Scuola nel caos: salta la gita alla moschea che in realtà non esiste
Annullata la gita scolastica a Mezzago dopo le polemiche politiche. La scuola chiarisce: non era una moschea ma un’iniziativa culturale. (150)
L’uscita didattica prevista a Mezzago è stata ufficialmente cancellata. La decisione arriva dopo giorni di forti polemiche politiche e mediatiche legate alla visita degli studenti della scuola media “I nostri caduti” di Trezzo sull’Adda.
Al centro della vicenda, la sede dell’associazione culturale Assalam, indicata da alcuni come una moschea. Una definizione che però è stata smentita con fermezza anche dal sindaco di Mezzago, Massimiliano Rivabeni, che ha ribadito come nel comune non sia presente alcuna moschea.
La decisione dopo il caso mediatico
L’iniziativa, che rientrava nel programma scolastico, è stata annullata direttamente dai responsabili dell’associazione coinvolta. Una scelta arrivata dopo il clamore suscitato dalla vicenda, amplificato anche dall’intervento dell’europarlamentare della Lega Silvia Sardone.
L’associazione Assalam è attiva sul territorio da anni e ha collaborato più volte con le istituzioni locali in progetti legati all’integrazione e al dialogo culturale. Tuttavia, il clima di tensione ha reso inevitabile lo stop alla visita.
Una visita pensata come percorso culturale
La dirigente scolastica Patrizia Santini ha chiarito le finalità dell’iniziativa attraverso una comunicazione ufficiale pubblicata sul sito dell’istituto.
L’uscita didattica era stata approvata da tutti gli organi scolastici competenti e rappresentava la prosecuzione di un percorso già svolto l’anno precedente. L’obiettivo non era religioso, ma educativo e culturale.
La visita, infatti, era inserita nel programma dell’insegnamento della religione cattolica e mirava a far conoscere agli studenti luoghi e tradizioni diverse, non a promuovere pratiche di culto.
Religione e cultura: la posizione della scuola
Nel documento diffuso dalla dirigente viene sottolineato un concetto chiave: la religione non è solo pratica spirituale, ma anche elemento culturale.
Secondo la scuola, conoscere altre tradizioni significa comprendere meglio il mondo in cui si vive. Un percorso che aiuta gli studenti a sviluppare senso critico, capacità di confronto e rispetto reciproco.

La partecipazione alla visita, inoltre, sarebbe stata possibile solo con l’autorizzazione delle famiglie.
In classe tra confronto e integrazione
L’iniziativa avrebbe coinvolto esclusivamente le classi terze, già impegnate in un percorso di studio sull’islam.
Un percorso che non si limita ai libri, ma che passa anche dal confronto quotidiano tra studenti di culture e religioni diverse. Un confronto guidato dagli insegnanti, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli e rispettosi.
La scuola ha ribadito con chiarezza che non esiste alcuna forma di indottrinamento. L’obiettivo resta quello di educare al rispetto, alla tolleranza e alla convivenza civile.
Il messaggio educativo resta al centro
Nonostante l’annullamento della visita, la linea dell’istituto resta invariata. Promuovere inclusione, dialogo e rispetto è parte integrante del percorso formativo.
Dalle attività contro il bullismo ai progetti simbolici come quello dei “calzini spaiati”, la scuola continua a lavorare su valori concreti, legati alla crescita personale e sociale degli studenti.



