Carboni: 'Monza quasi una seconda casa, Serie B difficile perché..'
Il difensore dei brianzoli ha parlato a Sardi on the Road, i dettagli
Il difensore centrale del Monza Andrea Carboni, fresco di rinnovo contrattuale coi brianzoli (fino al 2029, clicca qui), ha rilasciato un'intervista a Centotrentuno, precisamente per la rubrica Sardi on the Road. Ecco alcune delle dichiarazioni del calciatore classe 2001, nativo della località della Barbagia Sorgono e cresciuto, poco lontano, a Tonara, nel nuorese.
Monza, Carboni a ‘Sardi on the Road’
A Cagliari ero il giovane promettente, adesso penso di aver fatto un bel percorso. Sono molto contento e mi sento maturo: sono in quella fase di maturità completa. Sto per avere una famiglia, un bambino, quindi è un momento davvero bellissimo. Il ju jitsu i ha aiutato tanto, perché fare un’altra disciplina mi ha insegnato anche il rispetto, una cosa che mi porto dietro tutt’ora. Mi ha aiutato tanto anche la mia famiglia perché mi ha aperto diversi orizzonti, poi ho dovuto fare una scelta e ho scelto quello giusto.
Ho fatto tutto in fretta, ma anche il Covid mi ha dato una mano perché magari come altri ragazzi avrei fatto un percorso diverso, andando in Serie B e in Serie C a fare le ossa. Devo ringraziare il Cagliari che mi ha dato fiducia da subito, anche quando non ho fatto benissimo: all’inizio in 7 partite ho preso 2 rossi, perché non è semplice. L’anno dopo ho avuto più spazio e poi con Semplici ho avuto la “consacrazione” ed è andata meglio. Sicuramente mi reputo anche fortunato per non aver fatto un percorso molto ampio che a volte porta anche dei rischi.
Carboni e il suo addio al Cagliari
Mi dispiace di aver lasciato un ricordo “negativo” perché l’ambiente era molto legato a me e anch’io ero legato a loro, sono sempre stato in debito con il Cagliari. È arrivato dopo una retrocessione
bruttissima che ancora oggi mi porto dietro come una delle più grandi delusioni. Mi dispiace come è passato tutto ciò agli occhi degli altri, ma ringrazierò sempre il Cagliari e tutt’ora lo tifo. Non so se ci sarà un’altra occasione per indossare la maglia del Cagliari, ma sono molto orgoglioso di averla indossata e il percorso è andato ugualmente bene, quindi alla fine va bene così.
Carboni sull'esperienza attuale a Monza
Monza è diventata quasi una seconda casa. È iniziata in un modo non facile perché appena arrivato mia moglie ha avuto un problema di salute e perché lasciare il Cagliari non era facile, soprattutto per come è finita la stagione e per gli attacchi che ho ricevuto. Poi mi ha fatto molto bene andare a Venezia, una squadra con la quale il Cagliari non aveva dei bellissimi legami. È stata una scelta difficile ma l’ultimo giorno di mercato si è presentata quest’opportunità e l’ho presa al volo. Ho trovato un allenatore come Vanoli che mi ha trasmesso una mentalità vincente. Poi sono tornato a Monza, dove ho trovato Palladino, che è un allenatore davvero bravo, e mi sono trovato bene da subito. Questo è il quarto anno a Monza e mi sento tanto legato a questa piazza. Sicuramente mi sento più aperto, perché restare nel proprio orticello è facile. I primi mesi di ambientamento non sono semplici. In Sardegna, oltre al clima, sei un po’ nel tuo habitat. Con il passare del tempo penso che questo ambiente mi abbia dato una visione più ampia: ho anche diversi legami fuori dalla Sardegna, cosa che non avevo prima. Sono fortunato ad aver ricevuto questa possibilità. Forse a Cagliari, per il fatto che giocassi nella squadra in cui sono cresciuto, era un po’ un peso che mi ha anche portato a prendere delle decisioni sbagliate. Adesso sono più tranquillo, trovare un ambiente diverso mi ha aiutato, mi sento molto più maturo. Il fatto di avere una famiglia sempre dietro a supportarti, ma anche a bacchettarti quando serve, è una fortuna, perché tante persone hanno bisogno di parlare con persone esterne all’ambiente familiare, mentre io ho una moglie e una famiglia super presenti, che mi confortano quando ne ho la necessità. Mi reputo veramente fortunato.
Carboni sugli allenatori che ha avuto
Ho cercato di prendere il più possibile da ogni allenatore. Con Palladino inizialmente il rapporto non è stato facile, non ce l’avevo con lui, ma quando non giochi non sei mai contento. Ho sempre parlato bene di Palladino perché lo vedevo come un allenatore già pronto e l’anno dopo è stato molto importante per me, mi ha fatto capire le mie qualità e ha creduto tanto in me. Ogni allenatore mi ha dato tanto: parlo di Vanoli, ma anche Semplici che è uno di quelli a cui devo di più, a parte Zenga che mi ha lanciato. Con Semplici però c’è stata la salvezza e ci sono state le ultime 15 partite che sono state la mia crescita maggiore. Anche Mazzarri, nonostante ci sia stato per poco. Io ci tengo a ringraziare tutti perché mi hanno sempre dato fiducia. Ho avuto anche campioni come Nesta. Adesso ho trovato mister Bianco che è stato anche lui a Cagliari e c’è un rapporto speciale con lui. Sono stato davvero fortunato.
Carboni sul campionato di Serie B
E’ sempre un campionato molto equilibrato e difficile a livello fisico: vedi meno tecnica e meno qualità ma a impatto fisico è diversa dalla Serie A e spesso è più difficile. Quest’anno è molto bella perché le prime squadre non avevano così tanti punti da diversi anni. Rispetto a quando ero arrivato dal Venezia, secondo me, il livello della Serie B si è alzato un po’, quindi è meglio.
Qui per vedere l'intera intervista su YouTube: (CLICCA QUI)

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