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Inebriati da un Brianteo finalmente colmo d’entusiasmo e da un successo che ci spedisce verso la nostra ottava finale di Coppa Italia dedicata ai semiprofessionisti, a Brocchi spetta un compito solo all'apparenza semplice: riportare i suoi ragazzi in modalità campionato e dimenticare subito il (seppur importantissimo) traguardo ottenuto. A farci visita dall'Umbria ci sarà il Gubbio di Mister Galderisi che non farà di certo sconti al Monza e che deve portare a casa qualche punto in ottica salvezza.



La situazione di classifica - Il Gubbio è in una posizione di classifica molto traballante, si trova in quindicesima posizione a quota 35 punti a pari merito con Albinoleffe, quattordicesima, e Virtus Vecomp Verona, sedicesima e al momento ai playout. Gli eugubini sono una delle squadre ad aver vinto meno quest'anno, solo sette successi, e ad aver pareggiato di più, il segno X è uscito quattordici volte. I 26 gol realizzati fanno degli umbri il quattordicesimo attacco, mentre solo cinque difese hanno fatto peggio delle 36 reti incassate dai rossoblu.



Un vero incubo sono poi le trasferte per la squadra allenata da Galderisi, penultima formazione per rendimento esterno: 13 punti totali per tre vittorie, quattro pareggi e nove sconfitte; peggio ha fatto solo il Rimini e male come Samb e Fano. L'ultimo successo fuori casa del Gubbio risale al clamoroso 1-0 conquistato a Fermo, attenzione perciò a non sottovalutare troppo l'avversario.



Da tenere d'occhio - Il miglior marcatore della squadra è De Silvestro, con 6 reti totali; mentre la punta Chinellato è ferma a 4 gol. Fino all'andata il bomber rossoblu era il nostro Marchi che, come sappiamo, ha cambiato casacca a gennaio e dunque per lui sarà una partita speciale in qualità di ex. Davì e Benedetti sono incaricati a centrocampo di dare manforte alla difesa, davanti a loro invece Casiraghi ha il compito di aggiungere qualità alla manovra rossoblu. In porta troviamo il figlio d'arte Marchegiani che ha seguite le orme tracciate dal padre.



L'ultimo incontro - Nell'ultima uscita il Gubbio ha ottenuto un pareggio deludente contro il Renate, una sfida che i rossoblu avrebbero dovuto vincere per racimolare punti salvezza. Nonostante lo 0-0 finale l'incontro è scoppiettante: ci provano prima i padroni di casa umbri con De Silvestro, ma il tiro termina di poco a lato. La risposta nerazzurra è immediata e quasi vincente, il colpo di testa di Vannucci termina però di un soffio sul fondo; è il Gubbio però che ci prova con maggiore insistenza, in una di queste la difesa nerazzurra è brava a disimpegnare, nell’altra ci poteva stare il calcio di rigore per fallo di mano di Vannucci su azione di De Silvestro. Attacca poco ma quando lo fa il Renate è pericolosissimo, da un cross dalla destra Spagnoli calcia e trova il salvataggio provvidenziale di Maini sulla riga; poco dopo il Gubbio va a un passo dal vantaggio, ma il colpo di testa di Chinellato finisce alto da ottima posizione.



Nel secondo tempo meno emozioni, la più importante è di marca eugubina, con una punizione di Campagnacci in cui Cincilla sbaglia il tempo dell'uscita facendosi scavalcare dal pallone che termina lambisce il palo. Estremo difensore nerazzurro che si riscatta al 90’ sulla girata di Plescia in cui il portiere compie una prodezza. In generale il Gubbio meritava la vittoria ma per anche molta sfortuna il gol non è arrivato.



