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I tribunali lombardi hanno ridotto in modo significativo il numero delle cause civili arretrate, ma in diversi uffici giudiziari la capacità di chiudere i procedimenti non riesce più a tenere il passo con le nuove iscrizioni.

È quanto emerge dai dati del Ministero della Giustizia rielaborati dall’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, che fotografano un sistema giudiziario dai due volti.

Da una parte diminuiscono i fascicoli pendenti accumulati negli anni. Dall’altra, in molti tribunali peggiora o resta stabile l’indicatore che misura il rapporto tra cause definite e nuovi procedimenti.

A Monza oltre 6mila cause pendenti in meno

Nel tribunale di Monza il numero dei procedimenti civili pendenti è sceso da oltre 27mila a poco più di 21mila.

La riduzione è di circa il 23% nell’arco del decennio considerato.

Il dato mostra quindi un alleggerimento dell’arretrato, ma Monza rientra anche tra gli uffici nei quali il rapporto tra procedimenti chiusi e nuove iscrizioni risulterebbe inferiore alla soglia di equilibrio.

In termini concreti, significa che nell’ultimo periodo preso in esame le nuove cause sarebbero state più numerose di quelle concluse.

Che cos’è il clearance rate

tribunale monza

L’indicatore utilizzato per misurare la capacità di smaltimento è il cosiddetto clearance rate.

Il valore mette in rapporto il numero dei procedimenti definiti con quello delle nuove cause iscritte.

Quando l’indice è superiore a 1, o al 100%, significa che il tribunale ha chiuso più fascicoli di quanti ne siano arrivati. Quando scende sotto quota 1, invece, le nuove iscrizioni superano i procedimenti conclusi e le pendenze rischiano di tornare ad aumentare.

Milano riduce l’arretrato del 70%

La Corte d’Appello di Milano rappresenta uno dei casi più evidenti.

Nel corso di dieci anni i procedimenti pendenti sono passati da 15.579 a 4.668, con una riduzione di circa il 70%.

Nello stesso periodo, però, il clearance rate è sceso da 1,29 a 1,07.

L’indice resta quindi superiore alla soglia di equilibrio, ma mostra una capacità di smaltimento meno elevata rispetto all’inizio del periodo analizzato.

Anche Brescia taglia le pendenze, ma rallenta

Una dinamica simile interessa il distretto della Corte d’Appello di Brescia.

Le cause pendenti sono diminuite da 4.979 a 2.977, con un calo superiore al 40%.

Il rapporto tra procedimenti definiti e nuovi fascicoli è però sceso da 1,26 a 1,06.

Anche in questo caso l’indicatore resta positivo, ma il margine tra cause chiuse e nuove iscrizioni si è ridotto.

Da Bergamo a Lecco, gli arretrati diminuiscono ovunque

La riduzione dei procedimenti pendenti interessa tutti i tribunali lombardi riportati nell’analisi.

A Bergamo i fascicoli sono passati da quasi 30mila a poco più di 17mila, con un calo del 42%. Pavia è scesa da oltre 22mila a 14.548 procedimenti, mentre Lodi è passata da 8.701 a 5.556.

A Lecco le pendenze sono diminuite da 7.119 a 4.899, con una riduzione del 31,2%. Varese è passata da circa 11mila a 8.090, mentre Cremona è scesa da circa 9.900 a 7.040.

Riduzioni più contenute sono state registrate a Como, da circa 13.300 a 11.445 procedimenti, e a Busto Arsizio, da 13.233 a 11.279.

Anche Mantova e Sondrio mostrano un arretramento delle pendenze: rispettivamente da 9.461 a 7.162 e da circa 4.120 a 3.170 fascicoli.

In otto tribunali l’efficienza non migliora

La parte più delicata riguarda però la gestione dei nuovi flussi.

Secondo l’analisi, in otto tribunali su tredici il clearance rate è peggiorato oppure è rimasto sostanzialmente invariato nel corso del decennio.

Tra questi vengono indicati Brescia, Busto Arsizio, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova e Milano.

Il materiale segnala inoltre diversi tribunali con un valore inferiore a quota 1, tra i quali Monza. Prima della pubblicazione va però verificato il numero complessivo: il testo parla di sette uffici, ma ne elenca soltanto sei.

Meno arretrati non significa tribunali senza difficoltà

La fotografia complessiva è quindi più complessa di quanto possa sembrare.

La diminuzione delle pendenze dimostra che negli ultimi dieci anni è stato smaltito un numero consistente di fascicoli. Il rallentamento del clearance rate segnala però che alcuni uffici giudiziari potrebbero tornare ad accumulare arretrato se le nuove iscrizioni continueranno a superare i procedimenti definiti.

Per Monza il dato positivo resta il taglio di circa un quarto delle cause pendenti. Il nodo, ora, è riuscire a gestire i nuovi fascicoli con una velocità sufficiente a non disperdere il risultato raggiunto.

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