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Monza Verona 0-0 - Matteo Pessina Foto: AC Monza
Monza Verona 0-0 - Matteo Pessina Foto: AC Monza

“La partita perfetta è lo 0-0. Entrambe le squadre hanno giocato così bene, senza errori, che segnare era impossibile”.

Gianni Brera era testimone del suo tempo, ma guardava al futuro. Il suo pensiero correva rapido, la penna teneva il passo, i suoi pezzi lasciavano il segno. Onomaturgo per eccellenza, visionario e avanguardista nel modo di comunicare, il figlio legittimo del Po ha dato un'impronta indelebile al giornalismo sportivo, coniando un glossario calcistico che, ancora oggi, vive nel linguaggio comune. 

Le parole di Brera sulla "partita perfetta" fanno il paio con quelle dell'amico Annibale Frossi, esattamente una settimana dopo lo 0-0 di Udine, e aiutano a imbastire una riflessione sul pareggio del Monza contro il Verona.  

Un verdetto che, nonostante qualche rimpianto per le occasioni non capitalizzate, è da abbracciare con positività, per almeno tre motivi: 5 punti in tre gare, terzo clean sheet di fila e terzo risultato utile consecutivo. E non solo. 
Il Monza ha mostrato quella solidità di inizio campionato, privilegiando la pratica all'estetica. Un calcio bilanciato e sostenibile, con un'anima pragmatica e simil “allegriana” nell'attitudine a preservare equilibrio e non subire gol. Meno spettacolare ma più essenziale, stabile e di sostanza.

Si attacca e si difende da squadra, con abnegazione e lucidità. Perché, come sosteneva Ruud Gullit: “In campo bisogna dare il meglio di se stessi, aiutare i compagni e praticare un gioco di insieme".

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Una panoramica dell'U-Power Stadium dalla Curva Davide Pieri

Da quinto a quinto

Seppur rimaneggiato nell'organico durante il mercato inverale, il Verona non si snatura e tiene alta la sua identità. Dopo la sconfitta di Napoli, gli scaligeri approdano all'U-Power Stadium con un solo obiettivo: non perdere e fare punti. Baroni si affida al 4-2-3-1, con Cabal e Tchatchoua ad agire come terzini, Serdar e Duda a governare la mediana, e il tridente armato, Lazovic, Folorunsho e Noslin, a sostegno dell'unica punta Świderski

Palladino risponde con il consueto 3-4-2-1 lanciando dal primo minuto Izzo in difesa, Zerbin a sinistra e, a sorpresa, Lorenzo Colombo in avanti. Il tecnico biancorosso è consapevole delle possibili insidie e opta per una strategia precisa: squadra compatta, costruzione alta dei tre difensori e ricerca diretta degli attaccanti, Pessina e Bondo accesi sull'interdizione e la cattura delle seconde palle, Birindelli e Zerbin molto aperti con piedi a calpestare le righe laterali, Colpani a raccordare il gioco e a stazionare fra i reparti avversari, Mota e Colombo in asse.

Il Verona si rende subito pericoloso al 2' con Lazovic, ma è il Monza a passare in vantaggio al 6'. Il gol di Colombo, tempestivo a scaraventare la palla in rete, viene annullato per offside. 

Le trame di gioco dei biancorossi sono profonde e laterali, con rotazioni e movimenti sincronizzati a svuotare la zona centrale e liberare spazio. Al 18' il Monza confeziona una clamorosa occasione, dialogando sul lungo da quinto a quinto: Birindelli chiude il triangolo con Colombo ed entra in mezzo al campo, aprendo il gioco sulla sinistra per Zerbin. L'esterno classe ‘99 raccoglie la sfera, alza la testa e premia il taglio in area del compagno con un cross chirurgico. Il 19 biancorosso impatta di testa a colpo sicuro ma Montipò si oppone con un intervento provvidenziale. Sulla respinta del portiere gialloblu, a pochi passi dalla porta, Colpani ha una grossa chance per ribadire il pallone in rete ma opta per la scelta più difficile avvitandosi in una rovesciata volate e tirando fuori.

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La giocata interna di Birindelli che genera un'occasione da gol per il Monza - Foto: DAZN 

Occupazione degli spazi e smarcamento

Palladino predica ordine, aggressività e pazienza. Il Monza varia con frequenza il proprio raggio d'azione, da destra a sinistra e viceversa, allargando la manovra con i braccetti a rimorchio degli fluidificanti. 

Al 23' la catena destra secondo criterio. Birindelli attira verso di sé Dawidowicz e, di fatto, svuota una porzione cospicua di spazio nell'area veronese, Izzo ingaggia un duello con Cabal e serve a Colpani, smarcato, un filtrante perfetto per tempismo e velocità. Nel cono visivo dell'ex Torino, il Flaco effettua controllo orientato e con un movimento antiorario si mette nelle condizioni di calciare in porta. La sua mira non è impeccabile e il piazzato sul secondo palo finisce di poco a lato. 

