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Nuovo sviluppo giudiziario per l’imprenditore brianzolo Davide Erba, editore del bisettimanale Il Cittadino. La Procura di Monza ha chiesto il rinvio a giudizio nei suoi confronti nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunti crediti d’imposta ottenuti attraverso certificazioni relative a corsi di formazione destinati ai dipendenti che, secondo l’accusa, non sarebbero mai stati effettivamente svolti.

L’imprenditore, originario di Biassono e residente da anni a Dubai, respinge le accuse attraverso i propri legali.

Le accuse contestate dalla Procura

Secondo l’ipotesi accusatoria, il sistema avrebbe consentito di ridurre in modo significativo i debiti fiscali attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta collegati alla formazione 4.0.

Nel procedimento risultano coinvolti anche alcuni professionisti ritenuti dagli inquirenti tra gli ideatori del meccanismo contestato. Tra i reati ipotizzati figurano associazione per delinquere, indebita compensazione di crediti d’imposta, falso ideologico ed evasione fiscale.

L’inchiesta riguarda inoltre altri imprenditori che, secondo la Procura, avrebbero usufruito dello stesso sistema fiscale ritenuto illecito.

L’accusa di corruzione esclusa dal Riesame

Nel corso delle indagini i magistrati avevano avanzato richieste di misure cautelari nei confronti degli indagati, ipotizzando anche il reato di corruzione.

Tuttavia il Tribunale del Riesame di Milano ha successivamente annullato l’ordinanza cautelare. I giudici hanno infatti ritenuto insussistenti gli elementi alla base dell’accusa di corruzione, osservando che il revisore legale coinvolto nella vicenda non poteva essere considerato un pubblico ufficiale.

Per quanto riguarda Davide Erba, il Riesame ha inoltre escluso il rischio di fuga che aveva motivato la richiesta cautelare avanzata dagli inquirenti.

Le precedenti indagini sulle società dell’editore

L’imprenditore era stato in precedenza indagato anche per presunte ipotesi di bancarotta fraudolenta legate all’attività editoriale e ad altre società a lui riconducibili.

Nel corso degli accertamenti la Procura aveva tentato di acquisire materiale informatico e documentazione aziendale, ma i giudici avevano respinto l’iniziativa evidenziando l’assenza di una dichiarazione di fallimento delle società interessate, elemento ritenuto necessario per sostenere l’ipotesi di reato contestata.

La procedura sul futuro de Il Cittadino

Parallelamente al procedimento penale prosegue anche la vicenda che riguarda il futuro della storica realtà editoriale brianzola.

La Procura ha presentato una richiesta di fallimento davanti alla sezione civile del Tribunale di Monza. I giudici stanno però esaminando una proposta di acquisizione avanzata dalla società Fortezza Capital Holding srl, riconducibile all’imprenditore campano Ciro Di Meglio.

L’offerta prevede il rilevamento dell’attività editoriale e l’assunzione delle passività nei confronti dei dipendenti, con l’obiettivo di garantire continuità all’azienda e tutelare i lavoratori coinvolti.

La decisione attesa dal giudice

Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a valutare la richiesta della Procura e a decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio degli indagati.

L’eventuale processo dovrà accertare la fondatezza delle accuse formulate dagli inquirenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza che accompagna ogni fase del procedimento fino a una sentenza definitiva.