Una telefonata, poi il colpo: come agivano i truffatori fermati a Monza e in Brianza
Dal falso carabiniere alla targa clonata: due arresti tra Monza e Villasanta dopo le indagini delle Squadre Mobili.
La fiducia è spesso uno degli strumenti più potenti nelle mani dei truffatori. Basta una telefonata studiata nei dettagli, una voce rassicurante dall'altra parte della cornetta e una situazione apparentemente urgente per mettere in difficoltà anche le persone più attente.
Negli ultimi anni le tecniche utilizzate dai malviventi si sono evolute, adattandosi alle paure e alle fragilità delle vittime. A finire nel mirino sono soprattutto gli anziani e le persone più vulnerabili, colpite attraverso racconti costruiti per generare allarme e indurre a consegnare denaro o oggetti di valore.
Le forze dell'ordine continuano a monitorare il fenomeno con operazioni mirate, cercando di interrompere una filiera criminale che spesso coinvolge più persone con ruoli differenti, dalle telefonate iniziali fino al ritiro del bottino.

Truffa agli anziani tra Monza e Brianza, due uomini arrestati
Due distinti interventi delle forze dell'ordine hanno portato all'arresto di due presunti autori di truffe agli anziani avvenute tra Monza e Villasanta. In entrambi i casi il metodo utilizzato sarebbe stato quello ormai consolidato della telefonata fraudolenta, con i malviventi che si sarebbero presentati come appartenenti alle forze dell'ordine o incaricati di gestire presunte emergenze familiari.
Nel primo episodio, un 35enne napoletano con precedenti è stato arrestato dopo essere stato seguito dagli investigatori fin dalla Stazione Centrale di Milano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo si sarebbe presentato nell'abitazione di una donna di 62 anni affetta da grave disabilità, riuscendo a impossessarsi di oggetti preziosi per un valore di circa 20mila euro e di alcune centinaia di euro in contanti.
Gli agenti della Squadra Mobile di Milano hanno monitorato i suoi spostamenti fino al momento del ritiro del bottino. Il Tribunale di Monza ha successivamente convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere in attesa del processo.
Il raggiro della targa clonata e l'arresto a Monza
Il secondo caso riguarda una truffa telefonica ai danni di una donna di 78 anni residente a Monza. Secondo il copione ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata contattata da un falso carabiniere che le avrebbe riferito di una presunta rapina commessa utilizzando un'automobile con la sua targa, ipotizzando addirittura una clonazione del veicolo.
La telefonata avrebbe avuto lo scopo di convincere l'anziana a consegnare denaro e gioielli per consentire presunti controlli. A ritirare i beni sarebbe stato un 45enne arrivato dalla Campania e giunto in Brianza in treno fino alla stazione ferroviaria di Monza.
L'uomo è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Monza e Brianza e condotto davanti al Tribunale di Monza per il processo per direttissima. La giudice ha convalidato l'arresto, disponendo nei suoi confronti il divieto di ingresso in Lombardia e rinviando il procedimento a settembre.
Come agisce la rete delle truffe telefoniche
Le indagini evidenziano come gli arrestati rappresenterebbero soltanto l'ultimo anello di una catena più ampia. Il meccanismo parte generalmente da telefonate effettuate da soggetti che si spacciano per avvocati, funzionari pubblici o appartenenti alle forze dell'ordine.
Le vittime vengono convinte dell'esistenza di situazioni urgenti, come incidenti stradali, rapine, problemi giudiziari o presunte verifiche su oggetti preziosi custoditi in casa. Una volta ottenuta la fiducia dell'interlocutore, entra in azione il cosiddetto "ritiratore", incaricato di recarsi all'abitazione della vittima per raccogliere contanti, gioielli e altri beni di valore.
Negli ultimi giorni, tra Milano e la Brianza, le attività investigative hanno consentito di interrompere almeno due di questi tentativi criminali e di assicurare alla giustizia i presunti responsabili.



