Monza, Bianco a 'Brianza in Campo': 'Promozione dura, ma meritata. Sul futuro..'.'
Il vincente tecnico dei brianzoli ospite della trasmissione, i dettagli
Ospite molto speciale nella puntata di ieri di ‘Brianza in Campo’, nella quale si è ovviamente celebrata la fresca e meritata promozione del Monza in Serie A.
Negli studi di EsteNews, ha partecipato alla puntata anche il timoniere vincente dei brianzoli Paolo Bianco, che ha risposto alle domande dei tifosi, del conduttore Federico Ferrario e gli ospiti, tra cui il direttore di Monza-News Stefano Peduzzi, i giornalisti Marco Este, di Este-News, e Paolo Corbetta, editorialista di Monza-News.
Ecco alcuni passaggi delle dichiarazioni divulgate dal tecnico pugliese di Ordona.

‘Brianza in Campo’, le dichiarazioni di mister Paolo Bianco
Promozione? Sono un po' stanco ma sto bene. La promozione è stata dura, faticosa, ma bella perché è stata meritata. Quando una squadra ha tanto aspettative e responsabilità non è facile. La generazione di oggi fa più fatica a rispettare certe aspettative. A qualcuno faceva comodo darci responsabilità ma noi ce le siamo prese. Abbiamo avuto qualche battuto d'arresto, ma coi punti che abbiamo fatto in altri anni saremmo stati promossi direttamente. Ci sono state due squadre più brave di noi e abbiamo fatto loro i complimenti.
Il mio merito principale? Sono stato fortunato, con uno staff fortissimo, con dei dirigenti che mi hanno permesso di lavorare senza invadere il mio ruolo, con dei ragazzi eccezionali e sani, oltre che forti come giocatori.
Rapporto con le critiche? Ho lavorato in questi anni su questo aspetto. A me dispiace perché ho due ragazzi adolescenti che non riescono a non leggere e non ascoltare. E soffrono perché non capiscono perché il papà a volte sia offeso. Io non mi faccio condizionare dalle critiche, sarebbe molto grave nel mio ruolo di allenatore.
La difficoltà maggiore? Il primo periodo, io sono stato scelto da Galliani e Bianchessi e poi il primo giorno mi sono ritrovato con dirigenti diversi. Potevo anche non essere confermato. E' servito tempo per conoscerci meglio. Poi c'erano molti giocatori che non volevano rimanere a Monza, l'assenza di Galliani, una figura molto importante per molti di loro, è stata un trauma. Sono stato molto paziente, il Paolo Bianco di qualche anno fa sarebbe stato diverso, in negativo. Questa situazione mi ha fatto crescere, poi il tempo ci ha dato ragione.
Forson? Giocatore di talento, ha subito un pesante problema fisico al menisco esterno che prevede un recupero complicato. Ha scelto di operarsi in Portogallo, non è andata benissimo e ha perso quasi sei mesi. Quando è stato meglio, gli ultimi due mesi, nel momento più delicato della stagione non potevo provarlo. Giocatore di proprietà, io e la società lo stimiamo tantissimo e gli ho detto di non mollare perché può fare una carriera importante.
Keita? Quello che uno ha fatto in carriera non lo porta via nessuno. Ma poi tutti i giorni nel calcio bisogna dimostrare di meritare. Chi è arrivato a gennaio ha fatto numeri straordinari con molte meno partite di altri; io ho scelto i migliori per la squadra dal mio punto di vista. Quando ho scelto lui perché in quel momento era migliore, quando non l'ho fatto perché c'era qualcuno di meglio. Potrei aver sbagliato qualche volta, ma fa parte del lavoro del tecnico. Ma sempre fatto tutto in modo trasparente e leale.
Confusione di inizio stagione? Diversi ragazzi che erano già qua non avevano chiarezza sul proprio futuro, volevano andar via ma di richieste non ce ne sono state. A parte una per Colpani e una su Mota, ma erano offerte basse, dovevi regalarli. Qualcuno ha scelto di non essere convocato nelle prime partite, ma anche nel ritorno. Tutta una serie di circostanze che ti portano a dire ‘Cosa facciamo?’. Andiamo in guerra lo stesso.
Izzo? Nella prima parte di campionato è stato importantissimo, ci ha dato tantissimo. Rendimento molto alto, grazie anche a dei gol che ha fatto. Sfottò a Izzo nei festeggiamenti? Non li condivido, per quello che ha dato a questa maglia, poi c'era una festa di una squadra promossa in Serie A e lui non ne fa più parte.
Punto più basso della stagione? Avellino in trasferta il punto più basso, si era appena chiuso il mercato, il gesto dei tifosi, che andava fatto in quel momento, è stato forte e ci ha dato una svegliata. La Curva è stata encomiabile poi in casa e fuori. Se qualcuno non si allinea non puoi mai far parte di una squadra allenata da me. Nelle squadre di oggi, in generale, tutti devono rispettare le scelte degli allenatori e quest'anno con me lo hanno fatto quasi tutti.
Sconfitta Mantova? Dopo la sconfitta del ‘Martelli’ non avevo il tempo di pensare troppo, dovevo capire come aiutare i ragazzi a risollevarsi. Iniziando a leggere, per caso mi sono imbattuto in qualcosa di fisica quantistica e ho capito che non abbiamo raggiunto la promozione diretta perché eravamo troppo ossessionati. L'abbiamo allontanata, ho detto ai ragazzi che dovevamo arrivarci in maniera più naturale. Non so se sia stato questo, ma in quel momento era l'unico modo per stimolarli concretamente.
