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Jordan Jeffrey Baby (Instagram)
Jordan Jeffrey Baby (Instagram)

ll trapper brianzolo Jordan Jeffrey Baby (nome d'arte di Jordan Tinti), 26 anni, è stato trovato in carcere. Il giovane si sarebbe suicidato in una cella del carcere di Torre del Gallo a Pavia, dove stava scontando una pena a 4 anni e 4 mesi. Già in passato aveva tentato due volte di togliersi la vita. 

Trovato morto in carcere il rapper Jeffrey Baby

Il giovane uomo, che risiedeva in Brianza a Bernareggio, questa mattina è stato trovato privo di vita, con una corda al collo. L'avvocato di Jeffrey Baby ha fatto sapere che chiederà l'autopsia.  Nell'aprile 2023 Jordan era stato riconosciuto colpevole di rapina aggravata dall'odio razziale, ai danni di un operaio di 42 anni originario della Nigeria. Qualche mese fa, il trapper era stato trasferito in una comunità pavese, dopo avere ottenuto l'affidamento terapeutico, ma poi il Tribunale di sorveglianza aveva sospeso la misura disponendo il rientro in carcere del 26enne. Prima, a gennaio e febbraio del 2023, il giovane aveva già tentato due volte di togliersi la vita, sempre mentre era detenuto. Dal carcere di Monza, in precedenza, era stato trasferito a Pavia per avere ricevuto minacce dagli altri detenuti.

Dalla rapina a Carnate agli insulti a Brumotti 

Urlandogli "ti vogliamo ammazzare perché sei nero" e minacciandolo con due coltelli, Jeffrey Baby e un amico avevano rapinato un 42enne nigeriano dello zaino e della bicicletta. Poi avevano lanciato lo zaino della vittima sui binari del treno e tagliato con i coltelli le ruote della bicicletta, filmando il gesto con lo smartphone. Infine erano scappati in treno in direzione Milano. Nel 2019, a Napoli, era passato agli onori della cronaca per essere salito su un'auto dei carabinieri e aveva iniziato a saltare, mentre un amico lo filmava sempre con un telefono. Nello stesso anno, infine, aveva insultato sui social network l'inviato di Striscia La Notizia Vittorio Brumotti dopo averlo incrociato dal vivo alla stazione di Monza, durante un servizio televisivo sullo spaccio di droga in città. Oggi la sua triste fine. Da giovane Jordan Tinti aveva partecipato al torneo Memorial Claudio Parma in ricordo del cronista monzese e spesso era stato visto anche allo stadio Brianteo. 

La lettera al padre prima di un tentativo di suicidio 

Il trapper brianzolo, prima di tentare il suicidio tempo fa, aveva anche lasciato una lettera a suo padre. “Ho ceduto e perso la mia più importante battaglia: quella contro la depressione, che mi affligge da mesi ormai. Non avrei molto da aggiungere, ma allo stesso tempo ho un’infinità di cose. Ma le lacrime che sto versando mentre ti scrivo tutto ciò mi bloccano e limitano a chiederti solo scusa e perdono. Scusa per non essere mai riuscito ad essere il figlio perfetto né tantomeno mai un buon figlio. E scusami per tutto il dolore arrecato in questi anni e al dolore ti arrecherà questo mio gesto disperato, ma ti chiedo di comprendere allo stesso tempo tutto il dolore percepito, al quale oggi voglio porne fine. Ovunque sarai sarò sempre con te, non dimenticarlo. Che giustizia venga fatta, con o senza di me in vita. Non smettere mai di lottare. Fallo per me”.

 

 

 

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