Sanremo senza verve: un festival sterile, tra colori spenti e conduzione piatta
Il Festival continua a deludere e non decolla: il punto di Uby Cazzaniga
Ci sono serate in cui il Festival dovrebbe esplemente accendersi da solo. Bastano una luce, un abito, una nota giusta. E invece no. Quest’anno il Festival di Sanremo sembra aver smarrito proprio quella scintilla che lo rendeva evento, rito collettivo, spettacolo capace di dividere e appassionare.
Colori e scenografia: Sanremo perde identità

I colori sono sempre stati contorno, sì, ma in realtà protagonisti. Dai fiori — simbolo stesso della città — agli abiti, fino alla scenografia. Sanremo vive di immagine tanto quanto di musica. Eppure quest’anno tutto appare spento, senza verve.
Nessuna scelta cromatica capace di sorprendere. Nessun abito destinato a diventare iconico. Nessuna scenografia in grado di imporsi nella memoria collettiva. È un Festival che scorre, ma non resta. Ed è forse questo il limite più grande: manca l’identità visiva, manca il coraggio.
La conduzione? Lineare. Troppo. Corretta ma mai graffiante. Ordinata ma mai travolgente. E il rischio, in un evento che vive di ritmo e colpi di scena, è quello della piattezza.
Laura Pausini e l’effetto Addams
E poi, se non bastasse, appare Laura Pausini.
Mai così “Addams”. Un look cupo, quasi teatrale, ma privo di quella luce che dovrebbe accompagnare un ritorno importante sul palco dell’Ariston. Paradossalmente, meglio senza dubbio chi la imita. Più ironia, più leggerezza, più spettacolo.
Qualche canzone si salva, certo. Alcuni brani hanno qualità, melodia, potenziale. Ma per ora manca il pezzo che faccia dire: “Ecco, questo è il Festival”.
L’unico momento che mi ha davvero colpito? Il coro dei ragazzi con disabilità che ha intonato “Si può fare di più”. Una frase che non è solo titolo, ma messaggio.
“Si può fare di più”.
Sono d’accordo.
Perché il Festival può dare di più. Deve dare di più. Può osare di più. Può emozionare di più.
E forse proprio da quel coro, semplice e potente, dovrebbe ripartire tutto. Uby Cazzaniga
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