Un nuovo edificio residenziale di cinque piani e 26 appartamenti al posto dell’ex centro fitness Mamete, ma il progetto accende il confronto a Monza. Il Piano attuativo di via Aspromonte, adottato dalla Giunta comunale il 7 luglio 2026, è finito nel mirino del Coordinamento di comitati e associazioni cittadine.

Le contestazioni riguardano soprattutto tre punti: l’impatto sul traffico, la collocazione delle aree a standard in via Gadda e l’iter urbanistico seguito dal Comune.

Il progetto prevede la demolizione degli immobili dismessi dell’ex centro fitness e la costruzione di una palazzina per circa 8.100 metri cubi, con 26 alloggi, una parte dei quali destinata all’edilizia convenzionata.

Il Piano è stato adottato con la deliberazione di Giunta numero 243 del 7 luglio 2026. Le osservazioni possono essere presentate al Protocollo generale del Comune fino al 21 agosto.

Via Aspromonte, 26 appartamenti al posto dell’ex centro fitness Mamete

La trasformazione riguarda un’area oggi occupata dagli immobili dismessi dell’ex Mamete.

Secondo la documentazione citata, al loro posto dovrebbe sorgere un edificio residenziale di cinque piani. Una scelta che il Coordinamento contesta già alla radice.

Per i comitati, infatti, gli immobili esistenti avrebbero potuto essere recuperati mantenendo una funzione produttiva, terziaria o commerciale, destinazioni che il PGT consentirebbe nell’area.

La trasformazione in residenziale viene invece descritta dagli stessi comitati come una nuova edificazione con un impatto significativo sul quartiere.

Si tratta della loro posizione e non di una valutazione già accertata dal Comune.

Il primo nodo è quello più immediatamente percepibile dai residenti: quante auto in più arriveranno nella zona?

Traffico, i comitati contestano i dati del 2019

Via Aspromonte si inserisce in un quadrante che comprende via Marsala, largo Mazzini, via Buonarroti e via Mentana.

Secondo il Coordinamento, queste strade presentano già situazioni di coda nelle ore di punta, in particolare nella zona della rotatoria di via Buonarroti.

A finire sotto osservazione è soprattutto lo studio di impatto viabilistico allegato al Piano.

Per rappresentare la situazione del traffico vengono utilizzati, secondo quanto riferito dai comitati, rilevamenti effettuati da Monza Mobilità tra novembre e dicembre 2019.

Ed è proprio questo uno dei punti più contestati.

«Non è accettabile», sostengono i comitati, utilizzare per la valutazione di un nuovo intervento residenziale dati sul traffico risalenti a diversi anni prima.

La richiesta è quindi di effettuare nuove rilevazioni, aggiornate alla situazione attuale, valutando contemporaneamente anche gli effetti degli altri interventi urbanistici già autorizzati nella stessa zona.

Tra quelli citati compare in particolare il progetto relativo all’ex carcere di via Mentana, distante secondo il Coordinamento circa cento metri dall’area di via Aspromonte.

Gli standard urbanistici previsti a 2,5 chilometri dal nuovo edificio

Case

La seconda contestazione riguarda gli standard urbanistici, cioè le superfici che accompagnano una trasformazione edilizia per rispondere alle nuove esigenze collettive generate dall’insediamento.

Secondo la documentazione esaminata dal Coordinamento, per il Piano di via Aspromonte sarebbero dovuti circa 2.072 metri quadrati di aree a standard.

Queste superfici, però, non verrebbero individuate all’interno dell’area interessata dalla nuova costruzione.

La soluzione indicata sarebbe invece quella di via Gadda, a circa 2,5 chilometri di distanza.

Una scelta contestata dai comitati, che chiedono di reperire gli standard direttamente nella zona di via Aspromonte.

Secondo la loro posizione, in questo modo il quartiere perderebbe la possibilità di ottenere una nuova area verde proprio in un contesto che ritengono già carente sotto questo profilo.

Via Gadda, il nodo del valore delle aree

C’è poi una seconda questione.

I comitati sostengono che l’area individuata in via Gadda sarebbe classificata come agricola nel PGT vigente e avrebbe quindi un valore differente rispetto a un terreno edificabile.

Da qui la richiesta principale: mantenere gli standard all’interno del perimetro del Piano attuativo.

In alternativa, il Coordinamento propone che vengano individuate aree edificabili nella stessa zona e con un valore equivalente, da dimostrare attraverso una specifica perizia estimativa.

Anche in questo caso si tratta delle osservazioni presentate dai comitati, sulle quali dovrà eventualmente pronunciarsi l’amministrazione nell’ambito dell’iter del Piano.

I comitati chiedono alla Giunta di ritirare la delibera

Il terzo fronte riguarda infatti proprio la procedura urbanistica.

Il Coordinamento chiede di verificare la correttezza del collegamento, attraverso lo stesso Piano attuativo, tra l’area di via Aspromonte e quella di via Gadda, considerate le differenti destinazioni previste dal PGT.

La richiesta dei comitati è particolarmente netta: chiedono alla Giunta di “revocare in autotutela” la deliberazione con cui è stato adottato il Piano.

Secondo il Coordinamento, qualora ne esistessero i presupposti, dovrebbe invece essere seguita la procedura prevista per un Piano attuativo in variante al PGT, comprendendo anche la verifica di VAS e il passaggio in Consiglio comunale.

Non significa, però, che l’iter seguito sia stato dichiarato irregolare: questa è la contestazione avanzata dai comitati e dovrà essere valutata dagli organi competenti.

Il confronto resta quindi aperto.

Fino al 21 agosto 2026 possono essere presentate osservazioni al Piano. Poi toccherà all’amministrazione esaminarle e proseguire con l’iter urbanistico previsto.

Per i residenti della zona la partita riguarda soprattutto ciò che potrebbe cambiare concretamente intorno a via Aspromonte: nuove abitazioni, più residenti, traffico e spazi pubblici.

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