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monza 1925

Nel 1925, l’amministrazione comunale varò un piano regolatore che cambiò profondamente la fisionomia cittadina. Vie strette e disordinate furono ampliate, la vecchia piazza del mercato fu trasformata nell’attuale piazza Trento e Trieste e si posero le basi per un nuovo centro amministrativo. Era il tentativo di dare ordine a una crescita urbana esplosiva.

Per chi viveva allora, queste novità erano un misto di stupore e nostalgia: le botteghe storiche lasciavano spazio a facciate regolari e palazzi moderni, mentre i monzesi osservavano il cantiere come si guarda un’opera che cambierà per sempre la città.


Il nuovo municipio come simbolo civico

Il progetto di Augusto Brusconi per il nuovo Palazzo comunale incarnava la voglia di monumentalità tipica dell’epoca. In mattoni e pietra, con linee simmetriche, dominava la piazza come segno tangibile di un’amministrazione moderna e ambiziosa. Qui si tenevano le prime riunioni ufficiali, tra carte timbrate e il profumo d’inchiostro che impregnava l’aria.


L’autodromo e il fascino del Gran Premio

monza 1925

Ma se c’era qualcosa che dava a Monza una risonanza internazionale, era l’Autodromo nazionale. Il 6 settembre 1925, il rombo dei motori del Gran Premio d’Italia risuonò in tutta la città. Gastone Brilli-Peri, su Alfa Romeo P2, percorse 800 km a oltre 150 km/h di media, un trionfo sportivo e tecnico.

Il Parco si riempì di cappelli a tesa larga, signore eleganti e ragazzi incuriositi: tutti volevano assistere alla magia della velocità. Le famiglie pranzavano sull’erba, i bambini raccoglievano volantini, e il profumo di benzina e olio motore diventava quasi un simbolo.


Industria, cultura e vita quotidiana

Oltre ai motori, Monza era un centro industriale di rilievo, con fabbriche tessili e soprattutto cappellifici. Le strade erano animate da operai all’uscita dai turni, biciclette ovunque e tram elettrici che collegavano la città ai paesi vicini.

Alla Villa reale, la II Biennale di arti decorative richiamava artisti e artigiani da tutta Europa: un ponte tra tradizione artigiana e design moderno che anticipava la futura Triennale milanese.


Il 1925 fu dunque un anno in cui Monza consolidò la propria identità: città di motori, di lavoro e di cultura, pronta a guardare al futuro senza dimenticare il fascino del suo passato.


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