Caparre versate per acquistare automobili viste online, annunci corredati da fotografie e libretti di circolazione e veicoli che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero mai stati consegnati. È la vicenda di presunte truffe nella vendita online di auto che coinvolge Vimercate e approdata al Tribunale di Monza, dove il processo risulta ancora in corso nei confronti di un’imputata.

La ricostruzione è contenuta in un comunicato diffuso da Codacons Lombardia mercoledì 21 ottobre 2026. Le indagini dei Carabinieri, avviate nel 2022, avevano portato nel 2024 all’emissione di quattro misure cautelari. Altri soggetti coinvolti sono già stati giudicati attraverso riti alternativi, mentre le responsabilità individuali dovranno essere accertate nelle competenti sedi giudiziarie.

Frode

Truffe auto online a Vimercate: come sarebbero stati convinti gli acquirenti

Stando alla ricostruzione riportata da Codacons, il presunto meccanismo si sarebbe basato su annunci online costruiti per apparire attendibili. Le offerte erano accompagnate da fotografie delle automobili e immagini dei libretti di circolazione, elementi che avrebbero contribuito a convincere gli interessati a versare una caparra.

I pagamenti sarebbero poi confluiti su conti e carte prepagate intestati a prestanome. Gli acquirenti, invece, non avrebbero ricevuto le automobili per le quali avevano anticipato il denaro.

La presenza di fotografie e documenti apparentemente credibili rappresenta uno degli aspetti più delicati della vicenda. La documentazione mostrata in un annuncio, infatti, non è di per sé una prova dell’identità del venditore né della disponibilità effettiva del veicolo. È proprio su questo punto che si concentra l’attenzione dell’associazione dei consumatori.

Processo a Monza, quattro misure cautelari nel 2024

La vicenda giudiziaria è partita da un’indagine avviata nel 2022 e culminata, nel 2024, con l’emissione di quattro misure cautelari. Attualmente, secondo quanto riferito da Codacons Lombardia, il procedimento è al vaglio del Tribunale di Monza nei confronti di un’imputata, mentre per altri soggetti sono già arrivati giudizi attraverso riti alternativi.

Al di là del caso specifico, la vicenda richiama l’attenzione sui rischi legati agli acquisti di beni costosi attraverso annunci online, quando il primo contatto con il venditore e la richiesta di denaro precedono ogni verifica concreta.

Codacons scrive a Polizia Postale e AGCM: chiesti più controlli

Dopo il caso di Vimercate, Codacons Lombardia annuncia di aver scritto alla Polizia Postale e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), chiedendo interventi nell’ambito delle rispettive competenze.

L’associazione sollecita maggiori controlli sugli annunci sospetti, verifiche sull’efficacia dei sistemi di sicurezza delle piattaforme e approfondimenti sulle procedure utilizzate per identificare chi pubblica le offerte. Tra le richieste figurano anche strumenti più rapidi per segnalare e rimuovere annunci potenzialmente fraudolenti e l’accertamento di eventuali violazioni delle norme a tutela dei consumatori, ove applicabili.

«Le truffe online diventano sempre più sofisticate e possono essere costruite attraverso annunci, fotografie e documenti capaci di apparire perfettamente credibili», sottolinea Codacons Lombardia, che chiede strumenti per individuare gli annunci sospetti e bloccare le possibili frodi prima che altri cittadini vengano danneggiati.

Acquisto di un’auto online: le verifiche prima di versare la caparra

L’associazione invita i consumatori a controllare l’identità del venditore e la corrispondenza con l’intestatario del veicolo, oltre a verificare direttamente che l’automobile esista e sia effettivamente disponibile. Particolare cautela viene raccomandata quando viene richiesta una caparra con urgenza o attraverso strumenti di pagamento che rendono difficile recuperare il denaro.

Fotografie, targhe e copie dei documenti non bastano, da sole, a garantire l’autenticità di un annuncio. In caso di sospetta truffa, Codacons consiglia inoltre di conservare l’inserzione originale, gli screenshot delle conversazioni, le e-mail, i messaggi, le ricevute dei pagamenti e gli eventuali dati bancari o delle carte utilizzate.

I cittadini di Vimercate, di Monza e della Brianza e del resto della Lombardia che ritengono di essere stati vittime di episodi analoghi possono contattare Codacons Lombardia all’indirizzo [email protected].

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