Gran Premio d'Italia
Gran Premio d'Italia

Il Gran Premio d’Italia non porta 192 milioni di euro alla sola città di Monza. È la prima distinzione necessaria quando si prova a misurare il peso economico della Formula 1 sul territorio.

I 192,6 milioni di euro stimati da Confcommercio per l’edizione 2025 rappresentavano infatti la spesa generata nell’intera Lombardia. Alla provincia di Monza e Brianza sarebbe rimasto il 52% del totale, pari a 98,6 milioni di euro.

Altri 58,6 milioni sarebbero ricaduti su Milano e sulla sua area metropolitana, 20,8 milioni sul Comasco e la parte restante tra Lecco, Varese e altri territori lombardi.

La cifra da tenere in mente, quindi, non è soltanto quella dei quasi 200 milioni. Per capire quanto il Gran Premio valga davvero per l’economia brianzola bisogna partire da quei 98,6 milioni e osservare come vengono distribuiti tra alberghi, appartamenti, ristorazione, acquisti, biglietti e trasporti.

L’alloggio è il vero affare del weekend

La voce più pesante è quella dell’ospitalità.

Secondo la stima di Confcommercio, nel 2025 hotel, bed and breakfast, residence e affitti brevi avrebbero intercettato complessivamente 63,5 milioni di euro, pari al 33% dell’intera spesa turistica generata dall’evento.

Anche questo dato, però, riguarda tutti i territori coinvolti e non soltanto Monza.

L’indagine commissionata dal Comune sul Gran Premio 2024 aveva registrato 42.551 arrivi, una permanenza media di 2,97 notti e 126.375 presenze turistiche. Solo il 31,1% del fatturato del settore ricettivo era rimasto nella provincia di Monza e Brianza, mentre il restante 68,9% era finito fuori dai confini provinciali.

È la fotografia di un’opportunità enorme, ma anche di una capacità ricettiva che continua a non assorbire tutta la domanda.

Molti spettatori assistono alla gara a Monza, ma dormono a Milano, Como, Lecco o in altri comuni collegati con l’Autodromo.

Camere piene e prezzi più alti, ma incasso non significa utile

Nel fine settimana del Gran Premio 2025, tra Milano e Monza-Brianza, le notti prenotate nelle strutture ricettive erano aumentate del 41% rispetto all’anno precedente.

Il livello di occupazione risultava superiore del 16%, mentre le tariffe medie giornaliere erano cresciute del 45%, arrivando in alcuni casi intorno ai 250 euro per notte.

Per gli alberghi il Gran Premio significa quindi camere quasi sempre occupate, prezzi più alti e una domanda concentrata in pochi giorni.

Dal fatturato, però, devono essere sottratti personale aggiuntivo, servizi, commissioni, costi energetici e spese organizzative. L’incasso del weekend non coincide automaticamente con l’utile.

Quanto può guadagnare chi affitta un appartamento

L’effetto Formula 1 arriva direttamente anche nelle case dei privati.

Nel 2025 Airbnb aveva rilevato un aumento delle ricerche superiore al 20% a Monza e compreso tra il 35 e il 40% a Biassono, Concorezzo, Lesmo e Lissone.

Secondo i dati diffusi dalla piattaforma, la spesa media per notte si aggirava intorno ai 150 dollari a Monza, saliva a circa 222 dollari a Biassono e raggiungeva i 236 dollari a Vedano al Lambro.

Le prenotazioni provenivano soprattutto da Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Germania, Australia e Canada.

Per il proprietario di un appartamento disponibile per tre o quattro notti, il Gran Premio può quindi produrre diverse centinaia di euro di ricavo lordo.

Il guadagno effettivo è però più basso. Vanno considerati tassazione, commissioni della piattaforma, pulizie, biancheria, eventuale gestione esterna e costi necessari per rispettare le regole sulle locazioni brevi.

Conta molto anche la posizione. Un appartamento vicino al Parco, all’Autodromo, alla stazione o lungo i principali collegamenti può valere molto più di un immobile in una zona periferica e poco servita.

Ristoranti e bar: oltre 30 milioni, ma non tutti a Monza

La ristorazione rappresentava nel 2025 il 16% dell’indotto complessivo stimato, pari a 30,8 milioni di euro tra ristoranti, bar, locali, catering e consumazioni collegate al fine settimana della Formula 1.

È una somma importante, ma non può essere letta come un incasso dei soli ristoratori monzesi.

