Funghi velenosi in Brianza: dove far controllare gratis quelli raccolti
Funghi velenosi in Brianza: ATS offre controlli gratuiti a Monza, Desio e Usmate Velate. Ecco rischi, falsi miti e regole per raccoglierli.
Una passeggiata nei boschi, un cestino in mano e la soddisfazione di tornare a casa con qualche fungo raccolto personalmente. È una scena familiare anche in Brianza, soprattutto nella stagione favorevole alla crescita dei funghi spontanei. Ma dietro un esemplare apparentemente innocuo può nascondersi un rischio serio: anche sul nostro territorio possono essere raccolti funghi tossici o non commestibili.
A ricordarlo è ATS Brianza, che per la stagione 2026 ha riattivato il proprio Ispettorato Micologico. Non esistono metodi empirici sicuri per capire se un fungo sia commestibile. Colore, odore, presenza di insetti o luogo di crescita non permettono di stabilire con certezza che cosa possa finire nel piatto.
Il dato che deve far riflettere: un fungo controllato su tre non era sicuro
I numeri diffusi da ATS Brianza spiegano perché la prudenza sia necessaria. Nel corso del 2025 il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione ha effettuato 189 controlli, esaminando oltre 261 chilogrammi di funghi portati dai cittadini.
Più di 82 chilogrammi sono stati confiscati perché risultati tossici, non commestibili, alterati o comunque non idonei al consumo. In sostanza, circa il 31% del quantitativo controllato non era considerato sicuro.
Nello stesso anno ATS Brianza ha registrato cinque episodi di sospetta intossicazione da funghi nei territori di Lecco, Desio e Vimercate, con otto persone coinvolte. Non significa che andare per funghi sia un'attività pericolosa in sé. Significa, però, che la sicurezza non può essere affidata all'occhio del raccoglitore occasionale o al classico “li conosco da sempre”.
Il pericolo dei “sosia”: l'aspetto può ingannare
Uno degli errori più comuni è pensare che un fungo velenoso debba avere un aspetto insolito o immediatamente riconoscibile. Non è così. Il Centro Antiveleni dell'ospedale Niguarda ricorda che alcune specie tossiche possono assomigliare a quelle commestibili e che per distinguerle serve una valutazione competente.

Cadono quindi diversi vecchi luoghi comuni. Non è vero che un fungo sia sicuro perché mangiato da insetti o altri animali. Non è vero che tutti quelli che crescono sugli alberi siano commestibili. E nemmeno il cambiamento di colore al taglio permette, da solo, di stabilire la velenosità.
Per chi raccoglie nei boschi e nelle aree verdi della Brianza, la regola più utile è anche la più semplice: in caso di dubbio, quel fungo non va mangiato.
A Monza, Desio e Usmate Velate il controllo è gratuito
La buona notizia è che non serve improvvisarsi micologi. ATS Brianza mette a disposizione gratuitamente il servizio di controllo e certificazione della commestibilità dei funghi spontanei destinati all'autoconsumo.
Nel territorio di Monza e Brianza sono indicate tre sedi: Monza, in via De Amicis 17; Desio, in via Novara 3; e Usmate Velate, presso il Centro Polivalente di via Roma 85. L'accesso avviene su appuntamento telefonico.
I micologi non si limitano a dare un'occhiata al raccolto: identificano le specie e verificano la presenza di esemplari tossici, non commestibili o deteriorati. È un passaggio particolarmente importante anche quando i funghi vengono ricevuti in regalo da amici o conoscenti. La buona fede di chi li ha raccolti, infatti, non sostituisce una verifica professionale.
Anche cottura e conservazione possono fare la differenza
Riconoscere correttamente la specie è il primo passo, ma non è l'unico. ATS Brianza raccomanda di trasportare i funghi in contenitori rigidi e aerati, conservarli al fresco o in frigorifero e consumarli nel più breve tempo possibile.
In generale vanno evitati funghi crudi o poco cotti. Alcune specie richiedono inoltre trattamenti preliminari specifici. Attenzione soprattutto a un'idea sbagliata ancora diffusa: cuocere molto un fungo velenoso non significa necessariamente renderlo innocuo. ATS precisa che le tossine delle specie più pericolose non vengono neutralizzate né dalla cottura né dall'essiccazione.
Particolare cautela viene consigliata anche per bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e persone con specifiche condizioni di salute.
Cosa fare se compaiono sintomi dopo aver mangiato funghi
Nausea, vomito, diarrea e dolori addominali possono comparire dopo un'intossicazione, ma in alcune forme più pericolose i sintomi possono presentarsi anche diverse ore dopo il pasto. Proprio la comparsa tardiva non deve essere interpretata come un segnale rassicurante.
Se dopo aver mangiato funghi non controllati compaiono disturbi sospetti, l'indicazione del Centro Antiveleni del Niguarda è di non tentare cure fai da te e rivolgersi al Pronto Soccorso, portando con sé, quando possibile, gli avanzi dei funghi consumati, quelli crudi e i resti della pulizia.
Il messaggio, insomma, non è rinunciare alla tradizione della raccolta. È farlo con buon senso. Nei boschi della Brianza possono esserci ottimi funghi, ma anche esemplari che non devono arrivare in cucina. Un controllo gratuito può fare la differenza tra una cena piacevole e un rischio evitabile.
Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.



