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Dalla nebbia di Empoli alla nebbia di Monza (e Brianza). La metafora ci sta tutta e mi è suggerita dal buonumore dei tre punti messi in classifica. La nebbia in terra toscana era quella figurata che aveva avvolto le teste dei giocatori del Monza, interprete contro la squadra di Nicola di una delle peggiori prestazioni della sua giovane storia in serie A. La nebbia reale è quella che da qualche giorno avvolge Monza e la Brianza soprattutto nelle ore mattutine.

Meglio così, avere ancora la testa annebbiata sarebbe stato problematico. Il Monza ha reagito bene allo schiaffo di Empoli, stavolta l’annunciata voglia di riscatto anticipata da Palladino nelle dichiarazioni della vigilia ha manifestato i suoi effetti e contro il Sassuolo la sua squadra ha giocato davvero una gran bella gara, particolarmente nei primi 45’. Al termine dei quali il campo aveva detto chiaramente che il vantaggio stava stretto a Pessina e compagni. Grazie ad un Colpani (gol a parte) tornato intraprendente e determinante, ad un Dany Mota in ulteriore costante crescita e ad una squadra sembrata più attenta e quadrata, il Monza ha mostrato di volersi mettere subito alle spalle la gara precedente e le critiche che da questa erano scaturite, portando qualcuno, che esattamente una settimana fa vedeva tutto nero, a parlare di Europa. Niente, questi umori così altalenanti non si riescono a comprendere…Almeno, questo è quel che io penso.

Nella ripresa la gara è stata condizionata dalla lunga interruzione per il tifoso ospite caduto da una transenna. Con l’innesto di Djuric e Zerbin (ottimi i loro ingressi) abbiamo visto un Monza diverso, che fraseggia di meno per linee orizzontali e cerca maggiormente la profondità. Coi lanci per la testa dell’altissimo centravanti bosniaco e le incursioni rapide ed incisive dell’esterno ex Napoli. Una buona alternativa di gioco, resa possibile dall’arrivo in biancorosso di questi due innesti.

Dicevo prima della ritornata vena di Colpani (in gol dopo oltre due mesi e mezzo) e di Dany Mota, ancora sfortunatissimo e penalizzato dal VAR. Bellissima la sua rete di testa, esattamente come quella (di testa) realizzata col Bologna. Entrambe annullate dalla stramberia di avere in fuorigioco un ginocchio e un tallone. Stessa cosa capitata a Pessina contro l’Inter, con un gol (di testa) annullato per un’anca avanti di qualche millimetro. Il lato simpatico della vicenda è che il Monza, quindi, non riesce a far gol validi di testa. C’è sempre un millimetro di troppo di un ginocchio, di un tallone, di un’anca… Il lato ridicolo è che è proprio la “testa” di chi si è inventato questa regola diabolica ad essere un po’ andata per la tangente. Ma è ancora calcio questo, dove il millimetro conta più di tutto il resto?                                                                                               

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