Villasanta, nuovo impianto fotovoltaico: perché non è stato fermato
A Villasanta sorgerà un impianto fotovoltaico su un terreno agricolo privato. Il Comune spiega perché la legge non consentiva di bloccare il progetto.
Un nuovo impianto fotovoltaico sorgerà a Villasanta, su un terreno agricolo privato situato a nord di via Pertini, tra la Sp45 e la linea ferroviaria Milano-Lecco. Nei giorni scorsi sono state autorizzate le operazioni di bonifica bellica preventiva, primo passo necessario per consentire l'avvio dei lavori e l'installazione dei pannelli.
L'intervento ha riacceso il dibattito sull'utilizzo dei terreni agricoli per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Proprio per chiarire la vicenda, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Lorenzo Galli ha diffuso una nota spiegando le ragioni per cui non ha potuto impedire la realizzazione dell'impianto.
Perché il Comune non ha potuto bloccare il progetto
Secondo quanto spiegato dall'amministrazione, l'impianto è stato autorizzato attraverso una Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), prevista per gli impianti con potenza inferiore ai 10 megawatt, soglia al di sotto della quale non è richiesta la Valutazione di Impatto Ambientale.
Per questo motivo, il rilascio dell'autorizzazione è stato definito un atto dovuto e vincolato dalla normativa vigente. In presenza di tutti i requisiti tecnici previsti dalla legge, il Comune non disponeva infatti di margini discrezionali per negare il via libera, neppure con l'obiettivo di tutelare un'area agricola inserita in un contesto di particolare valore ambientale, già appartenente all'ex Parco della Cavallera e oggi compresa nel Parco Regionale della Valle del Lambro.
La posizione dell'amministrazione

Pur ribadendo il proprio sostegno alla transizione energetica, il Comune evidenzia come le più recenti norme nazionali e regionali abbiano progressivamente ampliato le possibilità di installare impianti da fonti rinnovabili, limitando il potere decisionale degli enti locali e derogando, in alcuni casi, alle previsioni dei Piani di governo del territorio.
Nel caso di via Pertini, l'autorizzazione è stata possibile anche perché il terreno ricade entro i 500 metri da un insediamento industriale, condizione prevista dalla normativa nazionale per consentire questo tipo di interventi.
"Avremmo preferito utilizzare aree industriali"
L'amministrazione comunale sottolinea di aver espresso al soggetto privato una soluzione diversa, ritenuta più sostenibile dal punto di vista urbanistico e ambientale.
L'idea era quella di concentrare nuovi impianti fotovoltaici nelle aree industriali dismesse o sui tetti degli edifici esistenti, evitando di occupare suolo agricolo. Non potendo intervenire sull'autorizzazione, il Comune ha comunque aperto un confronto con il proprietario dell'impianto, ottenendo la disponibilità a realizzare opere compensative a favore del territorio comunale, come già avvenuto in occasione del precedente impianto fotovoltaico realizzato da Rovagnati.
Il dibattito sul consumo di suolo
La realizzazione dell'impianto si inserisce in un confronto sempre più acceso sul rapporto tra produzione di energia rinnovabile e tutela del territorio agricolo. Da tempo associazioni ambientaliste e comitati chiedono di privilegiare l'installazione dei pannelli su coperture esistenti, parcheggi e aree produttive già urbanizzate, riducendo così il consumo di nuovo suolo.