La cifra comprende un territorio molto più ampio e può includere anche una parte della ristorazione interna all’Autodromo, degli alberghi e delle località nelle quali soggiornano gli spettatori.

È ragionevole ipotizzare che i benefici maggiori si concentrino nei locali del centro, vicino agli ingressi del Parco, alle stazioni e lungo le principali direttrici percorse dai tifosi. Mancano però dati pubblici sugli incassi delle singole zone.

Molto dipende dalla capacità di restare aperti, proporre menu semplici, servire rapidamente e farsi trovare online dai visitatori stranieri.

Il dato che ancora manca è quello più interessante: quanto cresce davvero l’incasso medio di un ristorante monzese rispetto a un normale fine settimana di settembre.

Le stime generali sull’indotto non permettono di rispondere. Servirebbe confrontare i corrispettivi di un campione di attività, sottraendo costi aggiuntivi, personale e scorte.

Lo shopping vale quasi quanto gli alberghi

La seconda voce per importanza è lo shopping.

Nel 2025 avrebbe generato 57,8 milioni di euro, pari al 30% della spesa complessiva stimata. Seguono i biglietti di ingresso con 28,9 milioni e trasporti e parcheggi con 11,6 milioni.

Anche in questo caso, il dato non significa che quasi 58 milioni vengano spesi nei negozi del centro di Monza.

La voce comprende gli acquisti effettuati nei diversi territori interessati, compresa Milano, e può coinvolgere forme di consumo molto diverse.

Il commerciante monzese beneficia realmente del Gran Premio quando il pubblico viene portato fuori dal circuito e trattenuto in città.

Eventi serali, iniziative del Fuori GP, aperture straordinarie e collegamenti efficienti servono proprio a evitare che il tifoso compia soltanto il percorso stazione-Autodromo e riparta senza entrare nei negozi o nei locali.

Oltre 369mila presenze, ma non sono persone diverse

Il Gran Premio 2025 ha stabilito il record di 369.041 presenze complessive nei tre giorni, oltre il 10% in più rispetto alle 335mila del 2024.

Si tratta di presenze cumulate durante il fine settimana e non necessariamente di 369mila spettatori differenti.

Il volume potenziale di clienti resta comunque enorme. La questione decisiva è quanti di loro spendano davvero fuori dall’Autodromo e quanti restino sul territorio per più di una giornata.

Perché si parla anche di 339 milioni

Un’altra cifra spesso associata al Gran Premio è quella dei 339 milioni di euro calcolati per l’edizione 2024 dallo studio JFC commissionato dal Comune.

Quella somma, però, non rappresenta denaro entrato direttamente nelle casse di hotel, ristoranti e negozi.

I benefici diretti, comprendenti biglietti, accoglienza, ristorazione e commercio, erano quantificati in poco più di 99 milioni di euro.

Il resto comprendeva oltre 28 milioni di benefici indiretti, 21 milioni di effetti indotti, quasi 31 milioni legati alla filiera e circa 160 milioni attribuiti alla copertura mediatica e alla valorizzazione del marchio.

Dire che il Gran Premio porta 339 milioni ai commercianti di Monza sarebbe quindi sbagliato.

Una parte rilevante di quella cifra è costituita dal valore della visibilità internazionale e dagli effetti economici successivi, non da soldi spesi durante il weekend.

Chi guadagna davvero dal Gran Premio

I numeri mostrano che il vantaggio immediato più consistente va al settore dell’ospitalità: alberghi, bed and breakfast e proprietari di appartamenti.

Gp
Il pubblico del Gran Premio d'Italia

Seguono commercio e ristorazione, ma con differenze profonde tra centro e periferia, attività collocate lungo i flussi dei tifosi e negozi che restano fuori dai loro percorsi.

Il valore reale per la Brianza si avvicina dunque ai 100 milioni di euro, almeno secondo le stime più recenti disponibili.

La ricchezza, però, non viene distribuita in modo uniforme e una parte consistente continua a spostarsi verso Milano, Como e gli altri territori capaci di ospitare gli spettatori.

Il Gran Premio è uno degli appuntamenti economici e turistici più rilevanti dell’anno per Monza. La vera sfida non è più dimostrare che produca ricchezza.

È fare in modo che una quota maggiore di quella ricchezza rimanga in città, raggiunga più attività e non si esaurisca in tre giornate di camere piene e tavoli occupati.

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