Tensioni con Filippo Inzaghi? Lo rispetto tantissimo perché in questa categoria è un allenatore forte e lo ha dimostrato in questi anni. Però, poi, ognuno allena la propria squadra e la difende. Certe esternazioni, prima di giocarci contro, non mi erano piaciute, e l'ho semplicemente fatto notare. Io non parlo mai delle altre squadre. Aquilani e Abate? Sono due allenatori bravi, li stimo entrambi.
Rapporto coi giocatori? Io dai ragazzi ho ricevuto molto più di quello che ho dato, sono stati bravissimi perché non hanno sbagliato un allenamento. Con alcuni ho creato anche un rapporto che va oltre il ruolo di calciatore-allenatore. Ho ricevuto, in questi giorni, dei bei messaggi da alcuni di loro e sono queste le cose che mi porterò nel cuore sempre. Sono loro che ci hanno fatto vincere il campionato, hanno fatto la differenza; come era successo a me in qualche promozione da calciatore. Un allenatore, come dico spesso, commette sempre qualche errore nel corso di una stagione.
Gli avversari che mi hanno più colpito? I giocatori, in questa Serie B, che credevo bravi ma mi hanno impressionato maggiormente dal vivo sono Berti del Cesena e Massolin del Modena.
Pronostico Mondiale? Al Mondiale tiferò Brasile, per mister Carlo Ancelotti, anche se la Francia credo sia la squadra più forte. Prossimo Ct per l'Italia? Io opterei per Conte, perché riesce ad incidere velocemente.
Rosa per la prossima stagione? La base per la Serie A c'è già. Mi devo incontrare con la società e mettere giù le idee per competere il prossimo anno che è un campionato completamente diverso. Staff? Noi siamo in 12, senza di loro non saremmo in A, sono veramente forti e bravissimi. Ma come del resto tutte le persone che lavorano per il club, abbiamo i migliori giardinieri d'Italia. Ma anche i cuochi, camerieri, fisioterapisti, magazzinieri, un gruppo di lavoro stupendo.
Le differenze sulle varie promozioni ottenute? Una promozione da allenatore è diversa, non stacchi mai, da calciatore sei in un gruppo. Il mister è un uomo solo.
Bakoune e Colombo? Sono ragazzi di grandi qualità, pronti per fare qualcosa di più importante. Ma anche Capolupo, a differenza dei primi due la sua crescita è arrivata in un momento della stagione in cui non potevamo prenderci dei rischi. Ma non ha sbagliato un allenamento, si è impegnato tutto l'anno e avrebbe meritato più spazio.
Sul secondo gol del Catanzaro cosa ho pensato? Allo 0-2 del Catanzaro ero convinto riuscissimo a fare un gol, il lato positivo. Se avesse segnato Pessina nel primo tempo o Colombo, prima del loro secondo gol, la partita sarebbe stata diversa. Chiaro, la parata di Thiam su Liberali, sullo 0-1, è stata importante. Gli episodi condizionano tanto, come Bakoune se faceva gol a Mantova a fine gara. Io i Playoff da allenatore me li sono goduti.
Diversi match in cui non siamo entrati subito in partita? E' vero, ma a volte pronti e via abbiamo preso immediatamente gol, vedi in casa con la Juve Stabia e Empoli. Mi è piaciuto il fatto che la squadra ha avuto sempre reazione, siamo stati quelli che hanno recuperato più partite da posizione di svantaggio, non abbiamo mai subito due sconfitte di fila. Abbiamo avuto continuità comunque importante, nonostante un po' di sofferenza in alcuni situazioni iniziali.
Come avevamo preparato la finale di ritorno? L'idea era quella di giocare come le altre tre gare di Playoff, un classico match da 3 punti, fare la partita come nelle gare di campionato. E nei primi minuti abbiamo avuto delle situazioni per andare in vantaggio o creato comunque dei presupposti; dopo, non essendo riusciti a fare male all'avversario, ci sono state difficoltà, visto il peso specifico del match. Sono convinto che se non avessimo vinto all'andata, la squadra avrebbe fatto una partita completamente diversa al ritorno, perché questo team quando doveva tirare fuori qualcosa in più lo ha sempre fatto. Paradossalmente lo 0-2 dell'andata non ci ha permesso fare un partita diversa, chiaro non è una giustificazione questa. Ma penso poi al Catanzaro stesso, che ha fatto 3 gol al Palermo in semifinale in casa e ha rischiato poi di essere eliminato al ritorno; questo ti fa capire come una squadra che non ha più niente da perdere, paradossalmente, può performare meglio.
Futuro? Io ho la fortuna di avere due anni di contratto, con la promozione è scattata l'opzione automatica di un anno in più. Devo ancora incontrare i dirigenti, che determinano i progetti del club e i miei, ma la volontà è confrontarmi con questa squadra anche in Serie A. Il mercato di gennaio è stato mirato per l'esigenze della squadra in quel momento, ma non dimentichiamo cosa ha fatto la dirigenza in estate. Sono stati scelti diversi giocatori vincenti, scelti tutti dalla nuova proprietà.
Parco di Monza? Il più bello d'Italia, soprattutto negli ultimi tre mesi me lo sono goduto quasi tutti i giorni. Si sente un'atmosfera differente, ci andavo per rigenerarmi.
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