Ogni settimana, al Centro Maria Letizia Verga di Monza, gomitoli e uncinetti arrivano tra i bambini e gli adolescenti in cura per patologie oncoematologiche. A guidarli sono Lilly e Nico, due volontarie che li aiutano a creare cappellini, sciarpe e borse. Non è soltanto un passatempo: l’attività manuale diventa un’occasione per rilassarsi, stare insieme e alleggerire per qualche ora il peso della malattia.

Al Centro Verga di Monza un appuntamento settimanale con Lilly e Nico

Il laboratorio si svolge all’interno del Centro Maria Letizia Verga, nella Fondazione IRCCS San Gerardo. Qui alle cure si affiancano attività adeguate alle condizioni di salute dei giovani pazienti, con l’obiettivo di conservare un legame con la normalità della vita quotidiana.

Accanto allo sport, ai disegni, ai giochi e agli incontri con supereroi e personaggi noti, ora c’è anche l’uncinetto. Lilly e Nico portano ogni settimana in ospedale gomitoli di diversi colori e accompagnano i partecipanti nei vari passaggi del lavoro.

I bambini scelgono i colori e decidono che cosa realizzare. Cappellini, sciarpe e borse possono poi diventare oggetti da donare. Il laboratorio crea così uno spazio fatto di concentrazione, conversazioni e piccoli progetti condivisi, anche quando l’attività viene svolta accanto alla mamma o direttamente dal letto d’ospedale.

I gesti ripetitivi per ridurre ansia, stress e percezione del dolore

Lorella Boccalini, psicopedagogista del Progetto Adolescenti della Fondazione Maria Letizia Verga, spiega il valore dell’iniziativa: «I gesti manuali e ripetitivi aiutano a ridurre ansia e stress, favoriscono il rilassamento e possono attenuare la percezione del dolore».

Secondo Boccalini, l’idea di portare l’uncinetto in corsia nasce da evidenze scientifiche e trova conferma anche nell’esperienza dei giovani pazienti seguiti al Centro Verga. Tenere impegnate le mani e vedere un oggetto prendere forma può trasformare il tempo trascorso in ospedale in un momento di relazione e serenità.

Le immagini e i video condivisi sui canali social della Fondazione raccontano proprio questa dimensione: bambini concentrati sui movimenti delle volontarie, intenti a scegliere i gomitoli o a proseguire il proprio lavoro, insieme ai genitori e agli altri partecipanti.

La «banda dell’uncinetto» e i sogni che continuano in ospedale

A credere nel progetto è anche la professoressa Adriana Balduzzi, direttrice della Clinica Pediatrica e responsabile del Centro Trapianti Midollo Osseo. È stata lei a ribattezzare i piccoli partecipanti la «banda dell’uncinetto».

Sulla pagina Facebook della Fondazione Maria Letizia Verga ha affidato a una frase il significato dell’iniziativa: «Anche su un letto d’ospedale i sogni possono continuare a crescere».

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