Valagussa: “A Monza gruppo fantastico, Entella fortino casalingo per salvarsi”
Il doppio ex del match ha parlato in esclusiva ai microfoni di Monza-News

La vita è una ruota che gira continuamente. Se domani la sfida Virtus Entella-Monza può valere molto in ottica promozione per i biancorossi e – viceversa – moltissimo in ottica salvezza per i liguri, più di dieci anni fa era proprio il contrario.
L’Entella lottava in B, mentre il Monza giocava ancora nella vecchia Serie C2. In quegli anni un giovane ex biancorosso aveva intrapreso proprio la strada che lo avrebbe portato alla Virtus Entella, dopo due stagioni importanti al Monza con Tonino Asta in panchina.
Paolo Valagussa oggi è in Serie D alla Trevigliese, ma non ha mai dimenticato gli anni che lo hanno formato a Monza e che gli hanno permesso di entrare nel grande calcio.
Le sue parole in esclusiva su Monza News
Alla Trevigliese in D dopo una carriera costellata da infortuni. Come sta vivendo questa esperienza?
«Da dicembre gioco alla Trevigliese, una società sana che vuole fare bene e che lotta per la salvezza. Per me è la prima volta che lotto per salvarmi e non per la promozione in C da quando sono nei dilettanti, ma non mi precludo niente e vediamo come va questa avventura.
Ho giocato alla Folgore Caratese con Longo in panchina, a Sanremo con Andreoletti sfiorando per due anni consecutivi la promozione in C. La mia carriera è partita da Monza con Asta, dove ho fatto molti gol che mi hanno poi permesso di andare a giocare in B – appunto – alla Virtus Entella».
A Chiavari, però, sono arrivate poche presenze e tanti infortuni. Cosa è successo?
«Ho avuto un primo infortunio, poi, una volta ripreso, ho fatto quattro presenze e avrei dovuto giocare titolare a Bari. Il mattino prima della partenza, però, un nuovo infortunio mi ha precluso tutta la stagione e, a fine anno, nonostante gli investimenti della società per rimanere in B, siamo retrocessi al playout a Modena, salvo poi essere ripescati per la retrocessione d’ufficio del Catania.
Successivamente ho giocato in Serie C a Renate e a Gubbio. In Umbria sembrava che i fantasmi degli infortuni fossero andati via: abbiamo ottenuto la qualificazione ai playoff e ho ritrovato più o meno la stessa alchimia che avevo con i compagni a Monza».
Monza è stata la base di tutto il suo percorso?
«Eravamo talmente un gruppo unito a Monza che abbiamo ancora il gruppo WhatsApp dove ci sentiamo spesso. Io sono un tifoso monzese, seguo il Monza e spero riesca a ottenere grandi risultati.
L’aria che si respira a Monzello è un’aria di passione: noi giocatori non vedevamo l’ora di iniziare l’allenamento e non volevamo andare via. La passione che c’è a Monza è la stessa che si trova in grandi piazze del Sud e in alcune squadre di Serie A. Con i cambiamenti degli ultimi anni, Monzello e lo stadio sono migliorati tantissimo».
Uno sguardo alla partita di sabato: che gara si aspetta?
«Il Monza vorrà iniziare al meglio il 2026 e lottare per i propri obiettivi; dall’altra parte l’Entella cercherà di costruire un grande fortino in casa per ottenere punti importanti in ottica salvezza.
Guardando il Monza, sono felice per capitan Pessina, che ha una testa importante e che si è ripreso dopo l’infortunio patito un anno fa. Ha una squadra fortissima e mister Bianco è molto preparato».
Antonio Scirtò

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