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Il primo giorno è trascorso senza particolari disagi, ma il problema è già emerso. Dal 7 settembre 2026 il Besanino viaggia infatti con una frequenza ridotta nel tratto tra Villasanta, Monza e Milano, mentre la linea S7 è spezzata tra Triuggio e Villasanta per consentire i lavori di Autostrada Pedemontana. E, con la ripresa progressiva delle attività scolastiche e lavorative, i pendolari temono che la situazione possa diventare molto più complicata.

A raccogliere le proteste è Il Giorno, con un articolo pubblicato sull'edizione odierna a firma di Cristina Bertolini. Al centro della contestazione c'è soprattutto la scelta di portare a un treno all'ora il collegamento tra Villasanta e Milano, eliminando il rinforzo alla mezz'ora nelle fasce di punta. Una riduzione che, secondo l'Associazione utenti del trasporto pubblico, rischia di creare un forte sovraffollamento sui convogli rimasti.

treni

Besanino dimezzato, la protesta parte da Monza

La differenza rispetto alla situazione precedente è facilmente misurabile anche dalla stazione di Monza Sobborghi. Secondo quanto riportato dalla testata locale, nelle ore di punta le partenze verso Milano erano alle 7.21, 7.51, 8.21 e 8.51. Con il nuovo assetto restano quelle delle 7.21 e delle 8.21.

È questo il punto contestato dagli utenti. «Sono previsti metà dei treni esistenti», denuncia l'associazione, sottolineando come il passaggio da una frequenza di 30 a una di 60 minuti non sia considerato adeguato a una linea classificata come suburbana. La stessa associazione evidenzia inoltre una differenza fra le due parti della S7: da Triuggio a Lecco sono rimasti i rinforzi alla mezz'ora, mentre non è accaduto lo stesso tra Villasanta e Milano.

Il problema potrebbe diventare ancora più evidente quando il numero dei passeggeri aumenterà. Nel primo giorno di riorganizzazione, infatti, la situazione a Villasanta-Parco era rimasta relativamente tranquilla: pochi pendolari nelle prime ore e una navetta da Triuggio quasi vuota. Intorno alle 7.30 il flusso è però cresciuto e alcuni viaggiatori hanno raggiunto la stazione proprio per scoprire che il treno delle 7.45 non era più previsto.

Il calendario scolastico rendeva inoltre la prima giornata poco rappresentativa dei normali flussi. La vera prova, soprattutto per la tratta verso Milano, arriverà con la ripresa a pieno regime di scuole e uffici.

Il caso del treno da Monza Sobborghi: meno corse e meno vagoni

C'è poi un secondo problema segnalato dai pendolari e riportato da Il Giorno: non soltanto sono diminuiti i treni, ma almeno in un caso è risultata ridotta anche la composizione del convoglio.

L'attenzione si è concentrata sul treno 24702, in partenza da Monza Sobborghi alle 8.21 verso Milano Porta Garibaldi. Il convoglio, che abitualmente viene effettuato con due treni accoppiati, lunedì 7 settembre sarebbe arrivato in stazione con soli quattro vagoni. Secondo quanto riferito dall'associazione, i passeggeri presenti sono comunque riusciti a salire, ma il timore è che la situazione possa diventare insostenibile con l'aumento degli utenti.

Ed è proprio qui che si intrecciano i due aspetti della nuova organizzazione: se i treni sono meno frequenti e alcune composizioni sono più corte, il rischio di concentrare un numero maggiore di persone sui pochi collegamenti rimasti aumenta.

Trenord, interpellata da Il Giorno, ha però replicato che la flotta disponibile è adeguata a garantire le corse previste dall'orario e che le composizioni vengono definite in funzione dei flussi attesi. La società ha inoltre assicurato la presenza di propri addetti nelle stazioni nei primi giorni e in occasione dell'avvio delle scuole, proprio per monitorare gli interscambi tra treni e autobus e valutare eventuali aggiustamenti dell'offerta.

Villasanta chiede più treni, spunta l'ipotesi dei Blues

Il confronto sul servizio ferroviario non nasce con l'avvio della sospensione. Il Comune di Villasanta aveva già chiesto a Regione Lombardia di confermare la possibilità di ripristinare le corse ogni 30 minuti nelle ore di punta, con una prospettiva indicata nei tavoli istituzionali a partire da gennaio 2027, legata alla disponibilità di ulteriori mezzi diesel.

La protesta dei pendolari si inserisce quindi in una questione già sollevata dalle amministrazioni locali. Il Giorno riferisce inoltre di una proposta dell'Associazione utenti del trasporto pubblico: utilizzare, in attesa di nuovi mezzi, alcuni treni Blues.

L'ipotesi nasce dalle caratteristiche del convoglio ibrido, che può viaggiare con motore diesel sulle tratte non elettrificate e utilizzare il pantografo sulle linee elettrificate. Secondo l'associazione, i Blues potrebbero essere una soluzione temporanea anche considerando i ritardi accumulati in diversi progetti di elettrificazione ferroviaria. Si tratta però, allo stato attuale, di una proposta degli utenti, non di un piano annunciato da Trenord.

Besanino, nel giorno dello stop anche lo sciopero dei treni

Come se non bastasse la riorganizzazione del Besanino, la mattina odierna si apre anche nel pieno di uno sciopero nazionale del trasporto ferroviario, iniziato alle 21.18 di lunedì 7 settembre e destinato a concludersi alla stessa ora di martedì 8 settembre.

La mobilitazione coinvolge anche Trenord e rende disponibile soltanto una parte dei collegamenti inseriti nei servizi minimi garantiti. Per i pendolari della Brianza si tratta quindi di una coincidenza particolarmente sfavorevole: il nuovo assetto della S7 è appena entrato in vigore e la seconda giornata è accompagnata da una protesta sindacale che può provocare ulteriori cancellazioni e variazioni.

Il primo giorno, dunque, non ha ancora mostrato tutta la portata del cambiamento. A Monza Sobborghi e Villasanta i flussi registrati nelle prime ore sono stati contenuti, anche perché le scuole non avevano ancora ripreso completamente le lezioni. Ma il problema indicato dai pendolari è già molto preciso: con meno partenze verso Milano e, almeno in un caso segnalato, una composizione ridotta, il margine disponibile sui treni rischia di assottigliarsi proprio quando la Brianza tornerà a muoversi a pieno regime.

Intanto Trenord conferma il proprio monitoraggio e non esclude eventuali aggiustamenti dell'offerta sulla base di ciò che emergerà nei prossimi giorni. È questo, ora, il passaggio da osservare: capire se l'organizzazione studiata per sostituire il tratto interrotto del Besanino sarà sufficiente quando sulla linea torneranno anche studenti e pendolari in numero pieno.

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