Sono davvero Olimpiadi a 'costo zero'? Cosa è emerso grazie alle Iene (e le parole di Salvini)
Il viaggio tra opere, cantieri e fondi pubblici a pochi giorni dall’inizio dei Giochi
L’avvicinarsi di un grande evento sportivo internazionale porta sempre con sé entusiasmo, aspettative e una forte attenzione sulle opere che dovrebbero accompagnarlo. In Italia, però, la preparazione delle manifestazioni di questa portata finisce spesso al centro del dibattito pubblico, tra promesse iniziali e verifiche successive sui numeri reali.
Il tema dei finanziamenti, in particolare quando coinvolge risorse statali, diventa inevitabilmente oggetto di confronto politico e mediatico. A maggior ragione se le cifre cambiano nel tempo e se le opere previste non sono tutte direttamente legate allo svolgimento delle gare.
In questo contesto si inserisce il lavoro giornalistico che prova a ricostruire i passaggi, i dati e le decisioni che hanno portato a determinate scelte. Un racconto che mette in fila fatti, stime e dichiarazioni, lasciando spazio alle diverse posizioni in campo.
È su questo terreno che si muove l’ultimo servizio televisivo che ha riacceso l’attenzione sui conti delle Olimpiadi Milano Cortina, a poche settimane dall’inizio dei Giochi.
Le Iene e i costi delle Olimpiadi Milano Cortina
Nel servizio firmato da Gaetano Pecoraro per Le Iene vengono ricostruiti i retroscena di un’Olimpiade inizialmente presentata come “a costo zero” e che, secondo le stime riportate, avrebbe invece assorbito 3 miliardi e 400 milioni di fondi pubblici.
Lombardia, Veneto e Trentino avevano indicato in origine un impegno di circa 200 milioni di euro per l’ammodernamento delle strutture esistenti. Nel tempo, però, il quadro sarebbe cambiato: le opere previste sono aumentate e il loro finanziamento è stato inserito nel bilancio dello Stato. Secondo quanto riportato, solo il 17 per cento dei 3,4 miliardi riguarderebbe interventi considerati direttamente funzionali ai Giochi.
Il servizio passa in rassegna alcuni casi emblematici: a Predazzo i trampolini per il salto con gli sci sarebbero passati da una stima iniziale di 6-7 milioni a circa 45 milioni, per un impianto destinato a rimanere a una squadra di dimensioni ridotte. A Livigno, invece, un intervento previsto da 20 milioni sarebbe diventato un progetto da 160 milioni, comprendente parcheggi sotterranei, nuove piste, impianti di risalita e un invaso per la neve artificiale.
Cortina, Milano e le opere sotto osservazione
Ampio spazio viene dedicato anche a Cortina, dove la pista da bob Eugenio Monti è stata completamente ricostruita dopo lo smantellamento della precedente, con un costo complessivo superiore ai 118 milioni di euro, nonostante – secondo quanto riportato – il CIO avesse chiesto di non sostenere quell’investimento. A venti giorni dall’inizio delle gare, la zona viene descritta come ancora interessata da numerosi cantieri, con un impatto rilevante sull’ambiente.
Sempre a Cortina, il Villaggio Olimpico sarebbe composto da 367 casette prefabbricate destinate a essere smantellate dopo i Giochi, per un costo totale di 38 milioni di euro. Nel servizio si sottolinea come, in alcuni casi, atlete - tra cui Sofia Goggia - abbiano preferito soluzioni alberghiere.
La “partita decisiva”, secondo Le Iene, si sarebbe giocata a Milano. L’Arena, finanziata con fondi pubblici perché ritenuta di interesse olimpico, avrebbe però ricevuto un parere negativo per l’hockey e resterebbe ancora un cantiere aperto. Una volta conclusa, diventerebbe una struttura per concerti, nonostante l’idea iniziale prevedesse un investimento privato. Situazione simile anche a Porta Romana, dove il Villaggio Olimpico verrà successivamente destinato a studentato, con contributi pubblici legati agli extra-costi segnalati dal gruppo privato coinvolto.

La posizione di Salvini sui fondi e sulle infrastrutture
Nel servizio viene interpellato anche il ministro Matteo Salvini, che risponde alle domande sui costi e sulle opere finanziate.
3 miliardi e mezzo di opere che rimarranno sul territorio. Sono soldi ben spesi. Perché si pagano opere che non c'entrano con le Olimpiadi? Alcune grandi infrastrutture verranno pronte dopo e rimarranno per 100 anni. Gli extra-costi ai privati? Non ho seguito questa operazione ma su di essa si può ragionare. Ma è meglio avere un Palasport in più che uno in meno
Parole che evidenziano una linea di difesa basata sull’eredità infrastrutturale delle Olimpiadi Milano Cortina, lasciando aperto il confronto sull’equilibrio tra spesa pubblica, tempi di realizzazione e reale utilità delle opere nel lungo periodo.



