Spari nel Parco delle Groane, una notte di sangue a Misinto: ecco cosa sappiamo
Sparatoria nel bosco dello spaccio: un morto e un 19enne fermato
La fascia boschiva al confine tra le province di Monza e Brianza e Varese è da tempo al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine. Un’area verde vasta, difficile da controllare in modo continuativo, diventata negli anni teatro di numerosi interventi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il Parco delle Groane, spesso raccontato per la sua valenza naturalistica, convive infatti con una realtà più oscura, fatta di bivacchi improvvisati, sentieri isolati e presenze illegali che si muovono soprattutto nelle ore serali e notturne.
Un contesto complesso, che rende ogni episodio particolarmente delicato da ricostruire e che impone grande cautela nelle indagini. È proprio in questo scenario che, nella serata di sabato, si è consumato un grave fatto di cronaca.

Sparatoria Parco delle Groane: l’agguato nel bosco di Misinto
La sparatoria nel Parco delle Groane è avvenuta nella tarda serata di sabato 24 gennaio, in un’area boschiva di via Sant’Andrea, nel territorio comunale di Misinto. Secondo quanto ricostruito, due giovani di origine marocchina si trovavano all’interno di un accampamento utilizzato per lo spaccio di droga quando sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco, forse esplosi da uno o più fucili.
A lanciare l’allarme, pochi minuti prima delle 22, è stato il ragazzo di 19 anni, che ha contattato il 112 riferendo di una sparatoria. All’arrivo dei soccorsi, coordinati dall’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu), un giovane di 24 anni, privo di documenti di identità, era già in arresto cardiocircolatorio. Trasportato in codice rosso all’ospedale di Saronno, è deceduto poco dopo.
Il diciannovenne, rimasto ferito in modo lieve, è stato invece accompagnato in codice giallo all’ospedale di Garbagnate Milanese.
Droga nel bosco e indagini: fermato un 19enne
Nel corso degli accertamenti, i carabinieri hanno rinvenuto nell’accampamento dosi di hashish, cocaina e cannabinoidi, oltre a una somma di denaro contante e una carta Postepay trovati addosso alla vittima. Il ragazzo di 19 anni ha dichiarato di essere operativo nello spaccio insieme al 24enne, svolgendo il ruolo di “palo”.
Il giovane è stato sottoposto a fermo per concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, su disposizione del sostituto procuratore di Monza Stefania Di Tullio, che coordina le indagini insieme al procuratore Claudio Gittardi. È stato inoltre sottoposto alla prova dello stub, risultata negativa.
L’arma non è stata ritrovata e la dinamica dell’omicidio resta al vaglio degli inquirenti. Le indagini, affidate ai carabinieri della Compagnia di Seregno, puntano a chiarire se si sia trattato di un regolamento di conti maturato nell’ambiente dello spaccio nel Parco delle Groane, ipotesi ritenuta al momento plausibile dagli investigatori.



