Cinque giorni di sedute fino a tarda sera per decidere come potrà cambiare Monza nei prossimi anni. Da lunedì 27 a venerdì 31 luglio il Consiglio comunale affronterà l’ultimo e decisivo tratto della maratona sulla variante al Piano di governo del territorio.

L’obiettivo della maggioranza è arrivare all’approvazione entro la fine del mese, ma il percorso resta pieno di ostacoli: oltre 600 emendamenti, lo scontro con il centrodestra e il fuoco amico degli ambientalisti.

Dopo due settimane di sedute senza sosta, sabati e domeniche compresi, Giunta e consiglieri comunali torneranno dunque in aula ogni sera, fino alle 23.30. Una vera corsa contro il tempo per approvare entro venerdì 31 luglio il documento destinato a ridisegnare il futuro urbanistico di Monza.

Che cos’è il Pgt e perché è così importante

Il Piano di governo del territorio è lo strumento urbanistico che stabilisce come potrà trasformarsi la città nei prossimi anni: indica dove sarà possibile costruire, quali aree potranno essere rigenerate e quali vincoli dovranno rispettare gli operatori.

Una pianificazione ancora più importante in vista dell’arrivo della metropolitana a Monza. Il progetto prevede sette fermate e il capolinea al Polo istituzionale, con conseguenze rilevanti sulla mobilità, sullo sviluppo dei quartieri e anche sul valore degli immobili nelle zone interessate.

La prevista corsa al mattone, tra nuove costruzioni e ristrutturazioni, dovrà quindi essere regolata proprio dal nuovo Pgt di Monza.

Il nodo dell’edilizia e del consumo di suolo

La variante, deliberata dalla Giunta nell’aprile 2026, disegna una città che, più che espandersi, dovrebbe crescere attraverso il recupero e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente.

Tra i punti maggiormente discussi ci sono l’edificabilità e la riduzione del consumo di suolo.

«Rispetto alle prescrizioni introdotte dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che prevede una riduzione del consumo di suolo per funzioni residenziali fino al 53%, la variante comunale riduce fino al 71% – si legge nel documento ufficiale pubblicato sul sito del Comune di Monza –. Per quelle non residenziali, dove la prescrizione si ferma al 50%, la variante riduce del 61%. Il “bilancio ecologico” del suolo risparmiato, dunque, arriva a 711.086 metri quadrati».

La variante introduce inoltre un indice unico di edificabilità pari a 0,30 mq/mq, con valori massimi, a seconda del contesto, di 0,45 o 0,60. Attualmente l’indice arriva a 0,88.

La promessa dello “zero consumo di suolo”

L’urbanistica è da sempre uno dei temi più delicati, e politicamente preziosi, di ogni campagna elettorale. Anche il centrosinistra guidato dal sindaco Paolo Pilotto ne aveva fatto uno dei propri cavalli di battaglia durante la corsa elettorale del 2022, promettendo lo “zero consumo di suolo”.

L’approvazione della variante al Pgt si sta però trasformando in un percorso lungo e complicato. Il documento è arrivato in aula all’inizio di luglio e viene discusso attraverso una serie di sedute straordinarie che proseguiranno fino alla fine del mese.

Oltre 600 emendamenti e il caso Piffer

L’opposizione ha immediatamente alzato le barricate, presentando oltre 600 emendamenti. Di questi, 330 portano la firma di Forza Italia.

Dopo una prima fase di scontro, maggioranza e opposizione hanno provato ad aprire un confronto sui punti considerati irrinunciabili. Fuori dalle trattative congiunte è rimasto Paolo Piffer.

Il capogruppo di Civicamente, che ha espresso numerose perplessità sulla variante, ha raccontato sui social di essere stato invitato dalla maggioranza a un incontro separato. Una proposta che ha deciso di rifiutare.

«I confronti separati e le trattative riservate non ci interessano – ha spiegato Piffer –. La trasparenza viene prima di tutto. Discussioni e confronti su un tema così importante per la città devono avvenire alla luce del sole. Per questo discuteremo i nostri emendamenti direttamente in aula: se la maggioranza li riterrà validi per la città voterà a favore, se non li riterrà validi voterà contro».

Le posizioni restano quindi distanti. Da una parte prosegue il tentativo di dialogo tra maggioranza e centrodestra per arrivare all’approvazione entro la fine di luglio; dall’altra Piffer continua a chiedere che il confronto avvenga esclusivamente in aula.

Il centrodestra: «Così si rischia di allontanare gli investitori»

«Il Pgt non è un provvedimento come gli altri», ha ricordato in Consiglio comunale Massimiliano Longo, capogruppo di Forza Italia.

