Lo Juric che non ti aspetti: così Ivan il Terribile ha conquistato Monza
Dalla conferenza stampa alla prima vittoria: il tecnico croato si apre, sorride e conquista l’ambiente biancorosso. Il commento di Carlo Gaeta.

Giovedì, ora di pranzo, Monzello. A quell’ora, confesso, preferisco stare con le gambe sotto il tavolo perché da sempre verso le 13.30 accuso, inesorabile, un brutto calo di zuccheri che non mi colpisce mai in modo così intenso all’ora di cena, che posso pure saltare.
Insomma, sta benedetta abitudine di convocare le conferenze stampa alla vigilia delle partite alle 13 mette in crisi il mio consolidato metabolismo da anziano.
Però giovedì a Monzello ci sono andato volentieri, anche se mi sono beccato gli sfottò dei colleghi più giovani, in particolare uno, che ha rimarcato l’assenza del buffet, meravigliandosi invece della mia presenza a quell’ora.
Ivan il Terribile e una conferenza diversa
Ci sono andato convinto, sfidando il vuoto di stomaco, perché incontrare Ivan il Terribile sta diventando uno spasso, per la schiettezza, l’asciutta comunicativa e l’imprevedibilità del personaggio che a Monza stiamo imparando a conoscere e apprezzare, interpretando anche talune pieghe di quel carattere specchio delle sue braccia, che tiene spesso conserte soprattutto quando si presenta agli incontri, quasi a riparare la parte più intima del sé.
Giovedì tutti insieme lo abbiamo galvanizzato, sostenuto e anche fatto sorridere. Era la seconda volta che accadeva in questo inizio di stagione. Si è aperto quando gli abbiamo testimoniato la nostra fiducia, con i complimenti per quanto fatto da lui e dalla squadra fino alla quarta giornata di campionato, nonostante il sol punticino racimolato.
Ha parlato per ben 25 minuti e l’abbiamo visto andar via sereno. I prodromi della prima vittoria c’erano tutti, ma si dovevano fare i conti con un avversario non facile, come poi è stato il Sassuolo di Aquilani.
Il ringraziamento di Juric dopo la vittoria
Poi ieri sera, dopo la convincente prestazione, seppur con qualche sofferenza, ci ha ringraziati per l’iniezione di fiducia che il giorno prima gli avevamo inoculato e che, ha detto, aveva trasferito ai ragazzi nello spogliatoio.
Ecco lo Juric che non ti aspetti: un pezzo dell’anima di Ivan il Terribile è venuto allo scoperto, “smollandosi” per entrare in sintonia con l’ambiente e con questi poveri “giornalai”, costretti a fare domande ed emettere giudizi, magari spesso pure scomodi.
Piace il gioco di questo Monza, convincono sempre più questi giovani che, plasmati da questo mister, possono solo far meglio. Convince soprattutto lui, l’apparentemente burbero Comandante croato, che a fine gara è andato via quasi commosso, abbandonandosi a un «stasera sono proprio contento», tra gli applausi della sala stampa.
Un Monza giovane che cresce con il suo allenatore
Più loquace, più disponibile, più sorridente e adesso pure un po’ vincente, con tre punti pesantissimi in tasca, frutto di una partita nella quale i tre momenti di disattenzione della difesa sono stati rimediati alla grande da Natalino, il portiere nordico abbracciato a fine gara da Juric, che con questi ragazzi pare proprio aver stabilito un rapporto speciale.
Lo ha lasciato intendere anche Lucchesi nell’intervista di rito, dopo che lo stesso mister lo aveva pubblicamente elogiato per la sgroppata da lucido puledro fatta a fine partita, correndo a tutto campo, dalla difesa all’attacco, senza perdere palla e facendo trascorrere secondi preziosi.
Piace questo Monza, piace Juric che adesso ha venti giorni davanti per amalgamare meglio la truppa, recuperando magari qualche acciaccato.
Lo spirito di tutti, pure nostro, è quello giusto e così dobbiamo ripresentarci alla ripresa del torneo dopo la sosta.
Vorrà dire che, se la conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Roma verrà convocata a pranzo, ci andrò… con la schiscetta (Posuda za ručak, a beneficio di Ivan).
Carlo Gaeta



