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Il Monza è ormai una squadra attenzionata, gioca bene e gli avversari stanno iniziando a studiarla. Non a caso lo stesso Raffaele Palladino, durante le conferenze stampa di inizio stagione, ha ribadito più volte che "rispetto allo scorso anno bisognerà cercare di non essere prevedibili”. 

Il focus sulla vittoria del Monza contro l’Empoli non è passato inosservato ad un tifoso dell’Ajax e del Sankt Pauli che vive a Monza. Una persona molto preparata e attenta al mondo del pallone che, per questione di privacy, preferisce restare anonima. 

In merito all’approfondimento tattico di Monza-Empoli (lo trovate QUI), il lettore ha voluto esprimere un parere sul Monza rispondendo al pezzo, da lui molto apprezzato, del nostro Andrea Rurali.

Da destra: l'allievo Johan Cruijff e il maestro Rinus Michels

Di seguito il commento del lettore (che ringraziamo vivamente):

Roberto Baggio: "È sempre meglio far correre la palla. La palla non suda."

Giusta considerazione, ovviamente. Baggio si allineava con Johan Cruijff che diceva: "nessun uomo è mai stato più veloce della palla". Inoltre, il profeta del gol sosteneva che “se gli italiani hanno una sola occasione, segneranno due gol". Il riferimento è ad Andrea Colpani, che ha avuto una vera occasione al 25' ma non è andato in rete, poi al 45' non ha avuto la possibilità ma se l’è costruita e ha segnato. Poi 52' ha insaccato di nuovo chiudendo di fatto la gara. Cruyff aveva ragione. 

“Raffaele Palladino riproduce una sorta di calcio totale all’olandese, studiato e applicato, di alta scuola, che assorbe i crismi copernicani di Rinus Michels per ripresentarli in veste aggiornata”.

Comprendo perfettamente questo pensiero. Il modo in cui i giocatori assumono altre posizioni, il modo in cui giocano senza palla, la velocità di pensiero e di azione: tutto questo è migliorato con Palladino. E funziona: al 25' l'occasione che Colpani non trasforma in gol nasce da un appoggio di Gagliardini a Ciurria. L’84 del Monza passa il pallone a Caldirola, che si trova largo a sinistra con un avversario davanti. 
L’anno scorso o due anni il difensore brianzolo aveva tre opzioni:

1. Tirare in avanti, lungolinea o in diagonale, sperando che qualche compagno arrivasse prima dell’avversario.
2. Girarsi e tornare indietro verso la propria porta.
3. Avvicinarsi alla linea e far rimbalzare la sfera sull'avversario dopo aver tentato il cross.

Ma ora Caldirola ha una quarta opzione, la migliore:

4. Dietro di lui appare Ciurria: posto giusto, velocità giusta. 
Caldirola fa il colpo di tacco: posto giusto, velocità giusta. Ciurria si inserisce e poi passa nel mezzo per Colpani. Occasione enorme ma tiro respinto. Nessun gol ma ottimo attacco.

In sintesi: quattro giocatori, cinque tocchi, sei secondi, settanta metri e quasi un gol.

Nel gioco del Monza tutti si muovono, anche quelli che non riceveranno direttamente la palla col passaggio o il tocco successivo. Triangoli o doppi triangoli, rapidità d’esecuzione, verticalità. Per tutto il tempo. Quello è il calcio di Michels, Cruijff e Sacchi.
Per riagganciarci a questo discorso, sempre Cruijff ribadiva che “quattro difensori e quattro centrocampisti non funzioneranno mai. Così i triangoli spariscono. Bisogna sempre cercare di triangolare, è l'unico modo per avere costantemente due possibilità di passaggio”.

A proposito: Caldirola è migliorato molto con Palladino. Anche Di Gregorio ha avuto un’ascesa esponenziale diventando un portiere di livello. In generale i calciatori del Monza sembrano più in forma, giocano con maggiore sicurezza e sono migliorati tecnicamente e tatticamente. 
Chi l'avrebbe mai detto?