Stesso studente, due scuole e due risposte diverse: il caso della carriera alias
In Lombardia solo 74 scuole prevedono la carriera alias. A Monza sono 8: il sistema resta affidato ai singoli istituti.
I numeri crescono, ma lentamente. In Lombardia la carriera alias è ancora prevista da una quota ridotta di scuole: secondo il monitoraggio di Agedo nazionale, al 29 agosto 2026 gli istituti che l’hanno inserita nel proprio regolamento sono 74.
La concentrazione maggiore è nel Milanese, con 35 scuole, mentre Monza ne conta 8. Seguono Brescia e Varese, entrambe con 9 istituti.
Il dato è in aumento rispetto al 2024, quando le scuole lombarde interessate erano 59, ma sul totale delle istituzioni scolastiche la diffusione resta limitata: circa il 6,6%.
Cos’è la carriera alias
La carriera alias è una procedura che permette a una persona transgender di utilizzare, all’interno della vita scolastica, il nome scelto al posto di quello anagrafico.
L’accordo coinvolge la scuola, lo studente o la studentessa e, nel caso dei minorenni, anche la famiglia. Il nome scelto può essere inserito nel registro elettronico e utilizzato nelle attività interne.
L’obiettivo è evitare che la persona debba continuamente spiegare la propria situazione, riducendo anche il rischio di episodi di disagio o bullismo e, nei casi più difficili, di abbandono scolastico.
Ogni scuola decide da sola
Il principale limite resta l’assenza di un protocollo nazionale unico.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha infatti predisposto una procedura uniforme per l’attivazione della carriera alias e la scelta resta affidata ai singoli istituti.
Le scuole che decidono di adottarla fanno riferimento alla normativa sulle pari opportunità e alla prevenzione delle discriminazioni, ma mancano indicazioni operative comuni su aspetti come registri elettronici, pagelle, scrutini e rapporti con le famiglie.

Il risultato è una situazione molto diversa da scuola a scuola: due studenti con esigenze simili possono trovare risposte opposte anche all’interno della stessa provincia.
Monza si ferma a otto istituti
Nel quadro lombardo, Monza conta otto scuole che prevedono la carriera alias.
Un numero superiore a molte altre province, ma ancora contenuto rispetto alla totalità degli istituti presenti sul territorio.
A livello nazionale, secondo i dati raccolti da Agedo, sono 546 le scuole che hanno introdotto questa possibilità nei propri regolamenti: 540 pubbliche e 6 paritarie.
Agedo, insieme a GenderLens, ha anche predisposto una proposta di regolamento destinata agli istituti che vogliono introdurre la procedura.
Università più avanti, pochi gli enti locali
Fuori dalle scuole superiori e dagli istituti comprensivi, la carriera alias è già prevista negli atenei lombardi.
Molto più ridotto, invece, il numero degli enti locali che hanno scelto di adottarla.
Il Comune di Milano l’ha introdotta da circa un anno, mentre a Brescia il progetto è ancora in fase di preparazione e non risulta al momento operativo.
La fotografia lombarda resta quindi quella di una pratica in crescita, ma ancora lontana dall’essere diffusa in maniera uniforme.