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Il filtrante di Izzo per Colpani - Foto: DAZN

Transizioni e ampiezza di gioco

Il Verona si riaffaccia dalla parti di Di Gregorio e costruire una grossa opportunità con Świderski, ma Andrea Carboni (tra i migliori del Monza) è bravo a piazzarsi tra la linea di passaggio e Folorunsho e devia in corner. A metà campo Bondo e Pessina trovano le giuste distanze e interpretano con efficacia le due fasi: il francese stringe in marcatura, il capitano biancorosso si posiziona sulle linee di passaggio avversarie, rompe il gioco e riacquista il possesso accendendo le transizioni. 

Al 38' il Monza fa girare la sfera e costruisce un'altra grande chance. Bondo pesca tra le linee Colpani, il quale apre lateralmente in profondità per Birindelli. L'esterno di origini toscane, tra i più attivi e propositivi del Monza, crossa sul secondo palo per l'opposto Zerbin che, a due metri dalla porta, non impatta la palla in modo pulito favorendo l'intervento dei difensori gialloblu. L'azione sfuma e anche l'occasione per passare in vantaggio.

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Il cross di Birindelli sul secondo palo per l'opposto Zerbin - Foto: DAZN

Ripresa scientifica, gioco in custodia

Nella ripresa la partita si assiepa e diventa scientifica, più intricata e combattuta sul piano fisico. I biancorossi tornano dagli spogliatoi e tentano di condurre la gara, non si scompongono, mantengono un assetto compatto e, al netto di qualche situazione pericolosa nella prima mezzora, non concedono nulla agli avversari. 

Palladino cambia strategia, inserisce Valentin Carboni e Djuric al posto di Mota e Colombo per aumentare i centimetri in avanti e la qualità sulla trequarti, ma la fortezza del Verona non crolla. Il Verona, determinato a raccogliere punti salvezza, rispetta le indicazioni di Baroni e arretra il proprio baricentro ostacolando lo sviluppo e la rifinitura dei brianzoli e giocando in contropiede. 

Il match non offre particolari emozioni, pochi spunti e rare occasioni. Al triplice fischio le due squadre si dividono la posta in palio: Monza-Verona termina 0-0.

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Michele Di Gregorio

1 punto che vale 30 in classifica

Un punto, 30 totali in classifica.

Per citare Annalisa, fresca del terzo piazzamento a Sanremo, il pareggio tra Monza e Verona è “sinceramente” il risultato più giusto. Giusto per i valori espressi in campo, per l’applicazione e la solidità dei biancorossi, per l’aggressività e l’energia degli scaligeri. 

Nel primo tempo la partita danza al ritmo della “cumbia” di Angelina Mango - vincitrice della 74. edizione del Festival - mentre nel secondo si restringe al titolo del suo brano: la “noia”. 
Noia intesa come inerzia, non in senso negativo ma nell'accezione più fisica del termine, assecondando la predisposizione delle due formazioni a salvaguardare il proprio stato di quiete e, di fatto, a non rischiare nulla. 
Un pareggio utile che, per l'economia del match, soddisfa sia i padroni di casa sia gli ospiti (qui il punto di Paolo Corbetta).

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La Curva Davide Pieri

Testa ed equilibrio

Partita moderata, molto più aperta di quanto non ci potesse immaginare alla vigilia e codificata sulle tattiche di transizione esercitate dalle due squadre: recupero palla e ripartenze veloci. Passo vivace e approccio dinamico in avvio, gioco ragionato, più conservativo e meno spettacolare nella ripresa. 

Il Monza non si deforma, indossa il suo mantello tattico, fraseggia e verticalizza, prima crea e costruisce, poi legge, interpreta e gestisce. Inizio di gamba, chiusura di testa.
A mancare non è stata la prestazione - corretta, adeguata e legittima, come sottolineato dallo stesso Palladino - ma il gol, la cattiveria sotto porta e un pizzico di imprevedibilità.

Se è vero che senza incassare reti e impossibile perdere, è altrettanto vero che senza segnare è impossibile vincere. 
Guardando il bicchiere mezzo pieno, il Monza ha subito zero gol nelle ultime tre partite siglandone soltanto uno, quello decisivo di Colpani nella vittoria sul Sassuolo

Ma un centro in 270' è un dato che può e deve essere migliorato; non un campanello d'allarme ma uno stimolo a lavorare ancor di più per aumentare la media realizzativa.

Domenica 18 febbraio alle 20.45 all'U-Power Stadium arriverà il Milan di Stefano Pioli. Un match complicatissimo e insieme suggestivo, derby per eccellenza di Silvio Berlusconi, in cui il Monza proverà a giocarsela per conquistare i primi punti in Serie A contro i rossoneri.

A cura di Andrea Rurali