Nel gennaio 2023 Massimiliano Alvini lasciava la panchina della Cremonese dopo la sconfitta casalinga contro il Monza. Poco più di tre anni dopo, l'allenatore toscano è diventato uno dei protagonisti più sorprendenti del calcio italiano: dopo aver riportato il Frosinone in Serie A, sta guidando i ciociari a un avvio di campionato che va ben oltre le aspettative.

Il 2-0 contro il Torino del 1° novembre 2026 ha portato la formazione gialloblù a quota 20 punti dopo dieci giornate, al sesto posto in classifica e a una sola lunghezza dal Milan. Un rendimento che ha inevitabilmente riacceso l'attenzione sul percorso del suo allenatore.

Alvini

La storia di Alvini è particolare perché non riguarda un giovane emergente arrivato improvvisamente alla ribalta, ma un tecnico con oltre 25 anni di carriera alle spalle, costruita partendo dai dilettanti e attraversando praticamente tutte le categorie del calcio italiano.

La promozione in Serie B conquistata con la Reggiana nel 2020, l'esperienza al Perugia, il salto in Serie A con la Cremonese, poi le parentesi complicate con Spezia e Cosenza. Tre esperienze che non hanno prodotto i risultati sperati e che avrebbero potuto ridimensionarne ulteriormente le prospettive.

Invece il Frosinone gli ha offerto una nuova opportunità. Prima la salvezza, poi la promozione nella massima serie al termine della stagione 2025/26 e adesso un campionato da protagonista.

Da Gasperini a Juric: quando un esonero non chiude una carriera

Trovare un precedente perfettamente sovrapponibile ad Alvini non è semplice. Esistono però alcune storie che presentano elementi interessanti, soprattutto per il modo in cui determinati allenatori sono riusciti a modificare la percezione del proprio lavoro dopo esperienze deludenti.

Uno dei casi più significativi è quello di Gian Piero Gasperini. Nel settembre 2011 la sua avventura all'Inter terminò dopo appena cinque partite ufficiali, con quattro sconfitte e nessuna vittoria. Un'esperienza brevissima e decisamente negativa per un allenatore che, dopo aver costruito un Genoa competitivo, sembrava aver mancato una grande occasione.

La sua carriera avrebbe però preso una direzione completamente diversa. Dopo il ritorno al Genoa e le successive esperienze, Gasperini avrebbe trovato nell'Atalanta l'ambiente ideale per affermare definitivamente le proprie idee, portando il club bergamasco ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Un altro profilo interessante è proprio quello del biancorosso Ivan Juric. Prima di arrivare al Verona, il tecnico croato aveva vissuto tre esperienze sulla panchina del Genoa, tutte caratterizzate da esoneri. La chiamata dell'Hellas nel 2019, con la squadra appena tornata in Serie A, rappresentò un'importante occasione di rilancio.

Il risultato fu una stagione sopra le aspettative: il Verona concluse il campionato 2019/20 al nono posto con 49 punti, diventando una delle realtà più interessanti di quella Serie A. Juric riuscì poi a confermarsi anche nell'annata successiva, prima di passare al Torino. 

Ivan Juric

Pioli e Ranieri, le rivalutazioni più sorprendenti

Ci sono poi storie che, pur essendo differenti da quella di Alvini, raccontano quanto possano cambiare le valutazioni intorno a un allenatore.

Stefano Pioli ha attraversato numerose esperienze in Serie A, con esoneri e avventure interrotte prima di trovare al Milan la continuità necessaria per esprimere il proprio lavoro. Il punto più alto è arrivato nel 2022, con la conquista dello scudetto rossonero. Un traguardo raggiunto a 16 anni dal suo esordio nella massima serie, dopo una carriera trascorsa soprattutto tra lotte per la salvezza, obiettivi europei e cambi di panchina.

Ancora più clamorosa, per dimensione del risultato, la vicenda di Claudio Ranieri al Leicester. Nel 2014 il tecnico romano era stato esonerato dalla nazionale greca dopo un'esperienza negativa. L'anno successivo arrivò la chiamata del club inglese, accolta inizialmente con parecchio scetticismo. Nel 2015/16 Ranieri riuscì invece a guidare le Foxes alla conquista della Premier League, realizzando una delle imprese più incredibili della storia del calcio.

Naturalmente, Ranieri aveva già un curriculum internazionale di altissimo livello e non può essere considerato un allenatore dimenticato. La sua storia rappresenta però un esempio emblematico di come anche un tecnico reduce da una parentesi negativa possa tornare a sorprendere tutti.

Claudio Ranieri

Alvini, una storia ancora da scrivere

Le analogie esistono, ma nessuna di queste storie coincide completamente con quella dell'allenatore del Frosinone.

Gasperini aveva già dimostrato il proprio valore al Genoa prima dell'esperienza all'Inter. Juric era riuscito a rilanciarsi dopo le difficoltà al Genoa, ma aveva già ottenuto una promozione in Serie A con il Crotone. Pioli ha costruito il proprio percorso attraverso numerose esperienze nella massima categoria, mentre Ranieri aveva alle spalle una carriera internazionale che Alvini non aveva mai avuto.

Il tecnico toscano rappresenta un caso differente: la sua è una carriera costruita attraverso la gavetta, le opportunità conquistate sul campo e la capacità di ripartire dopo esperienze professionali difficili.

Anche per questo il suo attuale Frosinone merita attenzione. Non soltanto per i risultati ottenuti, ma perché sta mettendo in discussione alcune valutazioni che sembravano ormai consolidate sul suo allenatore.

La stagione è ancora lunga, ma una cosa è già evidente: dopo le esperienze alla Cremonese, allo Spezia e al Cosenza, Alvini si è guadagnato una nuova considerazione nel panorama calcistico italiano.

E forse la domanda più interessante non riguarda soltanto quanto lontano possa arrivare il Frosinone, ma anche quanto fosse corretto il giudizio che il calcio italiano aveva dato sul suo allenatore.

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