Un passo indietro rispetto alla gara di lunedì scorso col Cagliari? Sì, non c’è dubbio. Un passo indietro che il risultato certifica, ma che è figlio di un Monza che ha approcciato il match con i granata di Abate in modo diverso rispetto a quello coi sardi di Pisacane. Un Monza che ieri sera è sembrato più timido, meno grintoso, meno sicuro di sé. Una squadra, quella biancorossa, che lontano dal Brianteo sembra avere meno certezze di quante dimostri di averne tra le mura amiche.

I numeri non sono tutto, ma aiutano ogni analisi

I numeri non sono tutto, ma aiutano ogni analisi. Quando in 5 trasferte i gol subiti sono 14, qualcosa su cui riflettere c’è. Anche perché, a parte le visite in casa di Inter e Lazio, le altre squadre affrontate in trasferta sono state Lecce, Parma e Torino, tutte formazioni alla portata dei ragazzi di Ivan Juric. Quindi? Quindi occorre rivedere l’approccio mentale a tali situazioni. Occorre essere meno belli, meno offensivi, più coperti, più pragmatici. Più attenti alla sostanza che alla forma, più portati a guardare al risultato che a mostrare il bel gioco.

Vengo al dunque, in modo diretto, senza fronzoli. Considerato che anche nelle 3 gare interne finora disputate le reti subite sono state comunque 4, penso che questa squadra debba giocare con un modulo più prudente, ad esempio con un centrocampista in più a scapito di un trequartista o con un trequartista che sappia agire anche come quinto uomo in mezzo al campo e dare manforte alla bisogna.

Vero che ieri la prima rete del Torino, che ha comunque dimostrato di essere una buona squadra, è nata da una macroscopica svista di Foe Ondoa, che col Cagliari era stato molto positivo. Ma è altrettanto vero che, una volta sostituito il giocatore franco-camerunese, ogni equilibrio è saltato e ad ogni palla persa qualsiasi giocatore avversario arrivava con facilità nell’area biancorossa. 

Temo che soltanto con il rientro di Pessina si potrà valutare il reale equilibrio di cui questa squadra può essere dotata. Un equilibrio che è alla base di ogni buon risultato. Un equilibrio che manca e che ha portato il Monza a segnare sempre almeno un gol in ognuna delle 8 giornate di campionato finora disputate, ma a subirne troppe, davvero troppe per una squadra che vuole salvarsi.  

Piena fiducia in mister Juric, ci mancherebbe. Ma con un Varela così prolifico lì davanti, capace di andare quasi sempre in rete anche con pochissimi palloni toccati, perché non provare a giocare qualche gara con un atteggiamento meno spregiudicato?

Un’ultima annotazione. Visto e rivisto il fallo in area sul finire del primo tempo ai danni di Mangas. Step on foot, con il giocatore del Monza che viene bloccato e non può proseguire l’azione. Ma dove era il VAR?

Paolo Corbetta   

Corbetta

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