La storia - La Società per Esercizi Sportivi di Gubbio nasce, come polisportiva, nel 1910, ma aggiunge il calcio alle proprie discipline solo tre anni più tardi. Disputa il primo campionato di Serie C nel 1938/39 e, appena dopo la guerra, ottiene la sua prima promozione in B, è la stagione 1947/48; l'annata non si rivela però fortunata e i lupi retrocedono immediatamente. Dopo anni difficili passati tra i meandri del calcio minore italiano, i rossoblu ritrovano la C nel 1987/88, anche se si tratta di C2; nonostante quattro anni in cui gli umbri colgono bei risultati, al quinto il Gubbio retrocede e nel 1996/97 si ritrova addirittura in Eccellenza, venendo salvato in extremis da una cordata di imprenditori locali. La risalita è però repentina e appena due anni dopo i rossoblu festeggiano la ritrovata C2, campionato che il club disputa ininterrottamente fino al 2010/11 quando, dopo 62 anni, la terza serie riabbraccia gli umbri. Quello stesso anno la squadra riesce a vincere il proprio girone di Lega Pro Prima Divisione tornando in cadetteria 64 anni dopo l'ultima volta grazie ai gol di Juanito Gomez, arrivato in prestito dall'Hellas Verona. La seconda e ultima stagione del Gubbio in Serie B termina nuovamente subito, il penultimo posto condanna i rossoblu al ritorno in Lega Pro. Negli anni successivi il club non riesce a bissare la favolosa stagione 2010/11 e nel 2014/15 retrocede in Serie D, competizione che disputa per un solo anno, risalendo in Serie C e rimanendoci fino ad oggi.



I precedenti - Solo una volta (oltre a quest'anno) è successo che eugubini e brianzoli si affrontassero in campionato. Oltre allo 0-0 dell'andata bisogna quindi considerare il doppio successo dei lupi nella stagione 2010/11: il primo match della storia si concluse con un secco 4-0 allo stadio Barbetti; mentre a Monza terminò con un rocambolesco 3-2 in favore degli ospiti, partita in cui i nostri ragazzi si trovarono in vantaggio per 2-1 coi gol di Iacopino e Ferrario a rimontare la rete di Galano, ma che poi vide la controrimonta umbra affidata a Borghese, il quale pareggia prima e al 93’ sigla poi il gol vittoria sfruttando un controllo col braccio.



L'andata - L'unico punto conquistato dal Monza contro gli umbri arriva proprio in occasione del match d'andata, terminato come detto 0-0. Partita con poche occasioni da gol, la più limpida è dei rossoblu con un filtrante per Marchi che il nuovo bomber biancorosso calcia a lato di un soffio; i biancorossi risultano in affanno e l’unica conclusione verso la porta di Marchegiani è di Ceccarelli, ma è un tiro debole; l'ultima occasione degna di nota della partita è di Casiraghi, che ci prova al 64’ e quasi infila Guarna che “soffia” sul pallone per farlo uscire. Il Monza torna dunque a casa da Gubbio con un misero punticino e in piena crisi di gioco e risultati, una situazione decisamente peggiore rispetto ad ora, eppure sono passati neanche cinque mesi.



Curiosità - I sostenitori del Gubbio sono definiti ‘lupi’ perché l'animale è storicamente legato alla città per la famosa storia dell'incontro tra San Francesco d'Assisi e il lupo che avvenne proprio a Gubbio.



Ritrovare la testa dopo mercoledì è dunque la priorità, è vero che siamo in finale, ma non abbiamo ancora vinto niente e soprattutto dobbiamo raggiungere il prima possibile quel terzo posto che ci consentirebbe di affrontare la finale di coppa contro Viterbese o Trapani con maggiore serenità. Sfruttando anche gli impegni dei nostri diretti avversari, in primis la Triestina che è attesa dalla difficile trasferta di Imola, campo che solo i biancorossi brianzoli hanno espugnato, e poi la FeralpiSalò impegnata in casa contro la ritrovata Giana Erminio, anch'essa alla ricerca di punti utili per il mantenimento della categoria. Le due squadre infine dovranno disputare il loro scontro diretto.



Dennis Galimberti