Aggressioni in Pronto soccorso, l’allarme degli infermieri in Brianza: «Rischiamo la vita per curare»

Un’altra aggressione al personale sanitario nel Pronto soccorso dell’ospedale di Vimercate riaccende l’allarme sulla sicurezza di medici e infermieri in Brianza. La scorsa settimana un paziente in forte stato di agitazione e con fragilità psichiatriche ha aggredito gli operatori che lo stavano assistendo, provocando traumi e ferite. Un episodio che per il NurSind Monza e Brianza rappresenta il segnale di un problema ormai strutturale.
«Rischiamo la vita per curare: così non possiamo più andare avanti», denuncia Donato Cosi, segretario territoriale del NurSind Monza e Brianza, sindacato degli infermieri.
Aggressione al Pronto soccorso di Vimercate: cosa è successo
Il paziente era stato trasferito al Pronto soccorso di Vimercate dai carabinieri. Durante l’assistenza avrebbe poi aggredito medici e infermieri. Dopo l’episodio, i militari sono stati nuovamente allertati.
Le conseguenze fisiche per gli operatori, secondo quanto riferito dal sindacato, sono state limitate a ferite guaribili in pochi giorni. Ma per NurSind quanto accaduto non può essere considerato un episodio da archiviare.
«Fortunatamente i colleghi si sono procurati ferite guaribili in pochi giorni, ma non è più tollerabile lavorare in questo modo», afferma Cosi.
Non è il primo episodio registrato nello stesso ospedale. A maggio, sempre secondo la ricostruzione fornita dal NurSind, un uomo aveva devastato l’area triage del Pronto soccorso di Vimercate dopo aver aggredito alcuni infermieri nel vicino Cps.
NurSind scrive ad Asst Brianza: «Non è un fatto isolato»
Nei giorni scorsi Donato Cosi ha inviato una lettera ai vertici di Asst Brianza chiedendo un intervento sul problema della sicurezza e delle condizioni di lavoro.
«È inaccettabile che chi opera in prima linea per la tutela della salute pubblica debba svolgere la propria attività in contesti di costante rischio per la propria incolumità», spiega il segretario territoriale del NurSind.
La posizione del sindacato è netta: «Questo gravissimo episodio non è un fatto isolato, bensì la diretta conseguenza di una crisi strutturale ampiamente e più volte segnalata».
La denuncia, quindi, va oltre la singola aggressione. Secondo NurSind, alle situazioni di tensione e violenza si aggiungono la pressione sui reparti, le difficoltà organizzative e una disponibilità di personale sempre più problematica.
Infermieri sotto pressione tra carichi di lavoro e paura delle aggressioni
Il sindacato descrive un contesto nel quale gli operatori devono affrontare turni pesanti e situazioni particolarmente complesse, come la gestione di pazienti in stato di forte alterazione o le tensioni con familiari dei pazienti.
«La pressione è alle stelle e i contesti lavorativi sono diventati insostenibili», sostiene Cosi. «Non si può iniziare il turno con la paura di finire dall’altra parte, non più come persona che cura, ma come paziente».
Un clima che, secondo il NurSind, può incidere anche sulla capacità degli ospedali di trattenere il personale e di trovare nuovi infermieri disposti a lavorare nei reparti maggiormente esposti.
Il sindacato mette inoltre sotto osservazione il ricorso alla pronta disponibilità, strumento previsto dai contratti ma che, se utilizzato frequentemente, può avere conseguenze sui tempi di recupero dei lavoratori.
«L'impiego del servizio di Pronta Disponibilità, pur previsto dai contratti, rappresenta un ulteriore fattore di onere organizzativo», spiega Cosi. «I continui turni di pronta disponibilità e le frequenti chiamate in servizio erodono i tempi di recupero psicofisico e la conciliazione vita-lavoro, peggiorando drasticamente la qualità della vita professionale dei dipendenti».
Il rischio burnout e la richiesta di un tavolo urgente
Per NurSind il rischio è che l’aumento della pressione, sommato agli episodi di violenza e alle difficoltà organizzative, finisca per portare sempre più operatori verso condizioni di forte stress e burnout.
La questione non riguarda soltanto chi oggi lavora negli ospedali brianzoli. Secondo il sindacato, condizioni considerate sempre meno sostenibili possono rendere più complicato sia trattenere gli infermieri già in servizio sia reperire nuovo personale.
Da qui la richiesta rivolta ad Asst Brianza.
«Non si può più rimandare», conclude Cosi. «Abbiamo chiesto ai vertici dell’Asst Brianza un intervento strutturale con la convocazione di un incontro/tavolo tecnico urgente. Noi così non possiamo più andare avanti».
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