«È lo strumento destinato a definire il modo in cui Monza potrà trasformarsi negli anni futuri. Stabilisce dove e come sarà possibile rigenerare il patrimonio edilizio esistente, quali funzioni potranno essere insediate, quali obblighi saranno posti a carico degli operatori e quali condizioni verranno create per rispondere alla domanda abitativa, sostenere le imprese e recuperare le aree dismesse o degradate. Per questo avrebbe richiesto un confronto ampio, tempi adeguati e la disponibilità a valutare nel merito ogni proposta».

Uno dei principali problemi sollevati da Forza Italia riguarda proprio le tempistiche. Secondo Longo, un documento così importante non dovrebbe essere approvato attraverso una maratona di sedute convocata nel pieno dell’estate.

Il capogruppo ha inoltre precisato che i 330 emendamenti presentati da Forza Italia non avrebbero lo scopo di rallentare la discussione, ma sarebbero il risultato di un lavoro di studio e approfondimento.

«La maggioranza sta confermando un’impostazione che non condividiamo, perché introduce maggiore complessità proprio dove servirebbero regole chiare, certe e capaci di favorire lo sviluppo della città – ha aggiunto Longo –. Il nostro punto di partenza è molto semplice: il consumo di nuovo suolo si contrasta soprattutto rendendo possibile e conveniente il recupero di ciò che è già costruito».

Secondo Forza Italia, se la rigenerazione degli edifici esistenti diventasse troppo complessa, costosa o incerta, si rischierebbe di bloccare gli investimenti, lasciare vuoti o degradati numerosi immobili e rendere ancora più difficile rispondere alle necessità abitative e produttive della città.

Il fuoco amico degli ambientalisti

È sul terreno ambientale che emerge la contraddizione politicamente più delicata per la Giunta Pilotto.

Da una parte il centrodestra sostiene che la variante imponga troppi vincoli, con il rischio di frenare gli investimenti e la rigenerazione degli immobili. Dall’altra, comitati e ambientalisti accusano il centrosinistra di non aver rispettato fino in fondo le promesse elettorali sul consumo di suolo.

Due contestazioni di segno opposto che mettono la maggioranza sotto un doppio fuoco proprio nei giorni decisivi per l’approvazione del Pgt.

Alla vigilia dell’ultimo confronto in aula è intervenuto Giorgio Majoli, referente del Coordinamento dei comitati e delle associazioni di Monza. Un mondo nel quale il centrosinistra aveva trovato nel 2022 un importante bacino di consensi.

Majoli conosce bene la materia: è architetto e ha lavorato a lungo nel Comune di Monza come dirigente del settore Pianificazione del territorio. Il suo giudizio sulla variante e, più in generale, sulla politica urbanistica e ambientale della Giunta Pilotto è durissimo.

Le promesse tradite secondo gli ambientalisti

«Formata la Giunta i primi di luglio del 2022, dopo essere andati avanti con una lentezza esasperante nell’avvio del procedimento per la redazione del nuovo Piano urbanistico, ben otto mesi di tempo per una cosa fattibile in tre settimane, poi grande lentezza per la Valutazione ambientale strategica, conclusa in quasi due anni, dopo aver dichiarato alla stampa che sarebbe stato “il Pgt più veloce mai fatto”, si è arrivati ora a convocare il Consiglio comunale a tamburo battente. Mai vista una cosa del genere negli ultimi 50 anni a Monza e dintorni», ha scritto Majoli sui social.

L’architetto ha poi accusato l’Amministrazione di aver smentito una parte importante del proprio programma elettorale, citando «un refuso da 1.300.000 metri cubi di cemento», l’approvazione di 13 piani attuativi edificatori e un numero non precisato di permessi di costruire convenzionati che, secondo lui, non sarebbero più stati pubblicati sul sito del Comune.

«Ora si corre. Complimenti! Un solo mio pentimento: li avevo votati, anche se qualcuno dice che li critico perché sono rancoroso, pur avendone mille motivi per esserlo», ha concluso Majoli.

La Giunta Pilotto arriva quindi alla settimana decisiva stretta tra due critiche opposte. Per il centrodestra la variante rischia di essere troppo rigida e di scoraggiare gli investimenti; per gli ambientalisti non sarebbe invece abbastanza coraggiosa nella tutela del territorio.

Da lunedì 27 luglio la discussione tornerà nell’aula del Consiglio comunale di Monza. Cinque giorni che potrebbero decidere non soltanto il destino della variante al Pgt, ma anche una parte importante del futuro politico e urbanistico di Monza.