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Per un tifoso del Monza è la battaglia (nella guerra del campionato cadetto) più attesa dell'anno. Per uno del Como fa quasi a gara con quella (che in questa stagione non si giocherà) contro il Lecco. Già dalla prima sfida tra del due formazioni disputata a Como il 19 novembre 1922 e terminata 0 a 0 non doveva scorrere buon sangue.

Poi Monza-Como è diventato il derby più caldo dell’intera Serie B (ed  alcune volte del girone settentrionale della Serie C). Un’acerrima rivalità calcistica che vivrà un nuovo capitolo domenica 21 novembre e che dura da quasi 54 anni, vediamo perché…

Se brianzoli e laghèè non sia amano lo si deve soprattutto a due episodi: tutto cominciò il 4 giugno 1967, allorché il Monza guidato da un giovanissimo Gigi Radice strappò la promozione in B al Como guidato da Ercole Trezzi vincendo 1-0 lo spareggio di Bergamo. Ma è 13 anni dopo, il 13 aprile 1980, che la rivalità, già molto calda, si infiammò. Con un 3-3 alla 30° giornata che di fatto tagliò le gambe al Monza proprio in vista della lotta per la promozione in Serie A. Un risultato contestato dai brianzoli per il rigore allo scadere, assegnato dal futuro designatore Luigi Agnolin e trasformato da Nicoletti, dopo che i biancorossi padroni di casa allenati da Alfredo Magni (ex giocatore sia del Monza che del Como…) erano stati in vantaggio per 3-1 sino a poco più di un quarto d’ora dalla fine. Beffa delle beffe, quel Como allenato da Pippo Marchioro (ex vice allenatore del Monza…) vinse quel campionato e salì in Serie A, il Monza chiuse al quinto posto, a soli 3 punti dalla zona-promozione.

Giulio Artesani