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Giada Turato è una figura che negli ultimi anni ha inciso nel dibattito politico monzese, soprattutto sul fronte dell’amministrazione cittadina e dei temi ambientali. Non è un volto nazionale, ma è stata – e in parte resta – un nome riconoscibile nel centrosinistra locale, anche per una vicenda politica che ne ha segnato il percorso.

Chi è Giada Turato

Giada Turato nasce il 30 luglio 1985 a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano. È avvocata, con una formazione giuridica che ha sempre rivendicato come base del proprio approccio amministrativo: attenzione alle procedure, alle regole e alla tenuta degli atti pubblici.

La sua carriera professionale si sviluppa nel settore legale, parallelamente a un crescente impegno politico sul territorio brianzolo. Non proviene da un attivismo “di bandiera”, ma da un percorso progressivo dentro le strutture politiche locali.

L’impegno politico e l’ingresso in Consiglio comunale

Turato è un’esponente del Partito Democratico e costruisce la propria visibilità politica soprattutto a Monza. Entra in Consiglio comunale e nel tempo assume un ruolo sempre più centrale nella maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Paolo Pilotto.

Il salto avviene nel 2022, quando viene nominata assessora comunale nella nuova giunta. Le deleghe affidatele sono tutt’altro che marginali: Ambiente, Mobilità, Energia e Trasporti. Settori complessi, spesso conflittuali, che toccano direttamente la vita quotidiana dei cittadini.

Il ruolo da assessora: obiettivi e difficoltà

Durante il suo mandato da assessora, Giada Turato lavora su dossier sensibili: traffico urbano, sostenibilità, qualità dell’aria, politiche energetiche, trasporto pubblico. Temi strutturali, che a Monza – città congestionata e attraversata da flussi continui – generano inevitabilmente tensioni politiche e sociali.

Il suo stile viene percepito come determinato e diretto, apprezzato da una parte della base, ma considerato rigido da altri interlocutori, soprattutto all’interno della macchina comunale. Ed è proprio qui che maturano le difficoltà.

La revoca delle deleghe e la rottura politica

Nell’agosto 2024 arriva il punto di svolta: il sindaco Pilotto revoca le deleghe a Giada Turato, estromettendola di fatto dalla giunta. Una decisione che fa rumore in città.

La motivazione ufficiale parla di problemi di rapporto con gli uffici e di incomprensioni politiche, non di errori amministrativi o mancanze tecniche. Tradotto: una frattura politica e gestionale, più che un fallimento sul merito.

Turato accetta la decisione ma non esce di scena. Resta politicamente attiva e critica, evitando però lo scontro frontale distruttivo con la maggioranza.

Dopo la giunta: associazionismo e territorio

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Giada Turato

Dopo l’uscita dall’esecutivo comunale, Giada Turato fonda l’associazione “Connetti Monza e Brianza”, uno spazio civico che punta su partecipazione, confronto e progettualità territoriale.

È una mossa politica chiara: restare nel dibattito pubblico, costruire consenso fuori dalle istituzioni e mantenere un presidio sul territorio. Non una ritirata, ma una fase di riposizionamento.

Vita privata e immagine pubblica

Sul piano personale, non risultano informazioni pubbliche ufficiali sul suo stato civile: Giada Turato mantiene una netta separazione tra vita privata e ruolo pubblico. Sui social e negli atti istituzionali non emergono riferimenti a matrimonio o famiglia.

Dal punto di vista comunicativo, ha sempre curato una presenza sobria ma costante, senza derive personalistiche.

Che peso ha oggi Giada Turato a Monza

Oggi Giada Turato non ricopre incarichi esecutivi, ma non è politicamente irrilevante. È una figura che divide, che ha lasciato il segno e che potrebbe tornare utile in future partite amministrative o elettorali, soprattutto se il centrosinistra dovesse ridefinire equilibri e leadership in vista del 2027.

In sintesi: competente, ambiziosa, non allineata. Una politica locale che non è riuscita a restare dentro la giunta, ma che non ha alcuna intenzione di uscire dal gioco.