Il capitano non si ferma più: la promessa fatta al Monza ora può diventare realtà
Dal ritorno alle radici ai gol decisivi: Matteo Pessina trascina i brianzoli verso un finale di stagione tutto da scrivere
C’è chi parte per costruirsi una carriera lontano da casa e chi, invece, sceglie di tornare per chiudere un cerchio. Nel calcio moderno, dove le bandiere sono sempre più rare, le storie di appartenenza assumono un valore ancora più significativo. Non si tratta solo di scelte professionali, ma di legami profondi che resistono al tempo, alle categorie e alle difficoltà.
In questo contesto, emergono figure capaci di incarnare qualcosa che va oltre il campo. Leader silenziosi, simboli di una città, punti di riferimento nei momenti più delicati. Sono storie che parlano di identità, di responsabilità e di promesse da mantenere.

Matteo Pessina e il Monza: ritorno, promessa e leadership
Come raccontato dall'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la parabola di Matteo Pessina è strettamente intrecciata con quella del Monza. Nel 2015, dopo il trasferimento al Milan per 30mila euro — cifra decisiva per aiutare il club brianzolo in un momento di crisi — il giovane centrocampista salutava così la sua squadra:
103 anni di storia, 10 anni della mia storia, questo non sarà un addio ma un arrivederci.
Dieci anni dopo, nell’estate 2025, quella promessa ha trovato una nuova forma. Nonostante la retrocessione e le sirene di mercato, il capitano del Monza ha scelto di restare, affidando ai tifosi un messaggio chiaro:
Questa città e questa maglia mi scorrono nelle vene.
Una dichiarazione che si è trasformata in un obiettivo concreto: riportare il club in Serie A.
Nel momento più delicato della stagione, il centrocampista ha alzato il livello delle prestazioni. Dopo lo stop contro lo Spezia e il pareggio con la Reggiana, Pessina ha preso in mano la squadra: tre gol nelle ultime tre partite, tutti decisivi. Dalla rete contro il Venezia per rimettere in equilibrio uno scontro diretto, fino al gol contro il Bari che ha interrotto un digiuno di vittorie lungo quasi un mese.
Monza e Serie A: la missione di Pessina e il calendario decisivo
La rincorsa del Monza verso la Serie A passa ora dalle ultime quattro partite: Sampdoria, Modena, Mantova ed Empoli. Un calendario impegnativo ma alla portata, soprattutto considerando il vantaggio negli scontri diretti sul Frosinone, attualmente a pari punti.
Con il supporto della curva e una struttura di squadra che valorizza le sue caratteristiche — dalla presenza di Obiang fino alla crescita di Colombo — il capitano ha tutto per guidare il gruppo verso l’obiettivo. Per Matteo Pessina, questa non è solo una questione sportiva, ma anche personale.
Nella stagione della retrocessione, infatti, il centrocampista era stato costretto a fermarsi dopo appena undici partite per una lesione tendinea al bicipite femorale destro, che lo aveva portato all’operazione e a vivere da spettatore il crollo della squadra. Oggi, invece, è di nuovo protagonista.
I numeri raccontano una storia già significativa: 132 presenze, 19 gol e 7 assist con la maglia del Monza, di cui 109 da capitano. Ma il dato più rilevante è un altro: la volontà di restituire al club e alla città ciò che hanno rappresentato per lui. E quella promessa, fatta da ragazzo, è più viva che mai.



