Italia, 12 anni senza Mondiali? C’è chi aspetta da quasi un secolo: ecco chi

Il percorso verso i Mondiali rappresenta sempre un banco di prova per ogni nazionale, tra aspettative, pressioni e storia da difendere. Anche le selezioni più blasonate, nel corso degli anni, hanno dovuto fare i conti con cicli complicati e qualificazioni mancate.

Nel calcio internazionale, però, il concetto di “assenza” assume dimensioni molto diverse a seconda dei casi. Se per alcune squadre si tratta di parentesi negative limitate nel tempo, per altre il Mondiale è diventato un obiettivo lontano da inseguire da generazioni.

Guardando al panorama globale, emergono realtà che non calcano il palcoscenico iridato da decenni, se non addirittura da quasi un secolo. Un dato che ridimensiona anche le difficoltà attraversate dalle nazionali più prestigiose.

In questo contesto si inserisce anche la situazione dell’Italia, ancora in bilico ma lontana, almeno per ora, dai record più negativi.

Nazionale Azzurra

Italia ancora in corsa per il Mondiale 2026

L’Italia resta una delle nazionali più vincenti della storia, con quattro titoli mondiali e una presenza costante nelle fasi finali per gran parte della sua storia. Gli Azzurri hanno partecipato a 18 edizioni su 22 fino al 2022, costruendo una tradizione di altissimo livello.

Tuttavia, dopo l’ultima apparizione al Mondiale 2014 in Brasile, conclusa con l’eliminazione nella fase a gironi, è iniziato un periodo complicato: la mancata qualificazione a Russia 2018 e Qatar 2022 ha segnato una frattura importante.

A marzo 2026, la Nazionale guidata da Gennaro Gattuso è ancora in corsa: superato il primo turno dei playoff UEFA contro l’Irlanda del Nord, si giocherà l’accesso alla fase finale contro la Bosnia ed Erzegovina. In palio c’è un posto nel Mondiale 2026, che si disputerà tra USA, Canada e Messico con il nuovo format a 48 squadre.

Le cinque nazionali con l’assenza più lunga

Se l’Italia vive un digiuno di 12 anni, esistono nazionali che attendono il ritorno al Mondiale da tempi decisamente più lunghi. Ecco i casi più significativi aggiornati al marzo 2026.

  • Cuba: quasi 88 anni senza Mondiali - Cuba detiene il record negativo: l’unica partecipazione risale al 1938, quando raggiunse addirittura i quarti di finale prima di essere eliminata dalla Svezia. Da allora, tra difficoltà economiche, isolamento politico e limiti nelle qualificazioni CONCACAF, non è più riuscita a tornare. Anche nel percorso verso il 2026 è uscita prematuramente.
  • Israele: oltre mezzo secolo di attesa - Israele ha preso parte a un solo Mondiale, quello del 1970 in Messico, chiuso senza vittorie nella fase a gironi. Il passaggio dalla AFC alla UEFA nel 1994 ha reso il cammino ancora più complesso. Nel ciclo di qualificazione per il 2026 si è fermata al terzo posto nel girone con Norvegia e Italia.
  • Kuwait: il ricordo del 1982 - Il Kuwait ha vissuto la sua unica esperienza mondiale nel 1982 in Spagna, con un pareggio contro la Cecoslovacchia e due sconfitte contro Francia e Inghilterra. Resta celebre l’episodio della protesta del principe Fahad Al-Ahmed Al-Sabah per un gol annullato contro i francesi. Da allora non è più riuscito a qualificarsi.
  • El Salvador: un’attesa lunga oltre 40 anni - El Salvador ha partecipato ai Mondiali nel 1970 e nel 1982, anno dell’ultima presenza. Proprio in quell’edizione subì una delle sconfitte più pesanti della storia, il 10-1 contro l’Ungheria. Nonostante diversi tentativi, non è più riuscito a superare le qualificazioni CONCACAF.
  • Ungheria: da grande del calcio a lunga assenza - L'Ungheria, finalista nel 1938 e nel 1954, è stata una delle grandi potenze del calcio europeo nel dopoguerra. L’ultima partecipazione risale al 1986 in Messico. Nonostante una tradizione ricca e talenti importanti nella storia, le qualificazioni europee si sono rivelate spesso decisive in negativo.

Il caso Haiti e il confronto con l’Italia

Fino a poco tempo fa anche Haiti rientrava in questo elenco, con un’assenza dal 1974. Tuttavia, nel novembre 2025 ha conquistato la qualificazione al Mondiale 2026, interrompendo un digiuno lungo oltre cinquant’anni.

Il confronto mette in prospettiva la situazione dell’Italia: 12 anni senza Mondiale rappresentano un’anomalia per una nazionale di questo livello, ma restano lontani dai casi più estremi.

Il calcio, però, non fa sconti: un eventuale passo falso nei playoff porterebbe il digiuno a 16 anni, ampliando ulteriormente una fase già delicata. Allo stesso tempo, resta viva la possibilità di rivedere gli Azzurri sul palcoscenico più importante, dove – per storia e tradizione – hanno sempre avuto un ruolo da protagonisti.