Bottiglie milionarie, scandalo e aste: i vini della Gintoneria in vendita anche a Monza
Vini e liquori sequestrati nell’inchiesta milanese finiscono nelle aste giudiziarie, con basi che superano i duemila euro.
Vini e distillati da collezione, etichette leggendarie e prezzi da capogiro. Le bottiglie milionarie sequestrate alla Gintoneria di Milano finiscono all’asta e alcune di queste sono acquistabili anche a Monza.
Tra i lotti compaiono nomi noti agli appassionati: bottiglie di grande pregio con basi d’asta che partono da poche centinaia di euro e arrivano a oltre duemila euro a pezzo.
Etichette da collezione e prezzi elevati
La selezione comprende vini e liquori di altissimo livello, prodotti destinati originariamente ai tavoli di un locale esclusivo. Bottiglie rare, spesso difficili da reperire sul mercato tradizionale, che ora vengono rimesse in circolazione attraverso il canale delle aste giudiziarie.
Per i collezionisti e gli appassionati si tratta di un’occasione particolare, ma legata a una vicenda giudiziaria ben nota.
Da Milano a Monza: come funzionano le aste
Le bottiglie provengono dalla cantina della Gintoneria di Milano e sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza nel corso dell’indagine. Ora possono essere acquistate fino al 30 gennaio tramite piattaforme di asta telematica, tra cui anche quella con sede a Monza dell’Istituto di vendite giudiziarie.
Un passaggio che consente allo Stato di recuperare parte delle somme oggetto di confisca.
L’inchiesta sulla Gintoneria
La vicenda affonda le radici nel marzo 2025, quando il locale milanese è finito al centro di un’inchiesta per un presunto giro di escort e droga. L’indagine ha portato all’arresto del titolare Davide Lacerenza e della sua ex compagna Stefania Nobile.
Un caso che aveva attirato l’attenzione mediatica per il contesto e per il valore dei beni sequestrati.
Una confisca da quasi un milione di euro
Lo scorso ottobre sono stati ratificati i patteggiamenti: 4 anni e 8 mesi per Lacerenza e 3 anni per Nobile. Contestualmente è stata disposta una confisca da quasi un milione di euro, cifra che corrisponde al valore complessivo delle bottiglie ora messe all’asta.
Un epilogo giudiziario che trasforma beni di lusso in lotti pubblici, pronti a trovare nuovi proprietari.



