Mentre le monoposto della Formula 1 si preparano a sfidarsi all’Autodromo Nazionale di Monza, c’è un’altra squadra che lavora lontano dai riflettori. È quella della sicurezza sanitaria, chiamata a intervenire in pochi secondi in caso di incidente e, contemporaneamente, a garantire assistenza alle migliaia di persone presenti sulle tribune e nelle aree del pubblico.

Per il Gran Premio d’Italia 2026, Areu ha predisposto un dispositivo che coinvolge ogni giorno circa 150-160 operatori tra soccorritori, medici, infermieri e personale di supporto logistico.

Il sistema comprende inoltre quattro posti medici avanzati, otto ambulanze, un Rescue Team medico-infermieristico in moto e sei squadre di soccorso a piedi, distribuite nelle principali tribune e nella Fan Zone.

Numeri che raccontano soltanto una parte di un'organizzazione che deve essere pronta a gestire contemporaneamente ciò che accade in pista e le eventuali emergenze tra gli spettatori.

AREU
Foto Regione Lombardia

GP di Monza, così funziona il soccorso ai piloti in pista

In caso di incidente, il primo intervento è affidato alla Medical Car, con il medico a bordo. Se il pilota non riesce a uscire autonomamente dalla monoposto, entra invece in azione l’estrication team, la squadra specializzata nel soccorso e nell’estrazione del pilota dalla vettura.

Non si tratta di una procedura improvvisata. La conformazione delle monoposto e la possibilità che un incidente provochi traumi importanti richiedono agli operatori una preparazione specifica e un addestramento continuo.

Le procedure vengono quindi ripetute durante apposite sessioni di training. Nella zona dei box dell’Autodromo di Monza sono state effettuate le prove generali dell’estrication team, con l’obiettivo di verificare sul campo modalità e tempi di intervento.

A coordinare la squadra è Gianluca Greco, direttore del 118, che ha spiegato il principio alla base dell’intervento: “E’ fondamentale individuare rapidamente la modalità di intervento più sicura”.

Il team è formato da sei-sette operatori e lavora a supporto della Medical Car, adattando la procedura alle condizioni del pilota e alla dinamica dell’incidente. “La differenza, in questi casi, la fanno la preparazione tecnica e la capacità di agire come una squadra”, ha aggiunto Greco.

Areu all’Autodromo di Monza: 8 ambulanze e 4 posti medici

La sicurezza non riguarda però soltanto ciò che succede nei pochi metri di pista. Il dispositivo sanitario predisposto da Areu deve coprire anche le aree occupate dal pubblico, con un livello di presenza che resta elevato per l’intero weekend del Gran Premio d’Italia a Monza.

Secondo quanto spiegato da Gianluca Chiodini, referente tecnico maxiemergenze, ogni giornata vede impegnati circa 150-160 tra soccorritori, medici, infermieri e personale di supporto logistico.

Nel dettaglio, il dispositivo comprende:

  • 4 posti medici avanzati distribuiti nell’area dell’Autodromo;
  • 8 ambulanze;
  • 1 Rescue Team medico-infermieristico in moto;
  • 6 squadre di soccorso a piedi nelle principali tribune e nella Fan Zone.

La scelta di mantenere lo stesso livello di intensità per tutte le giornate del Gran Premio è legata anche alla previsione di un'affluenza elevata non soltanto domenica, giorno della gara, ma anche venerdì e sabato.

La collaborazione tra Areu e l’Autodromo di Monza

Il rapporto tra Areu e l’Autodromo Nazionale di Monza, inoltre, non si limita al weekend della Formula 1. Come ha sottolineato il direttore generale di Areu Massimo Lombardo, la collaborazione prosegue durante tutto l’anno e riguarda le diverse attività organizzate all’interno dell’impianto.

“Il rapporto tra Areu e l’Autodromo di Monza prosegue tutto l’anno, riguarda le diverse attività che si svolgono all’interno dell’impianto e rappresenta un esempio concreto di collaborazione costruita nel tempo”, ha dichiarato Lombardo.

Il direttore generale ha inoltre ricordato come questa sinergia sia cresciuta anche attraverso l’esperienza maturata durante l’emergenza Covid e coinvolga oggi l’intera Areu.

Al Gran Premio d’Italia 2026, dunque, la sicurezza sanitaria corre insieme alla Formula 1. In pista la priorità è intervenire rapidamente su un pilota in difficoltà; fuori dalla pista, garantire una risposta capillare a un pubblico numeroso. Due esigenze diverse che, per tutto il weekend, richiedono la stessa cosa: preparazione e coordinamento.