Reduce dal pareggio del Tardini contro il Parma, il Monza sarà impegnato nella trasferta di Lecce al «Via del Mare» alla ricerca della prima vittoria in questo campionato. Dall’altra parte, i giallorossi avranno sicuramente voglia di riscattare la brutta sconfitta di Cagliari e potranno contare sulla grande spinta del pubblico di casa, che molto spesso fa la differenza.

Abbiamo parlato delle due squadre con l’ex biancorosso Franco Lepore, terzino protagonista con entrambe le maglie e con le quali si è tolto diverse soddisfazioni.

Ecco le sue parole in esclusiva per Monza News.

LA VOGLIA DI GIOCARE ANCHE DOPO I 40 ANNI

«Dopo la fine dell’esperienza con la Folgore Caratese sono rimasto svincolato, nonostante ci fosse stata – da parte del presidente Criscitiello – la promessa di rinnovo in caso di promozione in Serie C. Lo scorso anno avevo sposato la causa brianzola dopo sei mesi ottimi ad Altamura, in Serie C, dove ero stimato e voluto bene da tutti: venni contattato dal direttore Paparusso con l’obiettivo di aiutare la squadra a vincere il campionato. Nonostante io abbia mantenuto la promessa sul campo, sono rimasto svincolato. Attualmente mi sto allenando con il Rovato, società che ringrazio tantissimo, e attendo una chiamata che penso non tarderà ad arrivare.»

IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ

«Io mi alzo presto la mattina, faccio colazione e poi mi alleno, sia individualmente sia con la squadra. Penso di essere stato uno dei primi calciatori italiani a praticare il pilates, disciplina che seguo da oltre quindici anni e che mi aiuta molto sul campo da calcio. Ho un piano alimentare personalizzato studiato nel dettaglio con il nutrizionista Sacha Sorrentino e scelgo con cura cosa integrare sia prima sia dopo l'allenamento. Cerco di essere un esempio per i giovani: non nascondo che lo scorso anno ad Altamura tanti ragazzi mi chiedevano consigli, sia sull’alimentazione sia sugli allenamenti extra-calcistici, e questo mi ha fatto davvero molto piacere.»

CI ERAVAMO TANTO AMATI: LA STORIA CON IL SUO LECCE!

‘Arrivai a Lecce nella stagione 2009/2010 e feci gol all’esordio contro l’Ancona al 'Via del Mare'. In quell’anno, però, mi ruppi la caviglia e rimasi fuori fino a fine stagione. Vincemmo il campionato di Serie B, ma poi non venni riscattato dalla società. In seguito ho sofferto in curva da tifoso per la finale playoff persa contro il Carpi, l'anno in cui il Lecce fu retrocesso dalla Serie A alla Serie C per il calcioscommesse: quelli furono anni durissimi.

Tornai a Lecce nella stagione 2014/2015 in Serie C. Feci stagioni importanti, ma la promozione in B arrivò solo nel 2018 dopo anni di delusioni. Vincere da capitano nella squadra della mia città è stato un grande onore – oltre che una liberazione – dato che venivamo da stagioni piene di fatiche e pressioni. Mi vengono ancora i brividi a ripensare ai 16mila abbonati in Serie C: una piazza che davvero non c'entrava nulla con quella categoria.

Un aneddoto? A Lecce ho conosciuto un giovanissimo Matteo Pessina: appena diciottenne, era alla sua prima esperienza fuori casa. Ricordo ancora quando lo portavo con me agli allenamenti e gli facevo da fratello maggiore. Si vedeva che aveva doti importanti: infatti oggi gioca in Serie A e, quando è tornato a Monza nel 2022, gli ho scritto che solo lui poteva ereditare la maglia numero 32, che era la mia…’

L’ARRIVO A MONZA CON LA COMPLICITÀ DI UN ALTRO LECCESE…

‘Ero in B con il Lecce: non ero sul mercato, ma a fine anno mi sarebbe scaduto il contratto. Insieme ai tifosi, al mister e agli altri senatori avevamo creato l’ambiente giusto che poi avrebbe portato i salentini in Serie A. E sento mia anche quella promozione.

Una sera ho ricevuto la telefonata di Fabrizio Miccoli, che era a cena a Milano con mister Brocchi: da lì, nel giro di pochi giorni, sono sceso di categoria e sono arrivato a Monza. Assieme a me arrivarono anche Armellino e Chiricò. In quell’anno abbiamo avuto diverse difficoltà perché ci abbiamo messo un po’ a conoscerci e a giocare a memoria. Brucia ancora l’eliminazione contro l’Imolese e la finale di Coppa Italia di Serie C persa al novantesimo contro la Viterbese.

L’anno dopo però è cambiato tutto: ci conoscevamo meglio, ci eravamo rinforzati molto con il mercato estivo e infatti a fine anno abbiamo conquistato la promozione in Serie B.

Galliani e Berlusconi mettevano le pressioni giuste: noi dovevamo dare il 110% in campo, al resto ci pensavano loro. Erano persone alla mano, molto umane, con cui potevamo parlare di qualsiasi cosa. Di loro ho ricordi splendidi!

Ricordo una telefonata con il dottor Galliani in cui mi fece parlare con Allegri: scherzando, mi disse di andare al Milan al posto di Calabria, per poi raccomandarsi per la partita del giorno dopo. Con Armellino sulla mia corsia giocavamo praticamente a memoria: ci conoscevamo dai tempi di Lecce ed è stato tutto più facile. Ancora oggi sento Robustelli e Lietti, colonne importanti del Monza.

Ad oggi in biancorosso sono rimasti Colpani e Mota: mi auguro che prendano esempio da me, perché sono convinto che possano dare ancora molto al calcio’

IL POST-MONZA

‘Dopo Triestina e Pergolettese ho fatto una tappa importante a Lecco: lì ci siamo tolti una grandissima soddisfazione, ovvero la promozione in Serie B dopo cinquant’anni, che però rischiammo di perdere per questioni burocratiche. Ricordo ancora che il Brescia retrocesso fece di tutto per prendere il nostro posto, ma dopo un’estate turbolenta riuscimmo a mantenere la categoria conquistata sul campo. In B, nonostante i miei 7 assist e 4 gol da terzino, non riuscimmo ad evitare la retrocessione. Successivamente sono andato ad Altamura e poi è arrivata la chiamata della Folgore Caratese con il presidente Criscitiello’

LA PARTITA DI DOMENICA

‘Il Monza  fa un gioco propositivo, ma ha cambiato tantissimo e i giocatori hanno bisogno di tempo per conoscersi meglio. Però ha un allenatore importante come Juric e sono convinto che farà benissimo. 

Il Lecce l’ho visto a Venezia dove ha vinto giocando bene, ma poi ha fatto un passo indietro contro il Cagliari.

Mi auguro che entrambe le squadre possano raggiungere i propri obiettivi a fine anno’

A cura di Antonio Scirtò

Lecce Monza

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