Una gita scolastica alla moschea di Mezzago accende il dibattito politico in Brianza. Al centro della discussione c’è l’uscita didattica organizzata per alcune classi terze della scuola secondaria dell’istituto “Ai nostri caduti” di Trezzo sull’Adda, prevista per la fine di marzo.

La notizia ha rapidamente superato i confini locali, arrivando anche sulla cronaca nazionale e scatenando reazioni politiche, in particolare da parte della Lega, che ha espresso forti critiche sull’iniziativa.

La visita alla moschea prevista nella gita scolastica

Secondo quanto indicato nella circolare inviata alle famiglie, la visita alla moschea rientra in un percorso didattico dedicato alla conoscenza delle religioni e delle culture presenti sul territorio.

Durante la giornata gli studenti dovrebbero partecipare a diverse attività educative, tra cui:

  • approfondimenti sulla religione islamica
  • laboratori sulla vita di Maometto
  • spiegazioni sui cinque pilastri dell’Islam
  • attività dedicate alla scrittura araba
  • riflessioni sui diritti delle donne

L’obiettivo dichiarato dalla scuola è quello di promuovere dialogo interculturale e conoscenza reciproca, aiutando gli studenti a comprendere meglio le diverse tradizioni religiose presenti nella società.

Nel documento l’istituto sottolinea anche la volontà di favorire il rispetto dei luoghi di culto e contribuire a superare stereotipi e pregiudizi legati alle diverse culture.

Le critiche della Lega

L’iniziativa ha però provocato la dura reazione della Lega, che ha contestato la scelta della scuola.

Tra le voci più critiche c’è quella dell’eurodeputata e vicesegretaria del partito Silvia Sardone, che sui social ha definito l’iniziativa «preoccupante».

silvia sardone

«Una scuola di Trezzo sull’Adda ha deciso di mandare le classi terze della scuola secondaria nella moschea di Mezzago. Nella circolare si parla di una giornata islamica con attività sulla vita di Maometto, sui cinque pilastri dell’Islam e sulla scrittura araba», ha dichiarato.

Secondo Sardone, l’iniziativa non sarebbe una semplice visita culturale.

«Riteniamo che questa scelta sia preoccupante: la scuola non deve diventare un laboratorio di islamizzazione. Non si tratta solo di una visita culturale ma di un percorso che sembra promuovere la religione islamica», ha aggiunto l’eurodeputata.

Il dibattito politico

La vicenda ha acceso un confronto politico anche a livello regionale.

Alle critiche si è unito anche Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia, che ha sollevato dubbi sull’opportunità di proporre attività legate alla religione islamica all’interno di una gita scolastica.

Il tema divide l’opinione pubblica tra chi vede nell’iniziativa un’occasione di educazione interculturale e chi invece teme che possa trasformarsi in una forma di promozione religiosa all’interno della scuola.

La polemica, nel frattempo, continua a far discutere anche sui social.