Balotelli bloccato a casa: "Schivato il conflitto a Dubai per due ore"
L'ex Monza "bloccato a casa" per il conflitto: spunta l'allenamento a sorpresa in Serie D.

Perché Balotelli è in Italia?
Non si tratta di un ritorno di mercato, ma di una necessità logistica causata dal conflitto esploso in Medio Oriente. Balotelli era tornato in Italia venerdì scorso, subito dopo l'ultima gara di campionato (persa 1-0 contro l'Al Urooba), per trascorrere qualche giorno di relax con la famiglia.
Poche ore dopo il suo atterraggio, però, la situazione a Dubai è precipitata: i bombardamenti hanno portato alla chiusura immediata degli aeroporti e al blocco di tutti i voli, rendendo impossibile il suo rientro negli Emirati Arabi.
Le parole di Super Mario: «Incredulo e fortunato»
L'ex punta biancorossa ha raccontato con stupore il momento in cui ha appreso la notizia, sottolineando quanto sia stato sottile il filo che lo ha separato dal rimanere bloccato nella zona del conflitto:
«Al momento della partenza da Dubai non sapevo niente. A informarmi è stata mia mamma con una chiamata dopo che ero atterrato: "Hai visto che hanno bombardato Dubai?". Sono rimasto incredulo. Vivo a Desert Palm, in una zona tranquilla, non l’avrei mai pensato».
Balotelli ha poi aggiunto una riflessione sulla sua posizione attuale:
«Posso definirmi assolutamente fortunato. Mi è andata bene. Due ore dopo il mio arrivo a Brescia sono arrivate le notizie: poi hanno chiuso tutto. Altrimenti sarei rimasto bloccato là anche io, come tante altre persone».
Allenamento "di lusso" col Chievo
In attesa che i cieli sopra il deserto tornino sicuri e i voli vengano ripristinati, Balotelli ha scelto di non restare a guardare, trasformando Verona nel suo quartier generale temporaneo. La scelta del Chievo non è certo frutto del caso: a rendere possibile questa "ospitata" di lusso è il filo diretto che lega l'Italia agli Emirati Arabi, dato che il presidente clivense Pietro Laterza è lo stesso proprietario che guida l’Al-Ittifaq a Dubai.
Sul prato del centro sportivo, l'ex attaccante del Monza si è mosso con la naturalezza di chi si sente a casa, ritrovando vecchi amici e incrociando nuovi compagni di fatica. Tra un esercizio e l'altro, lo si è visto chiacchierare a lungo con Douglas Costa — talento brasiliano che ritroverà presto proprio a Dubai — e scambiare battute veloci con Alberto Paloschi. Tra i due bomber bresciani il feeling è stato immediato, un saluto affettuoso nato dalle comuni radici che ha reso la seduta decisamente meno ordinaria del solito.
Mentre i suoi compagni di squadra rimasti negli Emirati raccontano ore di puro terrore tra il sibilo dei missili e lo scoppio delle bombe, "Super Mario" continua a correre e sudare sui campi della Serie D italiana. Un contrasto forte, vissuto con la consapevolezza di chi sa di aver schivato un pericolo reale e la speranza, come ha sottolineato lui stesso in chiusura, «che tutto possa tornare quanto prima alla normalità. Per tutti».



