Monza, residenti preoccupati per le sponde del Lambretto: cosa sta succedendo
Un residente denuncia le condizioni di un tratto del Lambretto in via Lecco. Botta e risposta tra condominio e Comune sulle competenze.
Una segnalazione che va avanti da tempo e che oggi riaccende il dibattito sulla manutenzione del Lambretto, il canale artificiale che attraversa il centro di Monza. A sollevare il caso è un residente di via Lecco, che denuncia le condizioni di un tratto delle sponde adiacente al proprio condominio e chiede interventi strutturali per mettere in sicurezza l'area.
Al centro della vicenda non c'è soltanto lo stato degli argini, ma anche un confronto aperto sulle responsabilità della manutenzione tra privati e amministrazione comunale.
La denuncia: “Servono interventi strutturali”
A lanciare l'allarme è Santino Massaro, architetto residente in via Lecco e portavoce delle preoccupazioni del condominio che ospita anche alcuni uffici al piano terra.
Secondo il professionista, il tratto di sponda interessato mostrerebbe criticità che richiederebbero opere più profonde rispetto ai semplici interventi di manutenzione ordinaria effettuati negli ultimi mesi.

Massaro sostiene che le operazioni di potatura e contenimento della vegetazione eseguite lungo il canale abbiano migliorato solo in parte la situazione senza affrontare le problematiche strutturali dell'alveo.
Il problema delle radici e dei detriti
Tra le criticità segnalate figurano la presenza di radici lungo le sponde, accumuli di materiale e vegetazione cresciuta all'interno del corso d'acqua.
Secondo il residente, questi elementi potrebbero ostacolare il regolare deflusso delle acque e contribuire nel tempo al deterioramento degli argini.
La richiesta avanzata è quella di predisporre un piano di manutenzione più ampio che riguardi l'intero tratto del Lambretto e non soltanto singoli interventi puntuali.
Un canale con oltre sei secoli di storia
Il Lambretto rappresenta una delle opere idrauliche storiche più importanti della città.
Realizzato nel XIV secolo per volontà dei Visconti, il canale nasceva come elemento difensivo delle mura cittadine e ancora oggi attraversa gran parte del centro storico di Monza.
Proprio il valore storico e ambientale dell'infrastruttura rende particolarmente delicata la gestione delle sue sponde e delle opere di manutenzione.
La posizione del Comune
Sul caso il Comune di Monza richiama la normativa che disciplina le competenze lungo i corsi d'acqua.
Secondo l'amministrazione, il tratto interessato coinvolgerebbe direttamente i proprietari frontisti, richiamando una serie di disposizioni regionali e nazionali che attribuiscono ai privati la responsabilità delle opere realizzate a difesa delle proprie proprietà.
L'interpretazione dell'ente è che il muro di sponda presente accanto al condominio sia stato costruito proprio per proteggere l'edificio confinante.
La replica dei legali del residente
Una lettura che viene contestata dai legali incaricati dal residente.
Secondo la tesi sostenuta dalla difesa, le norme richiamate dal Comune riguarderebbero esclusivamente le opere poste a tutela dei beni privati e non trasferirebbero automaticamente ai frontisti la responsabilità della manutenzione delle sponde pubbliche.
Gli avvocati evidenziano inoltre come la giurisprudenza attribuisca all'autorità amministrativa il compito di garantire la regolarità e la sicurezza degli argini.
Un tema che riguarda tutta la città
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio legato alla gestione dei corsi d'acqua monzesi.
Negli ultimi anni il territorio è stato interessato da diversi episodi di maltempo intenso, con piene del Lambro e interventi frequenti per la rimozione di detriti e vegetazione accumulata lungo gli alvei.
Per questo motivo il tema della manutenzione e della sicurezza idraulica continua a rappresentare una delle questioni più delicate per la città.



