È brianzolo il tranviere del tram deragliato a Milano: il suo racconto della tragedia
Vive a Muggiò, 35 anni di servizio e un malore alla guida: indagini su sicurezza e scatola nera.
Ci sono giornate che restano sospese, in bilico tra il prima e il dopo. Ore in cui una città si ferma, si interroga, prova a ricostruire ciò che è accaduto tassello dopo tassello. Milano, venerdì pomeriggio, ha vissuto uno di quei momenti destinati a segnare a lungo la memoria collettiva (leggi qui: Milano choc, tram esce dai binari e piomba sulla folla).
Le sirene, le ambulanze, le strade chiuse. Poi il silenzio e le domande. Perché è successo? Si poteva evitare? E soprattutto: cosa è accaduto davvero in quei pochi istanti che hanno trasformato una corsa ordinaria in tragedia?
A distanza di ore, mentre la magistratura avvia gli accertamenti e la città piange le vittime, emergono dettagli che riportano l’attenzione anche in Brianza.
Incidente tram a Milano: il tranviere brianzolo indagato
Secondo quanto ricostruito da La Repubblica, alla guida del tram 9 che venerdì è deragliato in viale Vittorio Veneto a Milano c’era Pietro M., sessant’anni, residente a Muggiò, in provincia di Monza e Brianza. Un tranviere brianzolo con 35 anni di servizio alle spalle.
Il conducente, ricoverato fino a ieri all’ospedale Niguarda, ha raccontato al quotidiano:
La verità è che sono stato colto da un malore in fase di trazione, mentre andavo. Ho avuto un dolore alla gamba, poi un mancamento... Non ho visto più nulla, era diventato tutto nero e ho perso il controllo. Ho ripreso conoscenza solo quando ho sbattuto contro quel palazzo.
Il suo nome sarà iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo e lesioni colpose, atto dovuto anche a sua tutela in vista degli accertamenti. È risultato negativo ad alcol e droga. Il cellulare è stato sequestrato.
Nel drammatico impatto hanno perso la vita due persone, mentre sedici feriti sono stati trasportati in ospedale, alcuni in condizioni gravi.
Malore tranviere di Muggiò: 35 anni di servizio sul tram
Pietro M. vive a Muggiò con la moglie Cinzia e i due figli. Alla pensione, racconta La Repubblica, mancano poco più di due anni.
Sono in servizio da trentacinque anni. Sempre sul tram. Ho iniziato nel marzo del 1991, quando sono stato assunto. Questo è stato il mio primo incidente, ha dichiarato.
La moglie, sempre secondo il quotidiano, ha spiegato:
Ha avuto un malore, come se fosse svenuto, nemmeno lui sa spiegare cosa gli è successo.
E ancora:
Quando ha saputo delle vittime si è messo a piangere.
Nel quartiere di Muggiò la notizia ha colpito profondamente. La madre ottantenne del conducente, citata da La Repubblica, ha raccontato tra le lacrime:
Non ha mai avuto un incidente, mai un problema, niente. Non lo so cos’è successo.
Indagini tram Atm Milano: verifiche su freni e scatola nera
L’inchiesta, coordinata dalla procura di Milano, punta a chiarire ogni aspetto tecnico e umano dell’incidente tram Milano. Sotto esame i sistemi di sicurezza del mezzo Atm, dal dispositivo cosiddetto “uomo morto” alla scatola nera che registra velocità e dati di viaggio. Verranno analizzate anche le telecamere interne per ricostruire gli istanti precedenti allo schianto.
Secondo le prime ricostruzioni riportate da La Repubblica, il tram avrebbe saltato una fermata e imboccato uno scambio non corretto prima di sbandare e finire contro la vetrina di un ristorante.
La città attende risposte. La Brianza, intanto, osserva con il fiato sospeso la vicenda del suo concittadino, un uomo che per oltre tre decenni ha guidato tram a Milano e che ora si trova al centro di una tragedia che ha segnato due comunità.



