Da oggi in Lombardia i cittadini senza fissa dimora potranno scegliere il medico di assistenza primaria o il pediatra di libera scelta, accedendo così alle prestazioni previste dai Livelli essenziali di assistenza (LEA).

La norma è stata approvata all'unanimità dal Consiglio regionale e introduce nuove tutele per le persone prive di residenza e di assistenza sanitaria, con l'obiettivo di garantire un accesso più semplice alle cure.

Cosa prevede la nuova legge

Il provvedimento consente ai cittadini italiani senza dimora, che non risultano assistiti dal Servizio sanitario, di iscriversi negli elenchi delle Aziende socio-sanitarie territoriali (ASST) anche attraverso la segnalazione dei servizi sociali e socio-sanitari.

La legge individua inoltre le Case di comunità come punti di riferimento per l'assistenza e punta sulla collaborazione tra ASST, Comuni e realtà del Terzo settore, che avranno un ruolo nell'informazione, nell'orientamento e nell'accompagnamento delle persone interessate.

Tra le novità è prevista anche la possibilità, per i medici operanti negli enti coinvolti, di effettuare prescrizioni attraverso i sistemi informatici regionali.

Stanziate risorse per l'attuazione

Per l'applicazione della misura sono stati previsti 125 mila euro nel 2026 e 500 mila euro all'anno per ciascuno dei due anni successivi.

L'attuazione della legge sarà seguita da una cabina di regia composta dall'assessorato regionale al Welfare, ASST, ATS, Anci Lombardia e rappresentanti del Terzo settore, con il compito di monitorarne l'efficacia.

Ponti: "Restituito il diritto alla salute"

Il consigliere regionale del Partito Democratico Gigi Ponti ha definito il provvedimento «un'importante conquista», sottolineando che la nuova normativa permette anche alla Lombardia di colmare un ritardo rispetto ad altre regioni italiane.

Pd partito democratico

Secondo Ponti, garantire l'accesso al medico di base significa assicurare cure e prevenzione a persone particolarmente fragili, riducendo allo stesso tempo il ricorso improprio ai Pronto soccorso. Il consigliere ha inoltre evidenziato che il provvedimento rappresenta un'applicazione concreta del diritto alla salute previsto dall'articolo 32 della Costituzione.