delle produzioni più attese della stagione teatrale brianzola, pronta a riportare al centro della scena una commedia che attraversa i secoli senza perdere forza.

Il malato immaginario di Molière al Teatro Manzoni di Monza
Dal 23 gennaio, per tre giorni, il Teatro Manzoni di Monza ospita Il malato immaginario, uno dei testi più celebri e longevi di Molière, proposto in una nuova versione con la regia di Andrea Chiodi e l’adattamento e la traduzione firmati da Angela Dematté.
Lo spettacolo è una produzione del Centro Teatrale Bresciano, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura e Viola Produzioni Roma, e riporta in scena una commedia scritta nel 1673, diventata nel tempo uno dei simboli del teatro europeo.
Al centro del racconto c’è Argante, ipocondriaco ossessionato dalla propria salute, circondato da medici inetti, farmacisti scaltri e familiari ambigui, pronti ad alimentare le sue paure per interesse personale. Un universo grottesco e onirico che diventa, in questa rilettura, una riflessione pungente sull’ansia, sulla paura della morte e sulla manipolazione.
Andrea Chiodi, Tindaro Granata e l’attualità del classico
Dopo il successo di precedenti allestimenti dedicati ai grandi classici – da La locandiera di Goldoni a La bisbetica domata di Shakespeare, lavoro che è valso a Tindaro Granata la candidatura al Premio Ubu – l’attore siciliano torna a collaborare con Andrea Chiodi proprio su Il malato immaginario.
Il testo rappresenta uno degli attacchi più feroci di Molière contro il mondo della medicina, osservato con ironia e dichiarata avversione. Come ha scritto Giovanni Macchia, l’autore francese è uno “scienziato delle nevrosi”: un uomo fragile, segnato dalla malattia e dal timore della morte, che utilizza il riso come strumento di difesa contro ansia, dolore e malinconia.
In questa versione, Argante richiama da vicino l’Arpagone de L’avaro: vittima di sé stesso, prigioniero della propria ossessione, burattino di chi lo circonda. L’ipocondria diventa così la vera protagonista della scena, trasformando la commedia in un gioco continuo tra finzione e verità, tra comicità e inquietudine.
Accanto a Tindaro Granata, il cast comprende Lucia Lavia e Angelo Di Genio, Emanuele Arrigazzi, Alessia Spinelli, Nicola Ciaffoni, Emilia Tiburzi e Ottavia Sanfilippo. Le scene di Guido Buganza, i costumi di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Cesare Agoni completano uno spettacolo che promette di unire tradizione e sensibilità contemporanea.
Informazioni utili e abbonamenti
Per biglietti e abbonamenti è possibile consultare il sito ufficiale del Teatro Manzoni Monza o contattare la biglietteria. Il teatro propone diverse formule di abbonamento, da un minimo di cinque a un massimo di dieci spettacoli, pensate per offrire un’esperienza personalizzabile e trasversale tra generi e rassegne.



