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Marco Brescianini
Marco Brescianini

Il futuro di Marco Brescianini è ormai ufficialmente lontano da Bergamo. Nonostante l’investimento estivo e le aspettative iniziali, il centrocampista ex Frosinone ha faticato a trovare spazio nelle rotazioni dell'Atalanta, scivolando gradualmente indietro nelle gerarchie. La sessione di gennaio si è rivelata decisiva per il suo rilancio, con la Fiorentina che ha agito con estrema determinazione per assicurarsi le prestazioni del classe 2000, superando la concorrenza di Lazio, Cagliari e i sondaggi inglesi del Bournemouth di Tiago Pinto.

I dettagli economici e la formula del trasferimento

L'accordo tra i due club è stato virtualmente concluso nella giornata di ieri sulla base di un prestito con diritto di riscatto che si trasformerà in obbligo al raggiungimento della salvezza matematica da parte dei viola. La cifra complessiva dell'operazione si attesta sui 12 milioni di euro, pareggiando esattamente quanto investito dall'Atalanta nell'estate del 2024 per prelevarlo dal Frosinone. Questa struttura finanziaria ha permesso alla società orobica di tutelare il proprio investimento iniziale, garantendo al contempo alla Fiorentina un rinforzo di qualità per il centrocampo.

Il punto di vista di Palladino e le gerarchie a Bergamo

Qualche giorno fa, il tecnico Raffaele Palladino si era espresso sul momento del mercato sottolineando di avere un gruppo di grandi uomini e di voler dare occasioni a tutti in base all'impegno, citando proprio Brescianini come un elemento che aveva dato una mano alla squadra. Tuttavia, nonostante le parole di stima pubblica, le scelte di campo hanno raccontato una verità diversa. Nell'ultima sfida contro la Roma, il calciatore è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti, superato nelle preferenze del tecnico da profili come Maldini e Krstovic. La forte concorrenza interna e la necessità di fare scelte nette hanno spinto l'ex milanista verso la cessione, nonostante Palladino avesse auspicato massima concentrazione durante il periodo dei rumors.

Il nuovo spirito della Fiorentina e l'ultima gara nerazzurra

La fiducia dell'Atalanta nel legare il riscatto alla permanenza in Serie A della Fiorentina nasce anche dal cambio di passo mostrato dai toscani. Il pari di ieri contro la Lazio per 2-2, arrivato grazie al rigore di Gudmundsson prima della beffa finale firmata da Pedro, ha mostrato una squadra capace di lottare, molto diversa da quella vista nelle prime settimane della stagione. Brescianini ha salutato Bergamo scendendo comunque in campo nei minuti finali della vittoria dell'Atalanta per 2-0 contro il Bologna, a testimonianza della buona reputazione di cui godeva nell'ambiente. Nelle prossime ore è attesa l'ufficialità, operazione che si configura come un successo per entrambi i club e per il giocatore stesso, pronto a ritrovare centralità nel progetto tecnico viola.

La carriera: dal Milan alla consacrazione in provincia

Brescianini è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Milan, dove era entrato all'età di soli otto anni, compiendo tutta la trafila fino al debutto in prima squadra nell'agosto 2020 contro il Cagliari, quando subentrò a Ismaël Bennacer. Dopo l'esordio in rossonero, ha iniziato un percorso di crescita in Serie B, prima con la Virtus Entella, dove si è distinto come uno dei migliori nonostante la retrocessione del club, e poi con il Monza, in una stagione culminata con la promozione in A ma povera di soddisfazioni personali. La vera svolta è arrivata nel 2022 con il prestito al Cosenza, dove è stato protagonista di una miracolosa salvezza collezionando 37 presenze e 3 reti. Queste prestazioni hanno convinto il Frosinone ad acquistarlo a titolo definitivo nel 2023, club con cui si è definitivamente consacrato nel massimo campionato prima del passaggio all'Atalanta nell'estate del 2024.